Scala Milano Under 30
Cultura e Spettacolo
5 Dicembre Dic 2018 1652 05 dicembre 2018

Video reportage sugli under 30 alla Scala di Milano

La spettacolo in anteprima riservato ai giovani dell'Attila di Verdi, opera che ha inaugurato la stagione lirica del celebre Teatro di Milano.

  • Giovanna Pavesi (testo) e Marta Corradi (video)
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«Per andare a teatro servono solo orecchie funzionanti. E quelle, i giovani, le hanno. Questa è magia pura: di là c'è un'orchestra di 100 persone che sta suonando per noi e lo fa per 20 euro». Mirko ha 30 anni, un po' di barba e una giacca di velluto rossa. L'opera, per lui, non è una novità, ma una passione. È alla sua "ultima prima", perché quella andata in scena il 4 dicembre, con l'Attila di Giuseppe Verdi, è la prima "under 30". Che accoglie, anagraficamente, chiunque voglia andare ad assistere allo spettacolo del Teatro alla Scala prima del debutto ufficiale, per Sant'Ambrogio (il 7 dicembre, ndr).

Sono giovani, sorridenti ed entusiasti. E osservano gli interni della Scala con meraviglia. Considerano Verdi e Puccini come delle rockstar. Sono quasi tutti universitari e riconoscono di essere in pochi ad apprezzare lo spettacolo della lirica, considerato ancora un evento elitario e «di nicchia». Ma riconoscono alla Scala la volontà di incentivare il pubblico più giovane ad avvicinarsi al teatro. «Credo sia una questione di lungimiranza: se non si educano i ragazzi all'opera, chi sostituirà gli abbonati anziani tra qualche anno?», si chiede un ragazzo al termine dello spettacolo.

I giovani all'Attila delle polemiche sembrano voler rispondere soltanto con apprezzamenti ed entusiasmo

Vestiti bene, «perché all'opera si deve anche l'eleganza che un certo codice di abbigliamento ti impone», all'Attila delle polemiche sembrano voler rispondere soltanto con apprezzamenti ed entusiasmo. Soprattutto per le scelte scenografiche e il coraggio di portare sul palcoscenico anche dei cavalli. «La protesta degli animalisti? Credo che la loro sia una discussione fuori luogo. L'uomo, con i cavalli, ha fatto cose peggiori, come le guerre. Vederli in un'opera, secondo me, invece spinge alla riflessione». Premiata anche la regia che, per Giulia, 23 anni, «è riuscita a rendere più semplice da seguire anche chi non è abituato ad ascoltare un'opera di due ore».

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