Tv 4K
Cultura e Spettacolo
5 Dicembre Dic 2018 1649 05 dicembre 2018

La TV in 4K, in Italia disponibile sulla piattaforma tivùsat

L’esperienza davanti alla tv si trasforma con i video in risoluzione UltraHD e fra le offerte della piattaforma tivùsat in Italia anche il canale Rai 4K.

  • ...

La distanza fra lo schermo televisivo e la realtà si accorcia sempre di più. Dopo il FullHD è il momento della tecnologia UltraHD, detta anche 4K, in cui la risoluzione delle immagini è di 3840 x 2160 pixel o, come si dice in ambito fotografico, di 8 megapixel. Numeri che per chi è davanti al televisore si traducono in colori più brillanti, una maggiore nitidezza e un senso di profondità amplificato. Dal 2016 la Rai dedica a questo formato un intero canale, Rai 4K, disponibile gratuitamente al numero 210 della piattaforma satellitare tivùsat e fra le novità 2018 del palinsesto anche le partite di Champions League trasmesse in chiaro dalla Rai e la serie tv tratta dal romanzo di Elena Ferrante “L’Amica Geniale”.

IL 4K CONQUISTA L’EUROPA DOPO CINA E STATI UNITI

Aumenta l’offerta di programmi in UHD e nei prossimi anni in Europa è previsto un forte incremento delle vendite di televisori 4K. Più che raddoppiate, secondo il report IHS: da 8 a 19 milioni di televisori entro il 2020. A dimostrazione il progressivo successo dell’UltraHD anche il successo dei Set-Top-Box in 4K, gli apparecchi elettronici delle dimensioni di una scatola che permettono di aggiungere alcune funzionalità a tv, monitor e videoproiettori che non le contenevano al momento dell’acquisto. Se nel 2015 i STB erano solo tre milioni, due anni dopo nel mondo ne sono stati installati 31 milioni e l’Europa è il maggiore acquirente.

TIVÙSAT, LA PIATTAFORMA GRATUITA ITALIANA

Per chi vuole provare nuove esperienze davanti allo schermo il 4K sta diventando sempre più accessibile. In Italia, solo nel 2016 secondo Dataxis, sono stati venduti quasi 900mila televisori UltraHD e i programmi in questo formato sono trasmessi da tivùsat, la piattaforma italiana gratuita che offre in esclusiva programmi come Rai 4K. Nata da una partnership tra le italiane Rai e Mediaset, tivùsat utilizza il satellite Hotbird di Eutelsat, a oggi l’unico sistema in grado di gestire problemi una trasmissione televisiva in UltraHD.

VEDERE IN 4K: COSA BISOGNA FARE

Per usufruire dei servizi della piattaforma tivùsat i passaggi da compiere sono tre. Primo: avere una parabola satellitare orientata su Hotbird 13 gradi est (è lo stesso orientamento di Sky). Secondo: comprare un decoder 4K certificato tivùsat da collegare al proprio televisore o, in alternativa, acquistare una CAM certificata tivùsat. La CAM, il dispositivo che consente di accedere ai contenuti criptati della tv, dev’essere quindi inserita in un televisore certificato o compatibile con tivùsat: all’indirizzo tivusat.tv/prodotti è possibile vedere l’elenco delle televisioni 4K certificate e controllare se il proprio apparecchio supporta questa tecnologia nella sezione iDTV. Terzo e ultimo passaggio: attivare la smartcard inclusa nel decoder 4K tivùsat (o nella CAM); lo si può fare sul sito di tivùsat o telefonando al call center della piattaforma.

C’È CHI È GIÀ PRONTO AL RADDOPPIO

Per il momento, però, sono ancora il mercato asiatico e americano i più forti in questo settore. La Cina da sola controlla 42 per cento delle vendite di tv in 4K, seguita dall’America del Nord, dove per il 2020 si prevede un aumento delle vendite da 11,7 a 25,9 milioni di apparecchi. Un mercato mondiale dal valore di 380,9 miliardi di dollari entro il 2025 secondo il report GVR. Ma la tecnologia si muove veloce e nuove risoluzioni ancora maggiori sono in arrivo: le aziende asiatiche, all’avanguardia in questo settore, hanno lanciato sul mercato le tv 8K e le proiezioni di mercato di Display Supply Chain Consultants - Insight Media dicono che entro il 2022 saranno venduti nel mondo 5,8 milioni di apparecchi in questo formato. Ancora una volta, secondo il centro analisi IHS, sarà la Cina il principale acquirente.

CI SONO I MEZZI, ORA SERVONO I CONTENUTI

I costi di questi dispositivi sono elevati, ma per le aziende il problema più grande è un altro: ci sono i mezzi di diffusione, ma mancano i contenuti. Sono pochi infatti i prodotti disponibili a risoluzioni così alte. La prima ad aver reso le trasmissioni satellitari in 8K un servizio regolare è stata la radiotelevisione pubblica giapponese NHK, che intende continuare a testare questa tecnologia, soprattutto in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020. E per quell’occasione il broadcaster nipponico punta a un nuovo raddoppio: il 16K è la prossima frontiera degli schermi televisivi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso