Nicolò Mirra EPCC
Cultura e Spettacolo
9 Ottobre Ott 2018 1700 09 ottobre 2018

Chi è Nicolò Mirra, il gamer ospite di 'E poi c'è Cattelan'

Tra le guest star della puntata del 9 ottobre del talk show di Sky Uno, anche un giocatore professionista di FIFA ingaggiato dall'AS Roma. Il profilo.

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Dimenticate i giocatori di FIFA tutti divano, patatine e coca cola perché Nicolò Mirra non risponde affatto a questo stereotipo. Innamorato del calcio fin da bambino e costretto ad appendere gli scarpini al chiodo per una serie di infortuni al crociato, il giovane milanese è riuscito a far combaciare la passione per il goal con quella per i videogiochi e a trasformare quest’insolita combinazione in un lavoro. Dalle piccole partite tra amici ai primi tornei da professionista, il suo talento lo ha portato lontano, fino a Trigoria, dove l’AS Roma lo ha ingaggiato come uno dei tre rappresentanti della squadra giallorossa in tutti i match e gli eventi ufficiali del circuito eSports (sport elettronici) della FIFA. Conosciamo meglio il pro player 24enne, ospite di E poi c’è Cattelan.

Nome: Nicolò Mirra.

Pseudonimo: Insa è il suo nome da pro player di FIFA.

Nato a: Milano, il 13 giugno 1994.

Età: 24 anni.

Professione: Giocatore professionista di FIFA nel circuito eSports, quello degli sport elettronici.

Carriera: Dopo essersi avvicinato al mondo di FIFA per puro divertimento, ha vinto i primi tornei online e dal vivo. Queste vittorie gli hanno regalato ingaggi nei team e qualche sponsor e, dopo la gavetta, è arrivata la chiamata della AS Roma e della FNatic, la società che si occupa di gestire il circuito degli eSports e i giocatori professionisti di sport elettronici.

Passioni: La musica di Eminem, la pizza, i libri di Harry Potter e la serie tv Suits.

Sport: Sin da bambino ha giocato a calcio ma, per una serie di infortuni al crociato, è stato costretto ad abbandonare campetti d’erba sintetica e scarpini chiodati. Ora si dedica a tempo pieno ai tornei di FIFA.

La giornata tipo di un professionista degli eSports: Come raccontato da Nicolò, «nel periodo vicino a una competizione ci si allena 2/3 ore al giorno, un po’ come in un torneo dal vivo, giocando con gente dello stesso livello o di un livello più alto per testare le tattiche. Invece, quando si gioca la week-end league, il match che si svolge nel fine settimana, è nessario affrontare anche 40 partite a week-end, quindi la preparazione non deve basarsi più sul livello di gioco ma sulla quantità e sulla concentrazione. Il training fisico c’è: si va in palestra, si allenano le braccia e si fanno esercizi per scaricare lo stress. Ma il fulcro di tutto è l’allenamento mentale: bisogna lavorare sulla visualizzazione e, soprattutto, sul respiro. Una respirazione ottimale permette al giocatore di mantenere una buona soglia di attenzione anche per 10 ore di fila».

Il suo videogioco preferito: Gears of War, un videogioco basato sulla simulazione di un contesto bellico.

Il suo calciatore preferito: Cristiano Ronaldo.

Quali sono i requisiti per diventare un gamer professionista: «Dedizione, concentrazione, pazienza, voglia di vincere e un ambiente che ti sappia stimolare».

Sogno nel cassetto: La serie A del circuito degli sport elettronici.

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