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Cultura e Spettacolo
25 Novembre Nov 2018 1600 25 novembre 2018

Trailer e recensione del film Troppa Grazia

L'ultimo lavoro di Zanasi con Rohrwacher, Battiston e Germano convince. La sceneggiatura, brillante e soprendente, lascia spazio alla riflessione. 

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Gianni Zanasi, dopo Non pensarci e La felicità è un sistema complesso, ritorna alla regia con Troppa grazia, presentato all'ultimo Festival di Cannes nella Quinzaine des realisateurs. Il progetto offre ad Alba Rohrwacher la possibilità di esprimersi in tutte le sue sfumature. L'attrice è Lucia, una geometra single e madre di una figlia adolescente, travolta da difficoltà economiche e sentimentali. Mentre si trova su un terreno del Comune per lavoro, Lucia ha un'apparizione: una figura femminile che sostiene di essere la Madonna le ordina di far costruire una chiesa proprio sul quel terreno.

La locandina di Troppa Grazia.

COMMEDIA DEGLI EQUIVOCI SOSTENUTA DAL CAST

La sceneggiatura firmata da Zanasi, Giacomo Ciarrapico, Michele Pellegrini e Federica Pontremoli è ricca di intuizioni brillanti e inaspettate. L'incontro-scontro tra la protagonista e la presunta Madonna segue lo schema della commedia degli equivoci, con Lucia che inizialmente la scambia per una profuga bisognosa di aiuto. Se il film non riesce a mantenere viva la tensione comica per tutta la sua durata, sicuramente Rohrwacher brilla per bravura. Come il resto del cast composto tra gli altri da due sicurezza come Elio Germano e Giuseppe Battison. Una menzione speciale va alla fotografia di Vladan Radovic.

Regia: Gianni Zanasi; genere: commedia (Italia, 2018); attori: Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston, Hadas Yaron, Carlotta Natoli, Thomas Trabacchi, Daniele De Angelis, Teco Celio, Rosa Vannucci.

TROPPA GRAZIA IN PILLOLE

TI PIACERÀ SE: sei alla ricerca di una commedia atipica con bravi attori.

DEVI EVITARLO SE: non apprezzi i film con cali narrativi.

CON CHI VEDERLO: con gli amici scettici.

PERCHÉ VEDERLO: per apprezzare Alba Rohrwacher alle prese con un ruolo brillante.

LA SCENA MEMORABILE: la Madonna che perde il controllo quando Lucia non ascolta le sue indicazioni.

LA FRASE CULT: «La Madonna ha un gran numero di follower».

1. UN RICHIAMO ETICO ED ESISTENZIALE

Zanasi ha spiegato che a Lucia non poteva che apparire la Madonna perché la figura religiosa ha «uno sguardo di una nettezza d’altri tempi, e dice a un presente tutto dedito ai compromessi: "Tu non sei tutto"». La Madonna di Troppa grazia si fa dunque «portatrice di un implacabile e scomodissimo richiamo etico ed esistenziale».

2. UN PROGETTO «FOLLE E SPERICOLATO»

Alba Rohrwacher è rimasta stupita dalla sceneggiatura più di quanto immaginasse. Per l'attrice il film è un progetto «folle, spericolato e coraggioso». E ha apprezzato lo sforzo di dare spazio alla comicità.

3. UNA MADONNA ATIPICA

L'attrice israeliana Hadas Yaron che interpreta Maria ha raccontato che nell'avvicinarsi al personaggio è stata aiutata dal fatto di essere a digiuno di religione cattolica. «La mia non è una Madonna religiosa», ha ammesso, «sono arrivata sul set 'pulita' e in pace».

Alba Rohrwacher con Elio Germano.

4. LA FORZA DELLO SGUARDO

Per evitare un effetto "ridicolo" nella rappresentazione della Madonna il regista ha raccontato di aver pensato alla sua infanzia e alle prime immagini che ricordava della madre di Gesù. «Volevo riprodurne la semplicità, volevo uno sguardo 'normale', ed è proprio la forza di questo sguardo che alla fine pilota Lucia e che sembra dirle: "Adesso noi due facciamo i conti”».

5. UN FEELING NATO FUORI DAL SET

Elio Germano e Alba Rohrwacher si conoscono da molti anni. Creare il feeling tra i due personaggi è stato quindi piuttosto semplice.

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