Topolino Casty
Cultura e Spettacolo
21 Novembre Nov 2018 1540 21 novembre 2018

L'evoluzione di Topolino raccontata dall'autore Casty

Sceneggiatore e disegnatore, Andrea Castellan ha esordito sull’omonimo fumetto nel 2003. E a L43 racconta il suo rapporto con il personaggio nato 90 anni fa.

  • Patrizia Baldino
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Andrea Castellan, per tutti ormai Casty, è uno degli autori più affezionati a Topolino. Sceneggiatore e disegnatore, ha esordito sull’omonimo fumetto nel 2003, con la storia Topolino e i mostri idrofili e ha contribuito a rilanciare il personaggio riaggacciandosi al passato e ispirandosi ad autori come Floyd Gottfredson e Romano Scarpa, veri e propri padri dell’universo ‘topolinese’. Il suo è un Topolino avventuroso, che spesso affronta situazioni pericolose e nemici temibili, come Macchia Nera e Gambadilegno nelle loro prime versioni da autentici villain disposti ad annientarlo, la Spia Poeta, vecchio avversario con l’obiettivo di conquistare il mondo, e Vito Doppioscherzo, una sua creazione: ex compagno di scuola del protagonista, ritorna in città con manie di grandezza, ma anche con il desiderio di fargli perdere credibilità. Casty è inoltre il ‘padre’ dell’archeologa Eurasia Tost, un personaggio ormai amatissimo dai fan. Che adorano anche la sua versione di Topolino, «una persona normale», dice Castellan a L43, «con i propri limiti e le proprie paure: ed è il fatto che riesca a vincere questi vincoli che ne fa, secondo me, un eroe vero».

DOMANDA Sono trascorsi 90 anni da quando un Topolino in calzoncini fischiettava sullo Steamboat Willie: cosa è cambiato in questi anni? E cosa invece è rimasto intatto da quella sua prima apparizione?
RISPOSTA.
La grande forza di Mickey sta nel fatto che è un personaggio fondamentalmente ‘neutro’: non ha un mestiere definito, non ha un'età definita e, soprattutto, non vive in un tempo definito. Al contrario di altri personaggi (penso per esempio a Tex, o Braccio di Ferro, per citarne due) Topolino segue lo scorrere dei tempi, vi si adatta con facilità, ed è per questo che dopo quasi un secolo è ancora un personaggio assolutamente attuale. Da ‘topo di campagna’, talvolta ingenuo e talvolta dispettoso, è negli anni maturato e oggi possiamo considerarlo un "posato trentenne", quasi accasato, nel quale però arde sempre la passione per l'avventura e il mistero.

Un elemento, questo, che è rimasto immutato fin dagli esordi.
Topolino, oggi come allora, è sempre pronto a dare una mano alle persone in difficoltà e a battersi contro le ingiustizie. E tutto questo, attenzione, senza indossare panni da supereroe.

Negli anni, molti autori hanno sentito la necessità di ‘svecchiare’ il personaggio. Ha avuto anche lei questa necessità, e come ha cercato di farlo?
Con migliaia di avventure vissute alle spalle è normale che anche negli autori, dopo un certo periodo, subentri una certa assuefazione e che si cerchino quindi delle diverse caratterizzazioni per rendere più vivaci e originali le storie. Per quanto riguarda me, nel momento in cui intraprendo la creazione di una nuova storia faccio una sorta di "reset mentale": ovvero non mi interessa, per esempio, se o quante volte Topolino è già stato su Marte, voglio che lui (e io con lui) sia entusiasta come se fosse la prima volta. Ho poi cercato di recuperare e via via affiancargli tutti quei compagni d'avventura che aveva un po' perso di vista durante gli anni: Atomino Bip Bip, Gancetto, Eta Beta, eccetera. Ho anche aggiunto dei nuovi comprimari e dei nuovi nemici, e tutto questo appunto per uscire da quel vortice di manierismo che prevedeva quasi sempre l'accoppiata Topolino e Pippo contro, toh, Gambadilegno.

Da “perfettino” a “amico delle guardie”: perché secondo lei negli ultimi anni il personaggio ha subito attacchi del genere? Cosa dà fastidio ai lettori?
Perché oggi è molto, moltissimo "cool" sbeffeggiare e irridere. Con la diffusione di forum, social e quant'altro si è ricreata, in maniera enormemente amplificata, quella dinamica tipica dei gruppi di adolescenti per cui si cerca un bersaglio da prendere in giro e poi si fa la gara a chi ne sparla nella maniera più caustica e divertente. Essere "fighi", controcorrente, è un must sul web. Mickey, classificato ormai come simbolo del "sistema", è un bersaglio perfetto per le frecciate di costoro, ed è anche per questo che sto dalla sua parte: mi piace prendere le difese dei più deboli.

Se ci fossero più persone come Topolino, il nostro sarebbe sicuramente un mondo migliore

Ha cercato di far cambiare opinione ai detrattori di Topolino?
A volte pure a me è successo di essere (amorevolmente, ma neanche troppo) preso in giro per l'approccio che ho sul lavoro o anche nelle cose della vita in generale: ma non me ne importa nulla. Non mi interessa di replicare, discutere, spiegare le ragioni. Come dicevo prima, persone di un certo tipo attirano persone dello stesso tipo: se ci sono persone che non si sentono attirate dal personaggio di Topolino, è ovvio che è perché non vi si ritrovano e non ci si può fare niente.

Oltre a Topolino, è il compleanno anche di Minni, che nelle sue storie non è più un personaggio secondario ma spesso una vera e propria spalla. Cosa può dirci di questo rapporto?
Adoro anche Minni, ovviamente. Oltre a essere graficamente stupenda (specialmente nella sua versione Anni 30), è una controparte perfetta per Topolino: lo ama sinceramente, per i suoi pregi ma anche per i suoi difetti. E Mickey ne ha un gran rispetto, perché, tutte le volte che serve, Minni sa tirar fuori una grinta e una determinazione pari al suo compagno. Poi mi piace il fatto che lei si diverta a fare un po' la sciocchina e la superficiale, ogni tanto. Ma appunto, "ci fa".

In definitiva, perché abbiamo ancora bisogno di un personaggio come Topolino?
Mickey è una persona sveglia, solare e positiva e penso sia un bel modello da seguire, per i bambini ma non solo. Abbiamo bisogno, sempre, di bei modelli, e specialmente oggigiorno, in cui tv e media esaltano persone e personaggi spesso mediocri. In Italia abbiamo i più eccellenti scrittori e disegnatori di fumetti Disney: le storie che produciamo vengono poi ristampate e diffuse in tutto il mondo. Sta a noi autori italiani, quindi, assumerci questa grossa responsabilità.

Quale?
Fargli vivere tante, ma tante nuove, e soprattutto belle, avventure. Personalmente, io resto affascinato quando incontro persone che riescono a trasmettere positività, perché sono quasi contagiose, mi fanno sentire meglio. Con Topolino mi succede la stessa cosa: lavorare con lui è sempre un piacere perché so di poter contare su un amico affidabile, che fa la cosa giusta e, se per caso non la fa, chiede scusa e cerca di porvi rimedio. Se ci fossero più persone come Topolino, il nostro sarebbe sicuramente un mondo migliore.

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