Libro Allegre Apocalissi Estratto Giorgio Triani
Cultura e Spettacolo
3 Novembre Nov 2018 1735 03 novembre 2018

Estratto di "Allegre apocalissi", racconto sul futuro che ci attende

Bus senza guidatori. Frigoriferi che fanno la spesa. Industria 4.0. Nel 2022 le mansioni manuali verranno svolte dai robot. A discapito del lavoro umano. Anticipazione del libro di Giorgio Triani.

  • ...

Lettera43.it pubblica in anteprima un estratto del libro di Giorgio Triani Allegre apocalissi - Il (passato) futuro che ci attende. Un saggio divulgativo e previsionale che prova a raccontare ciò che ci attende. Triani è un sociologo, futurologo e futurista. Insegna all'Università di Parma, dove è anche coordinatore del master in Web communication, social media e Internet of things. Cura report previsionali e studi di scenario.

Automobili, ma anche bus, metro, camion che si guidano da soli. Semafori intelligenti e frigoriferi che ordinano la spesa. Test genetici consegnati via email e droni per il trasporto delle persone e non solo della pizza. Verdure e frutta prodotte senza terra. Internet delle cose (IoT) e industria 4.0. A proposito: il 63% degli alunni iscritti alla scuola primaria da grande farà un lavoro che oggi non c’è. Machine learning e reti neurali, robot e big data annunciano che la fantascienza è prossima a diventare realtà. Nel giro di pochi anni si prevede che l’intelligenza artificiale non avrà più bisogno dell’assistenza umana. Nel 2022 non ci sarà lavoro manuale e faticoso che, secondo Elon Musk il padre di Tesla, Space X e Hiperloop (28 minuti da San Francisco a Los Angeles e 24 da Roma a Milano), non potrà non essere fatto da macchine. Da robot e in fabbriche automatizzate, che consentiranno di aumentare enormemente la produttività, riducendo però in modo altrettanto consistente il lavoro umano.

TORNANO GLI OPPOSITORI A TUTTO: NO TAV, NO TRIV, NO VAX E NO TAP

Un mondo senza lavoro o con sempre meno lavoro fisico è una prospettiva realistica e non troppo lontana. Vagamente terrorizzante. Remota e vicina nello stesso tempo. Il futuro, che sta prendendo rapidamente forma, offre infatti un forte sapore retrò. Dove il lavoro non c’è e la mobilità sociale s’è fermata, come fossimo ritornati all’Ancient Regime. Ma tornano anche i luddisti, gli oppositori a tutto: è il “no 2.0” (no global e no tax, no Tav e no triv, no vax e no Tap). Resuscita anche il marxismo e pure fascismo e nazismo ridanno segni di vita. Ma non è semplice passato che si ripropone, perché la lotta di classe si riaccende all’interno delle grandi company del web, mentre il nuovo Quarto Stato digitale avanza stringendo in pugno uno smartphone. È il platform capitalism o capitalismo parassitario incarnato dai biker di Foodora e dai “turchi meccanici” di Amazon. Nondimeno se fake news e post-truth ci riportano ai tempi dei regimi totalitari, del Miniculpop, talent show e reality tivù attualizzano i circenses romani.

TRAGUARDI VICINI: LA COLONIZZAZIONE DI MARTE E I 120 ANNI DI VITA

Si prospetta come prossimo l’avvio della colonizzazione di Marte e vicino il traguardo dei 120 anni di vita. Mentre i “transumanisti” annunciano la prossima comparsa di un nuovo tipo umano “aumentato” dalle tecnologie esponenziali. Intanto, però, furoreggia un “ritorno al futuro” che non è solo folklore, revival merceologico, vintage. Rimpianto del telefono a gettoni e dei dischi di vinile. Ma soprattutto furore che accende un ampio fronte di “arrabbiati”: sovranisti e suprematisti, secessionisti e fondamentalisti, odiatori seriali e hater di giornata. Un inatteso risorgimento di antiche e irriducibili identità territoriali, razziali, religiose, culturali. Talvolta comico, come la contesa per la paternità del tiramisù che contrappone le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia. Ma quasi sempre avverse e spesso “armate” contro ogni trasformazione e innovazione. La narrazione si è capovolta: non arrivano più i nostri, ma i “cattivi”. Che ora, attraverso il web e i social network, reclamano punizioni e pene esemplari, anche corporali, perfino capitali.

DA TRUMP A SALVINI, APERTURA E TOLLERANZA SONO VALORI DISMESSI

«La pacchia è finita», ha annunciato a maggio 2018 il ministro dell'Interno Matteo Salvini rivolto ai migranti. Nel contempo che il presidente americano Donald Trump ha ordinato di dividere i bambini dai genitori messicani immigrati illegalmente. Diversità, apertura, tolleranza sono valori dismessi. Si intravvedono orizzonti pre-moderni, intellettualmente angusti, socialmente avversi. Tuttavia è mobile&digitale il driver di cambiamento più forte; il contenitore e la cornice di tanti nuovi comportamenti ed esperienze che si collocano in uno spazio/tempo non più classificabile nei modi tradizionali. Saturo, intenso, non lineare, velocissimo, virale, deregolato: sono infatti le parole chiave del nuovo ordine che si sta profilando sull’orizzonte mondiale.

UNA RIVOLUZIONE CON MOLTE PIÙ DISTRUZIONI CHE COSTRUZIONI

Come sempre, il futuro è imprevedibile. «Fammi indovino che ti farò ricco». Mai come ora però il domani è stato così denso d’incognite e resistenze. Inevitabili peraltro. Visto che siamo ormai nel pieno di un sommovimento epocale, che ha tutta l’aria di un vero e proprio cambio di era. E come in ogni rivoluzione sono molte più le distruzioni che le costruzioni, le resistenze che le aperture. Ma non c’è barriera, confine, muro che tengano e possano contenere le paure. O semplicemente opporsi al cambiamento. Eppure molti continuano a procedere a tutta velocità, con la testa girata all’indietro. Aggrappati disperatamente al presente. Nostalgici (del "si stava meglio quando si stava peggio") e spaventati (da industria 4.0), ma avvolti da un sottofondo permanente di giochi, musiche e divertimenti.

FUTURO FATICOSO E DIFFICILE? MA CON QUEL PIZZICO DI ALLEGRIA

Allegre apocalissi, appunto, è il racconto di questa disperata lotta e nel contempo un invito a predisporsi a un viaggio e una ricerca che saranno lunghi, faticosi, difficili. Ma ai quali non ci sono alternative. Talché avrebbe, e ha, molto più senso cercare di governare le trasformazioni, negoziare i conflitti, provare a immaginare e progettare il futuro che ci attende, anziché attardarci nella difesa di un presente che non ha futuro. Giusto con quel pizzico di allegria che anche nei momenti peggiori aiuta a vivere (meglio). «Sono un ottimista. Essere qualcos’altro non sembra molto utile», raccomandava Winston Churchill nel momento in cui infuriavano la Seconda guerra mondiale e i bombardamenti su Londra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso