Striscia La Notizia successo
Cultura e Spettacolo
7 Novembre Nov 2018 1717 07 novembre 2018

Simonelli spiega il successo di Striscia la Notizia

Il programma di Ricci compie 30 anni ed è il format più longevo della tivù europea. Ma non invecchia. Perché? Invece di fare satira è satira. È feroce. E mirato. Parola del critico di TvTalk.  

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Un programma satirico celebrato come una ricorrenza storica, quasi sacra: Striscia la Notizia è di quegli eventi che arrivano all'antonomasia, per dire cambiare il significato di una parola, dici “Striscia” e tutti pensano la stessa cosa: da 30 anni esatti è quell'immaginario che «po' esse fero e po' esse piuma»: divertente, ammiccante ma all'occorrenza carogna, perfino feroce. E 30 anni sono l'eternità in una televisione che, come Crono, divora i suoi figli.

No, non è roba da poco questo format che resta il più lungo nella storia dell'emittenza europea e lo stesso riferimento mistico non è casuale, come racconta il critico Giorgio Simonelli, docente di Storia della televisione e di giornalismo televisivo all'Università Cattolica di Milano, autore, commentatore a Tv Talk su RaiTre. Trent'anni e sembra ieri. Ma era prevedibile? «No, così, no», spiega Simonelli a Lettera43.it, «sembrava il contrario, sembrava un fuoco d'artificio, una cosa più esplosiva che profonda, destinata a bruciarsi in fretta; eravamo davvero in un'altra Italia, in piena Prima Repubblica...».

Giorgio Simonelli, critico televisivo e docente alla Cattolica.

DOMANDA. E invece, che cosa è successo?
RISPOSTA. È successo che Striscia si è ritagliata tre, quattro funzioni che davvero gli altri tigì, quelli istituzionali, non avevano.

Anche per una formula più sciolta, più svincolata dagli obblighi informativi...
Chi la critica, dice: ah, Striscia fa il populismo, fa inchieste populiste. In realtà, quei servizi sono frecce importanti all'arco, gli altri non li fanno oppure arrivano in ritardo.

E infatti non è raro vedere i telegiornali “ufficiali” riprendere o rincorrere le false goliardate di Ricci & co.
Altra cosa importante, la satira come dimensione precisa, punto di riferimento. Gli altri hanno personaggi che fanno satira, Striscia è luogo deputato della satira. Ne esce una combinazione unica, approccio informativo e sberleffo, e spesso le valenze si mescolano con risultati potentissimi.

Alla satira nessun format rinuncia, di per sé è un genere anche usurato. Come mai loro riescono a tenerlo su in quel modo accattivante anche quando vanno giù duri?
Perché sono furbi, abili, si rendono simpatici ma calibrano tutto in modo estremamente preciso. Con gli inviati, che hanno introdotto una figura nuova: pittoresca, ma con delle cose da dire; con gli animali, che portano quel valore aggiunto affettivo, fortemente empatico; con le veline, che mescolano sensualità e morbidezza: piacciono ai bambini, restano sempre un passo indietro rispetto al baratro della volgarità, alle spirali del pessimo gusto.

Queste veline sono riuscite a spuntarla anche contro il femminismo ossessivo, come mai?
In realtà, loro hanno esasperato i loro bersagli: quando il femminismo muove un'accusa, tira in ballo il velinismo, ma loro si sono sempre difesi bene, non hanno mai perso le staffe, e hanno buon gioco nel ribattere: ma guardatevi in casa, ma vedete un po' le vostre copertine, le vostre immagini. E gli altri, regolarmente, debbono abbozzare, perché di santi non ce n'è.

Di santi no, di carogne tante...
Però diciamolo, c'è anche gente che si merita il temporale; spesso si tratta di cialtroni belli e buoni, che infatti non sanno come rispondere, che fuggono, si negano, oppure inveiscono.

Se superi i 30 anni, e sempre col successo clamoroso, non hai limiti. Sei quello che non cambia, mentre tutto il resto va

Vale anche per altri, come le Iene?
No, perché alle Iene capita di pestarne di grosse: il metodo Stamina, i novax... Loro invece colpiscono quando sono sicuri, sono chirurgici, poi possono essere feroci, ma sanno esattamente dove e perché colpire. C'è gente, più o meno famosa, che la berlina la meritava.

E l'ha avuta...
L'ha avuta e il pubblico, cosa da non sottovalutare, ha appoggiato in modo unanime: perché poi saltavano fuori le cose, i riscontri. Se accusi qualcuno in televisione non devi convincere il giudice togato, ma quello che ti guarda: Striscia ci riesce, perché porta le prove.

Più specchio – dei tempi, della tivù, della società – o più linguaggio, Striscia?
Direi più linguaggio. Certo, non può mancare la capacità di rappresentare un passaggio sociale, ma anzitutto c'è un linguaggio specifico per cui hanno coperto tutto quello che l'Italia non faceva o su cui era distratta: opere faraoniche lasciate lì a marcire, piccole e grandi truffe. Hanno inventato un giornalismo facile, se si vuole, ma diverso. Hanno detto in modo nuovo “il re è nudo”. Pensiamo solo a Dario Ballantini, che era un genio nell'andare oltre l'imitazione, nel dare di certi personaggi pomposi ma bolliti una immagine... da bolliti!

C'è stata una stagione migliore o questo programma è, e resta, un continuum nel suo genere?
Striscia ha un marchio e un linguaggio forti, è luogo di conservazione: per loro sono sempre gli Anni 80, anni d'oro della tivù commerciale, davvero creativa, inventiva. E loro non si muovono da lì. Anche le coppie mitiche, altro elemento decisivo, rappresentano quel mondo, quell'incanto: Greggio e Iacchetti, Ficarra e Picone... Il problema è che anche i conduttori invecchiano.

Negli Anni 90 la televisione privata è cambiata profondamente. Come mai Striscia si è salvata?
È successo che il suo Saturno, Berlusconi, è “sceso in campo” e fatalmente la televisione si è dovuta normalizzare; Striscia no, Ricci è abilissimo nel tenere l'incanto, poi, coi numeri che fa, ha il coltello dalla parte del manico.

Tipo quei Mandarini che, alla lunga, contano quasi più dell'Imperatore?
Loro sono una enclave in Mediaset. Stanno per conto loro. Se li vedi dal vivo, sono impressionanti, hanno un pubblico... i fan arrivano coi pullman, da tutto il Nord, dal Nord Est, entrano in un santuario: fanno le foto col Gabibbo, con le Veline, c'è un rituale, c'è un'Isola che non c'è. Un fenomeno incredibile, anche a livello di costume.

Nei santuari si chiedono i miracoli...
E infatti fioccano, e sono quelli: risolvi i problemi, castiga il farabutto, stagli addosso. Non è un caso che Striscia torni spesso, a distanza di tempo, a verificare, a chiedere conto di antiche malefatte... Che nel frattempo sono rimaste, spesso, tali e quali!

Con questi presupposti, quanto può durare ancora Striscia la Notizia?
È difficile dirlo, ma se superi i 30 anni, e sempre col successo clamoroso, non hai limiti. Sei quello che non cambia, mentre tutto va.

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