Asia Argento Bennett Non E Larena Giletti
Cultura e Spettacolo
30 Settembre Set 2018 1936 30 settembre 2018

Cosa ha detto Asia Argento su Bennett a Non è l'Arena di Giletti

L'attrice ha raccontato la sua verità: «Vorrei tornare a X Factor. La cosa che più mi ha ferito? Essere chiamata pedofila». Giletti si appella a Sky. Jimmy l'ha accusata di averlo violentato nel 2013, quando aveva 17 anni.

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«Vorrei tornare a X Factor, a fare il mio lavoro, perché i miei figli sono fieri di me, l'Italia mi vuole e non ho fatto niente di quello di cui sono accusata. La cosa che più mi ha ferito è stata essere chiamata pedofila, uno stigma che non auguro a nessuno». Asia Argento è stata ospite di Massimo Giletti, conduttore di Non è l'Arena su La7, per raccontare la sua verità sul caso Jimmy Bennett. Le sue dichiarazioni sono contenute in un'intervista-fiume di due ore e mezza, registrata nel pomeriggio di domenica 30 settembre. L'attrice ha risposto alle accuse di violenza sessuale che le sono state rivolte dal giovane statunitense, protagonista della puntata precedente di Non è l'Arena (leggi anche L'intervista a Non è l'Arena e il coraggio di Asia Argento).

LE ACCUSE DI JIMMY BENNETT

Bennett, che oggi ha 22 anni, sulla scia dello scandalo Weinstein ha denunciato di essere stato violentato da Asia Argento in una camera d'albergo della California nel 2013, quando aveva solo 17 anni. Ha raccontato che all'inizio le effusioni da parte dell'attrice gli erano sembrate innocenti dimostrazioni d'affetto, ma poi la situazione sarebbe cambiata: «Ho avuto l'impressione che non fosse un bacio amichevole, ma che stesse cercando di esplorare la situazione. Poi Asia ha appoggiato le mani sul mio corpo, mi ha spinto sul letto e mi ha slacciato la cintura e i pantaloni». Argento, paladina del movimento #Metoo, ha già pagato a Bennett una somma di 380 mila dollari, in cambio della quale il ragazzo non può farle causa né chiederle altro denaro. E al DailyMail aveva già fornito una versione radicalmente diversa: «Jimmy mi è saltato addosso [...] sono stata io ad essere aggredita, è stato doloroso».

LA VERSIONE DI ASIA ARGENTO

Argento, emozionata e a tratti in lacrime, ha ripercorso nella sua intervista gli avvenimenti degli ultimi mesi: «Per la morte di Anthony (il suo compagno Anthony Bourdain, ndr), per tutto quello che è successo, non so come riesco stare in piedi. Non sono sola, ho i miei figli che hanno sofferto tantissimo. Mio figlio ora sta vivendo negli Stati Uniti perché quando hanno iniziato a chiamarmi pedofila, prima che l'opinione pubblica iniziasse a cambiare idea su di me grazie a X Factor, l'ho mandato dal padre. Avevo paura che ci fossero contro di lui episodi di bullismo, non è un momento facile». Quando Giletti le ha chiesto cosa vorrebbe in questo momento, ha risposto: «Vorrei tornare a X Factor, tornare a fare il mio lavoro, perché i miei figli sono fieri di me. L'Italia mi vuole e non ho fatto niente di quello di cui sono accusata». Il conduttore si è quindi appellato ad Andrea Zappia, amministratore delegato di Sky, «perché questo possa succedere».

Quante di noi avrebbero avuto il suo coraggio?

L'hanno chiamata "prostituta" e "pedofila". Ha affrontato la scomparsa del compagno e il tradimento di un'amica. Ma ha trovato la forza di raccontarsi. Mettendosi a nudo nel salotto di Massimo Giletti. Ha fatto sentire la sua voce e tutto il suo dolore.

«IL MIO ACCUSATORE MI HA FATTO PENA»

Vedere l'intervista a Bennett, ha detto ancora l'attrice, «mi ha fatto un po' arrabbiare, ma mi ha fatto soprattutto pena. Perché mentre parlava i suoi occhi erano vitrei e non c'era nessuna espressione sul suo volto. L'ho visto come un bambino che poi non è riuscito a proseguire la sua carriera, un'anima persa». Elegante, in un lungo vestito nero, Asia ha ribattuo punto per punto alle accuse del giovane attore, portando anche presunte prove a sua discolpa, come i messaggi che si era scambiata con il compagno, Anthony Bourdain («Lui ha deciso che sarebbe stato meglio pagare Bennett, io invece non volevo perché erano menzogne») e la relazione di una psicoterapeuta, per alcune sedute di Emdr (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), terapia per il superamento di traumi, fatte a luglio 2013, qualche mese dopo l'incontro con Bennett. Nel testo si legge che «una delle parti peggiori del ricordo per lei (Asia Argento) è che non avesse reagito per difendersi». L'attrice ha spiegato: «Non mi ero difesa neanche nell'incontro con Weinstein, penso sia a causa di qualche trauma infantile». Ripercorrendo l'incontro con Bennett, Asia è tornata sul momento in cui «abbracciandoci, ha iniziato a baciarmi e toccarmi, non da bambino, da figlio, come lo vedevo io, ma come un ragazzo con gli ormoni impazziti. Questa cosa mi ha congelata. Lui mi è saltato addosso, mi ha messo sul letto e con me ha avuto senza preservativo un rapporto completo. È durato due minuti. Io non mi muovevo e non ho provato niente. Sconvolta, gli ho chiesto perché l'avesse fatto e mi ha detto che ero il suo desiderio sessuale da quando aveva 12 anni».

«HO CAPITO DI ESSERE IL SUO TROFEO»

Al momento del famoso selfie fatto da Bennett, però, «sono tornata alla realtà, ho capito di essere i suo trofeo, la milf di cui vantarsi». Però «ho sbagliato, perché ho cercato di normalizzare la situazione». In seguito «Jimmy ha continuato a mandarmi su Snapchat (il social dove i messaggi si autodistruggono, ndr) immagini di lui nudo che si masturbava. Ero sconcertata, le ho mostrate anche a Anthony». E la commozione arriva quando parla del compagno, morto suicida a giugno: «Dopo la sua morte si è aperto un abisso, ho sentito la disperazione, il senso di colpa per non aver visto il suo dolore, lui non me l'aveva mai mostrato. Era lui che proteggeva me». Durissimo il giudizio su Rain Dove, la compagna di Rose McGowan che ha diffuso i messaggi ricevuti dall'attrice italiana su Bennett: «Mi fa schifo, mi fa vomitare, è una persona senza scrupoli». Mentre tornando alla denuncia della violenza subita da Weinstein, Argeno ha spiegato di aver deciso di farsi avanti «quando ho saputo da Ronan Farrow (autore dell'inchiesta sul New Yorker, ndr) che aveva fatto a 183 donne quello che aveva fatto a me». In questi mesi, fra le attrici italiane, «una sola mi ha chiamato, perché voleva che firmassi la lettera contro le molestie (quella del movimento di Dissenso comune, ndr). Io non l'ho fatto, era come una lettera di Babbo Natale, visto che non si facevano i nomi» (leggi anche Le scuse di Rose McGowan non convincono Asia Argento).

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