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MAX FACTOR
5 Ottobre Ott 2018 0913 05 ottobre 2018

X Factor 2018, Bootcamp: le pagelle della prima puntata

Il talent è entrato nel vivo con i team "under donne" - guidato da Agnelli - e gli "over" capitanati da Fedez. Ed è proprio tra le prime che spicca Sherol. Un limpido talento naturale. I voti. 

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Bootcamp è termine squisitamente militare, sta a indicare l'addestramento, la dura fatica per la sopravvivenza, poi, per traslazione, si è esteso all'ambito industriale, professionale, a indicare il tirocinio che permette di imparare a lavorare e stare al mondo dell'azienda. L'utilizzo di un simile termine per una trasmissione televisiva fondata sul canto, sul divertimento può sembrare eccessivo e invece è perfettamente coerente, calzante: tutto dentro X Factor ha un senso paramilitare, tutto dietro il fondale di cartone da paese dei balocchi, grandi fasci di luce, girandole, botti e meraviglie, urla del conduttore Alessandro Cattelan che in realtà è condotto, gesti rituali o scaramantici, lacrime di parenti, sguardi disperati o angosciati dei concorrenti ha un che di guerresco, di legato alla sopravvivenza. Come se in questi pochi secondi di esibizione uno si giocasse la vita.

QUEL RAZZISMO ANAGRAFICO TRA UNDER E OVER

A volte i giudici lo dicono pure: ma non piangere, non far tragedie, la vita va avanti, questo è soltanto un provino. Ma vaglielo a spiegare a quelli che si sentono «vestiti per il successo», «il mio posto è qui, la mia vita è questa». E così, dopo le quattro rassegne di desideranti in ordine sparso adesso siamo appunto al bootcamp che poi sarebbe la fase della seggiola. La sedia elettrica cui tutti aspirano ma che è per pochi perché il meccanismo di X Factor è guerresco, a cascata, «e alla fine non rimase nessuno» o quasi. Si formano le squadre, che tradiscono qualche razzismo anagrafico: under, per dire sangue fresco, uomini e donne da una parte, “over”, maturi, quelli che ci hanno già provato, i revenant forse fuori quota, dall'altra. Il meccanismo è tortuoso, come un percorso militare ma così deve essere perché X Factor è un format lungo, dura mesi e la selezione non puoi farla in modo automatico, scontato, tu dentro tu fuori, devi inventarti passaggi nuovi, sedie elettriche, viaggi esotici perché l'ispirazione evidentemente funziona meglio in un campo jamaicano o in un grattacielo di qualche emirato; poi si tornerà a casa, per la gara vera e propria, fino all'ultimo sangue. Adesso c'è la seggiola, che come il potere logora chi non ce l'ha, chi non ci arriva: e non sempre ci arriva chi la merita.

UNDER DONNE

MANUEL AGNELLI: 6 ½. Gli tocca una categoria con diverse opzioni – per numero e apice le femmine sono meglio dei maschi, hanno più talento e maggiore personalità – ed effettivamente resta lucido, equilibrato nelle scelte. Adesso sarà questione, non facile, di farle crescere, di non bruciarle.

ILARIA PIERI: 6. Una chitarra di troppo, nella sua rilettura di Garden (Halsey): oscilla, ma alla fine sulla sedia riesce a planarci. Anche se non pare nel cuore di Agnelli.

LUNA MELIS: 7 ½. Passa prima di cantare: ha il twang, come dice Agnelli, ha l'X Factor, la faccia giusta, la convinzione (leggi: una certa spocchietta 16enne). Insomma: tutto. Altra raffica vocale su Black Widow (Iggy Azalea/Rita Ora). Fedez ha il muso storto di chi non se la beve, forse ha ragione lui: bisognerà vedere quando arrosto resta dietro il fumo. Ma, almeno qui, andrà lontano, e lo sa.

La squadra Under donne di Manuel Agnelli.

CAMILLA: 6-. Mezza bianca e mezza nera nei capelli, tutta furba: lei porta cose sempre un po' spiazzanti – Guardastelle di Bungaro, chi se l'aspetta? Da una ragazzina? - ma pesca cosa le riesce, non cosa è di moda. Sul taccuino di Max Factor un appunto volante: «Pallosa». Ma, eccola lì la sedia: la sfila di sotto a Elena Russo, che probabilmente la meritava di più.

SHEROL: 8. Vocalmente iperdotata, ha il soul nero nelle corde, la sua Listen è meglio dell'originale (Beyoncé), come fai a star lì a discutere? E a non farne la star che già è? Perché questa è una di quei rarissimi, purissimi, limpidissimi talenti naturali che, appena aprono la bocca, ti lasciano a bocca aperta.

MARTINA ATTILI: 5. Ma vuole suicidarsi con Life on Mars? Per piano solo, per giunta? A chi scrive suona melensa, ai giudici no e chi sono io per dire la mia? Con tutto il peso dei suoi 10 milioni di visualizzazioni su Youtube, e anche queste cose pesano, sbalza dalla sedia Edy.

CATEGORIA OVER

FEDEZ: 6+. Si lamenta platealmente della bassa qualità generale; tutti i torti non li ha, ma verso la fine arriva un filotto di candidati addirittura alla vittoria finale, quindi zitto e porta a casa (Manuel lo manda simpaticamente a cagher, che manco la Mara). Anche lui promuove grossomodo cum grano salis, con un paio di scelte discutibili.

MATTEO COSTANZO: 4/5. Ecco la prima: va sul progressive battistiano, ma quella Insieme a te sto bene, un sacrilegio! Mara Maionchi, che di Lucio fu ragazza di segreteria proprio in quel periodo, si perplime: figuratevi chi scrive, e andiamo di eufemismi. Fedez no e così contribuisce all'uccisione di Lucio per la seconda volta. A seggiolate, criminali, tutti e due.

RENZA CASTELLI: 6. Che ci trovi di speciale Fedez nella slavata freak chitarrata che rifà Mad about you degli Hooverphonics, non è facile dire: forse ha un bel tremolo in voce, ma insomma quante ne abbiam già sentite? Eppur si muove, e sulla sedia siede.

Il gruppo Over guidato da Fedez.

GASTON: 7 ½. Da Buenos Aires a Schio. Sempre sulla strada, perché lui è un busker. La voce la ricordavamo. Riptide di Vance Joy è pressappoco una formalità, questo è uno dei candidati al trionfo, altro che sedia.

JENNIFER MILAN: 7. Porta il R&B stracommerciale che usa oggi, Pillow Talk dell'ex One Direction Zayn, roba che fa sentire fuori quota perfino Fedez. Ma è centrata, brava, e la sedia praticamente se la prende e se la mette sotto; Valeria Romitelli, che ci stava sopra, rotola a casa.

NAOMI RIVIECCIO: 8. Sings Aguillera. Anche se ricorda Amy Winehouse: se ne ricordi, Fedez. Va coltivata come un delicato esplosivo fiore blues che può diventare una rosa black, una regina.

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