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Cultura e Spettacolo
4 Novembre Nov 2018 1100 04 novembre 2018

Daniele Cassioli spiega la ricetta della felicità

Le medaglie con lo sci nautico. Lo studio. La professione di fisioterapista. Anche da non vedente. Il campione paralimpico si racconta a Roma InConTra. 

  • Marco Dipaola
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La luce oltre il buio. Fisso, costante, immutabile, che impedisce di distinguere colori e forme, di associare immagini ai volti, e che obbliga a percepire il mondo solo attraverso gli altri sensi. Il buio dei ciechi, circa 360 mila in Italia secondo le più recenti stime dell’Istat, a cui si somma circa un milione e mezzo di persone con disabilità visiva. Un grande popolo, che quotidianamente lotta per l’autonomia e l’integrazione sociale, magari con il supporto della tecnologia e dell’altro, uomo o cane che sia. E se parlando di cecità il primo pensiero vola alla musica e agli straordinari talenti non vedenti – da Steve Wonder a Ray Charles, passando per Josè Feliciano e Andrea Bocelli – troppo poco si conosce di coloro che, nonostante la disabilità, primeggiano nello sport, portando l’Italia in cima ai medaglieri paralimpici.

IL CAMPIONE DELLO SCI NAUTICO

Daniele Cassioli è uno di questi. Trentadue anni, romano cresciuto a Gallarate, cieco dalla nascita e col sorriso contagioso. Daniele è il più grande campione paralimpico della storia dello sci nautico. Nel suo palmares compaiono ben 35 titoli italiani, 25 europei e 22 mondiali, nelle tre specialità della sua disciplina (slalom, figura e salto) di cui detiene svariati record del mondo. Un vero campione, nello sport, che pratica da sempre correndo, sciando, andando a cavallo ed in bicicletta, ma soprattutto nella vita, grazie ad un’energia positiva che lo accompagna sempre.

Daniele Cassioli a Roma InConTra.

Quando entra nel foyer di Palazzo Santa Chiara qualche minuto prima di essere intervistato da Enrico Cisnetto durante Roma InConTra, Cassioli sorride a chiunque gli stringa la mano per presentarsi. La sua voglia di normalità, di vita, appare subito evidente. Ogni gesto, ogni azione che può apparentemente sembrare irrealizzabile al buio – utilizzare uno smartphone, lavarsi le mani, camminare ricordando spazi e itinerari – per lui sono semplicemente normali. Daniele è portatore di un messaggio di speranza e rivincita, che ha descritto con passione in un libro edito da De Agostini il cui titolo Il vento contro è la metafora migliore per spiegare che col coraggio, il sacrificio e l’affetto delle persone care si può vivere ed essere felici, anche da ciechi.

L'IMPORTANZA DELLA FIDUCIA

Daniele Cassioli quel vento contro lo sente addosso tutte le volte che doma i suoi sci sull’acqua, trascinato da una barca che non vede, ma di cui si fida. La fiducia, appunto, premessa indispensabile del suo romanzo e filo conduttore della vita di tutti i non vedenti. Sentimento così alto e vitale da meritare dosi non comuni di autoironia, sprigionata dallo stesso atleta quando ammette che, per natura, è obbligato a fidarsi ciecamente dell’altro. Una rivoluzione, a pensarci bene, in una società sempre più diffidente, intrisa di scetticismo e sospetto, e in cui vige la regola del "fidarsi è bene non fidarsi è meglio”. Daniele non può, deve fidarsi: di chiunque gli indichi il percorso giusto, gli consigli quotidianamente gli abiti da indossare, o gli descriva contesti e interlocutori, magari con qualche dritta speciale in caso di interlocutrici. Una fiducia pura ed incondizionata, senza la quale Daniele non sarebbe riuscito a studiare, laurearsi in Fisioterapia, praticare la professione con successo, e naturalmente allenarsi e primeggiare nello sci nautico.

LE "LEZIONI" NELLE SCUOLE

Il racconto della sua esperienza è prezioso per chiunque lo ascolti: per coloro che vedono il buio nonostante tutta la luce possibile; per gli altri che quella luce non riescono proprio a individuarla, come se il buio riuscisse sempre a prevalere; e per quelli che quella luce la colgono, nonostante il buio perenne. C’è solo da imparare, allora, ascoltando la storia del suo primo maldestro bacio, con relativa testata alla giovane fidanzatina, o le prime volte in discoteca quando, spaesato, veniva persino dimenticato dagli amici nel pieno della musica assordante, salvo poi prendersi la rivincita e metterla lui stesso quella musica, nelle vesti di deejay. E ancora le difficoltà all’università, quando i professori dimenticavano di descrivere chiaramente ciò che era raffigurato su lavagne e slide; quelle per ritagliarsi una credibilità professionale come fisioterapista. Una vita di impegno e rivincite, insomma, in cui Daniele non è stato mai fermato dal vento contro, anche grazie al supporto di una splendida famiglia che lo ha cresciuto ed educato normalmente, senza farlo mai sentire diverso. Questi racconti Cassioli li ripete nelle scuole, incontrando sia ragazzi con disabilità sia i loro genitori. A loro infonde entusiasmo e voglia di fare, di vivere, di ricercare sempre e comunque la felicità. Perché la felicità c’è, anche se non si vede.

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