X Factor 2018 Live Semifinale Pagelle
MAX FACTOR
7 Dicembre Dic 2018 0949 07 dicembre 2018

Le pagelle della semifinale di X Factor Live

Anastasio, Luna e Naomi una spanna sopra tutti gli altri concorrenti. Leo Gassman e Martina non ce la fanno. Giudici sotto tono, Agnelli annuncia l'addio al talent.

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Si scommette su X Factor e secondo i bookmakers della vigilia a vincere la dodicesima edizione sarà Anastasio, seconda Martina, terza Luna. I bookmakers la sanno lunga, ma non sempre: chi scrive, se ha capito bene come funziona il talent, scommetterebbe in modo diverso. Proprio perché Anastasio ha già vinto a furor di critica, pubblico e singoli venduti, siamo già sui 15 mila e rotti, non c'è bisogno di lanciarlo oltre: va, andrà da solo verso una carriera annunciata. Conviene spingere il secondo e in questo senso appariva più probabile una affermazione della supersponsorizzata Martina, la finta bizzarra, la Bluffetta che sa solo fare i versi e la vestono da uovo di Pasqua.

Anche l'anno scorso c'era un vincitore annunciato, i Maneskin (leggi la recensione del loro disco Il ballo della vita), che difatti finirono strategicamente relegati alla piazza d'onore a beneficio del tenor di grazia Lorenzo Licitra – a proposito, rieccolo finalmente: un anno di completo anonimato, e si ripresenta ancora qua, come se dovesse ricominciare da se stesso. E i Maneskin, che valgono niente, macinano vendite e sospiri di signore e signorine. Ma la predestinata Martina cicca la sua esibizione o, meglio, esce in tutta la sua inconsistenza, con buona pace dello stizzito Manuel Agnelli che per difenderla si spertica in scemenze allarmanti per uno della sua età. E così la perdiamo: sopravviveremo, senza troppa fatica. Anche alla dipartita di Gassmanino, dopo ballottaggio con Luna, sopravviveremo. Va anzi preso atto che la scrematura che porta alla finale rispetta con una certa onestà la gerarchia dei valori, gente come Anastasio e Naomi non si può discutere: lei strepitosa, lui semplicemente fuori da ogni categoria e la musica italiana in particolare del primo ha un urgente bisogno; quanto alla ragazzina sarda, la più giovane in assoluto, si è ben comportata in questo passaggio decisivo.

Dopo Fedez, anche Manuel Agnelli annuncia che la chiude qui con X Factor

A questo punto, avessimo 10 euro da buttare, li getteremmo su quest'altri sopravvalutati Bowland e con buone ragioni: sono un gruppo mediaticamente scaltro, hanno quel sapor mediorientale che fa tanto esotico, hanno una proposta seducente anche se ripetitiva, quella specie di trip hop acustico con inserti di strumenti inventati o raccattati (in rete ironizzano: il barattolo di Citrosodina, la lettiera del gatto...). E poi, andiamo, un gruppo ci vuole sul palco, no? O davvero vogliamo credere che alla fine, anche qui ad X Factor, nulla possano case discografiche, sponsor, visualizzazioni e tutto sia nel pubblico che vota nelle sue tane domestiche? Insomma, una classifica vera di X Factor 12 avrebbe dovuto stagliarsi come segue: Anastasio, quindi Naomi, Sherol a pari merito. Ma la realtà non è mai come la vogliamo, e un talent è quanto di più lontano dalla realtà; o, almeno, dalla verità. Max Factor, comunque, non fa l'allibratore, ma a sensazioni ci prende: dopo Fedez, anche Agnelli annuncia che la chiude qui. Considerato che Lodo Guenzi è un tappabuchi, resta da rinnovare, come previsto, l'intero parterre dei giudici, eterna Mara Maionchi a parte. E adesso?

TRA I GIUDICI L'UNICO CHE SI SALVA È FEDEZ

ALESSANDRO CATTELAN: 6-. La buttiamo là? Anche per lui è il capolinea? E sarebbe davvero una perdita, in fondo?

MARA MAIONCHI: 5. Ormai più che «hai cantato molto bene», «mi sei piaciuta molto», «sei stata molto brava», non dice. Ma fare un pensierino alla pensione, anche lei?

MANUEL AGNELLI: 5. Quante banalità a botte di “super” (superbrava, supermartura, superoriginale...), sotto la scorza dell'antipatia. Fine corsa anche lui, è meglio così.

FEDEZ: 7. Pignolo, ma mai a caso. Ha una fortissima outsider, la gestisce assai bene, la trascina in finale contro ogni prospettiva. Insomma, lascia con stile.

LODO GUENZI: 5-. Lodo de' Lodis, il giudice tanto buonino, però quante fregnacce dal ricciol fuggite.

Da sinistra: Manuel Agnelli, Lodo Guenzi, Mara Maionchi e Fedez.

MY SONG: ANASTASIO UN GIGANTE, MARTINA ANONIMA

NAOMI: 8. Problem (Ariana Grande feat. Iggy Azalea). Detto che l'universo estetico di X Factor è circoscritto a una certa proposta, televisiva, ultra-giovanile, lei è una che ha sempre rischiato, spingendo al massimo sulle sue doti tecniche e, di conseguenze, scoprendone i limiti. Anche stasera. È quella cresciuta meglio e di più, tanto di cappello al pigmalione Fedez.

LEO GASSMAN: 6+. Dead in the Water (Noel Gallagher). È che per fare il Jeff Buckely ti manca la dannazione, ragazzo; e tuo padre non è Tim. Sarai anche «fatto così», ma c'è sempre qualcosa come di (s)forzato, di patetico nella tua pur interessante voce. Ma più dolciastro che sapido, chettedevodì.

LUNA: 7 ½. Mica Van Gogh (Caparezza). L'hard rap di Capa virato in adolescenziale. Brava è brava, niente da dire. Fedez le spacca il capello, ma ha 16 anni, e ce la mette più di tutta.

BOWLAND: 6+. Iron (WoodKid). Gli Al Bano e Romina d'Iran, col terzo in mezzo, vanno di moda ed è obbligatorio considerarli in modo esagerato. Sarà il politicamente corretto. Lei passa per sexy, sensuale, erotica, in verità sono i ritmi su cui canta a fare tutto: di suo, è vocalmente irrilevante. Alla fine, a lungo andare, uno si chiede: ma io lo reggo davvero, tutto un disco così? Ma vinceranno, forse.

MARTINA ATTILI: 4. The climb (Miley Cyrus). Sotto la bomboniera, niente. 'Ndemm, che ne trovi millantamila come questa e pure meglio. Fortuna che alla fine se ne sono accorti. E lasciamo stare i voti da casa, che se era per quelli dovevamo sopportarcela fino a Sanremo del 2020.

ANASTASIO: 9 ½. La porta dello spavento supremo (Franco Battiato) Può far tutto e lo sa. Per cui destruttura il destrutturatore per eccellenza. Lo senti parlare, e non ti pare possibile abbia 21 anni; lo senti ricamare parole di canto, e non c'è più nessun tempo, nessuna età.

ASSEGNAZIONI: LEO GASSMAN E BOWLAND ZOPPICANTI

LUNA: 8. Can't hold us (Macklemore). Che vuoi farci, ha 16 anni, nel bene e nel male. Il male sarebbe questa musicuzza del... (colpa di Agnelli, peraltro). Comunque brava è, e brava resta.

BOWLAND: 5. Amandoti (Cccp/Gianna Nannini). Che bello, le sgocciolature dei bicchieri nella ciotola. Che originaloni. Va bene, va bene. Ma al primo che viene a parlare di grande voce, grande cantante, alla Romina d'Iran, gli corriamo appresso col bastone fino a Teheran.

Leo Gassman e Alessandro Cattelan.

ANASTASIO: 9. Clint Eastwood (Gorillaz). E sia detto qui che è pure versatile, passa dall'empatia violenta ai registri dell'ironia, del sarcasmo, dello sberleffo: e anche i Gorillaz diventan cosa sua.

NAOMI: 9. Mashup Rap God (Eminem) + Beautiful (Christina Aguilera). Va a sfidare la piccola Luna sul suo terreno, ma con tutt'altre doti: ha una voce meravigliosa, con cui passa dalla mitragliata rap all'apertura melodica improvvisa, con una scioltezza, una finezza straordinaria. Difficilissimo e lei spettacolare.

LEO GASSMAN: 6-. Com'è profondo il mare (Lucio Dalla). E va beh, ma Dalla non lo puoi fare così. Le sue allucinazioni allegoriche per carità non così. Non con questa retorica enfatica. Non è una ballad strappamutande. Peccato, perché il timbro c'era. Chissà, forse guidato in modo diverso...

Salmo
ANSA

L'OSPITE: SALMO PRONTO PER STRAFACTOR CON PUPO

SALMO: 5- (90min/Il cielo nella stanza) Salmo responsoriale: «I ragazzi sono malati di consumismo». È parola di rapper. Che su Instagram sfoggia sneakers Vans, Nike e Adidas, indossa felpe e tshirt Doomsday e beve birra Ichnusa. E ci fa pure l'incazzato. Capito il tipo? Fumo, fumo: tra due anni a fare lo Strafactor con Pupo.

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