Baudo Rovazzi Sanremo Giovani
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18 Ottobre Ott 2018 1001 18 ottobre 2018

Perché l'idea Baudo-Rovazzi per Sanremo Giovani è vincente

L'ipotesi ventilata da Baglioni per la conduzione della kermesse spalla del Festival è intrigante. Mette insieme due Italie: quella liquida e digital e quella della tradizione in bianco e nero.

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La notizia non è ancora ufficiale ma a maggior ragione ci induce a incrociare le dita: Pippo Baudo torna a Sanremo. Non al Festival maggiore: al prequel dei giovani, che quest'anno secondo volere di Claudio Baglioni si gioca a parte, in dicembre; ma è già qualcosa, ed è un qualcosa che intriga. L'indiscrezione, che poi è più simile a un leak, se l'è per così dire lasciata scappare lo stesso Baglioni dopo il concerto al Mandela Forum di Firenze: con Pippo il Grande, ci sarà Fabio Rovazzi.

Strana coppie, dite? Sì, ma con una sua ragion d'essere: Rovazzi, il cantante senza dischi, solo quattro singoli in due anni, ma quattro tormentoni esagerati, il gusto, discutibile fin che si vuole, dell'oggi, nonché l'anello di congiunzione con l'epoca dei Morandi, degli Al Bano che è bravo a coinvolgere nei suoi progetti; Baudo è la tradizione e anche l'esperienza musicale di una canzone italiana classica, magari datata, ma che si è estesa per almeno tre decadi, dalla fine dei Sessanta a quella dei Novanta: in mezzo, una storia non solo televisiva, non solo sanremese – 13 ne ha condotti di Festival fra il 1968 e il 2008 – ma anche, ma soprattutto di un costume nazionale. Sì, è bella la prospettiva, perché Pippo è a riposo da troppo tempo; perché è incredibile che la Rai, i cui ricambi generazionali non sono granché, abbia deciso di rinunciare a lui; perché è semplicemente il migliore. Cambiano i referenti politici, i regimi, gli organigrammi di potere nel servizio pubblico ma un posto per l'ultimo dei grandi di una stagione irripetibile, i Mike, i Corrado, i Tortora, come fa a non esserci. E finalmente sembra essersi dischiuso.

Pippo Baudo.
ANSA

UNA SORTA DI TALENT SHOW MINORE

Forse è un paradosso che un ottantaduenne torni a condurre una rassegna di giovani, di esordienti; ma è anche un cerchio che si chiude e la cerniera è affidata al generazionale Rovazzi. Ecco perché la stramba coppia è meno stramba, meno azzardata di quanto si potrebbe pensare. Rovazzi è una sorta di factotum dello spettacolo; necessariamente acerbo – è in giro da appena un paio d'anni – ma proprio per questo in grado di legittimare l'esperienza invadente, onniscente di Pippo. È anche una mossa furba, chiunque l'abbia escogitata, perché un programma potenzialmente debole, una sorta di talent minore, anche se Baglioni lo rivende come «un nuovo format», comunque di riscaldamento per Sanremo può trovare, invece, la connessione, il gusto di due Italie: quella liquida, social, digitale di mister Andiamo a comandare e l'altra, storica, diciamo della transizione dal bianco e nero al colore e poi della grandeur degli Anni 80 delle maratone festivaliere o domenicali di Pippo. Anche grazie a lui dovrebbe effettivamente uscirne un talent-non talent, un programma che sicuramente pagherà pegno alla classicità ma affidabile, dove gli aspiranti artisti potranno brillare per quelli che sono, senza venire inghiottiti da conduzioni o da situazione esagerate, dispersive.

Fabio Rovazzi.

L'IDEA DI SANREMO GIOVANI ANCORA DA AFFINARE

Baudo è un accentratore ma anche uno che sa come valorizzare il talento, sa come mettere a proprio agio uno che sale alla ribalta televisiva per la prima volta. La trafila per arrivare all'Artiston così come l'ha pensata il direttore artistico Baglioni è in verità piuttosto astrusa: Sanremo Giovani, trasmessa via RaiUno, dal 17 al 21 dicembre, prevede la sfida tra 24 nuove proposte (singole o gruppi) che si disputeranno due posti tra i Big della kermesse di febbraio. Smaltite le selezioni nei mesi scorsi, mesi i partecipanti confluiscono in Area Sanremo dove cominciano a confrontarsi in questi giorni in vista della sfida di dicembre, nella quale i sei vincitori si giocheranno il palco principale in tre appuntamenti preserali e nelle due prime serate di Sanremo Giovani: 12 cantanti per ogni sera con un vincitore per ognuna, destinazione Festival. E si vedrà se, per l'ennesima, forse ultima volta, Pippo potrà intercettare un nuovo campione di domani, così da potersi vantare secondo il suo leit motiv più inconfondibile, praticamente un grido di battaglia: «Quello l'ho scoperto io, io l'ho scoperto, io!».

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