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Cultura e Spettacolo
23 Dicembre Dic 2018 1000 23 dicembre 2018

Dieci libri da regalare a Natale

Sotto l'albero, le strenne di L43 per affrontare l'anno che verrà. Romanzi, saggi, le migliori letture uscite nel 2018, adatte a ogni generazione.

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I consigli di L43 per affrontare l'anno che verrà. Romanzi, saggi, le migliori letture uscite nel 2018 e adatte a ogni generazione.

1) Michela Murgia – Istruzioni per diventare fascisti

Con i tempi che corrono, è un must del nuovo anno Istruzioni per diventare fascisti di Michela Murgia, edito da Einaudi e nelle librerie da un paio di mesi. Con la sua vis polemica, la scrittrice sarda ha fatto irritare anche il leader della Lega. Ma è inutile gridare al lupo, Matteo Salvini non è una mosca bianca: insospettabili nomi e penne della sinistra hanno fatto il test del fascistometro alla fine del saggio ed eccoli: fascisti in erba anche loro. L'intolleranza è un germe che si insinua in ognuno di noi, nessuno immune. Per combatterlo, l'imperativo è conoscerlo e conoscersi.

2) Iain Sinclair – L'ultima Londra

Attenzione, perché una Londra così dopo la Brexit potrete non rivederla più. Lo scrive anche Iain Sinclair ne L'Ultima Londra (il Saggiatore, 2018) che la metropoli vive un'altra trasformazione, «Londra era, ma non è più». La deriva del leave sta in frasi oniriche come: «Nel buio prima del mattino sordo e intorpidito del referendum, il cielo di Londra fu squarciato da colpi di fulmine e fuoco di fila». Dichiarazione d'amore, testamento, forse preveggenza della Londra che verrà: l'ultimo pellegrinaggio dell'autore nella megalopoli che lo ossessiona è considerato un capolavoro.

3) Fondazione Fabrizio De André onlus – Anche le parole sono nomadi

Come il Natale, Anche le parole sono nomadi si apre con Maria, citata da Fabrizio De André anche tra le madri del calvario. Poi c'è Sidone, culla fenicia della civiltà. A 20 anni dalla scomparsa dell'artista genovese, l'11 gennaio del 1999, l'antologia di Chiarelettere raccoglie oltre 40 testi delle sue canzoni-poesie, a memoria anche dei giovani. Un passato sempre presente: Faber, ricorda Dori Ghezzi, ha pensato «attraverso la sua voce, ironica o dolente, a non farci cogliere impreparati». Storie di ultimi, guerre, sconfitti. E di riscatti, per un 2019 «incerto di nuvole e sole».

4) Khaled Hosseini – La preghiera del mare

Il monologo di un padre siriano al figlio Marwan, in procinto di imbarcarsi verso l'ignoto, è uscito nel settembre del 2018 in contemporanea in diversi Paesi, per non dimenticare la morte del piccolo Alan Kurdi, annegato tre anni fa su una spiaggia turca. In Italia l'ha tradotto e presentato Roberto Saviano, parte del ricavato va all'agenzia dell'Onu per i rifugiati (Unhcr). La Preghiera del mare di Khaled Hosseini (Sem) scorre limpida sugli acquarelli dell'illustratore Dan Williams, che ritraggono anche la città di Homs. Una parabola contro il razzismo e sull'infanzia violata dalla guerra.

5) Maria Chiara Risoldi – #MeToo, dal patriarcato dalle mimose all'hashtag

Nell'età dell'esibizionismo, anche femminile, il #MeToo ha riesumato il «patriarcato» dagli archivi del '68. Per i rigoristi, la campagna delle star è anacronistica e annacquata, ma il patriarcato, scrive Maria Chiara Risoldi, c'è ancora e ci stiamo dentro «come pesci in un acquario». La presidente della Casa delle donne per non subire violenza ricorda, in #MeToo, il patriarcato dalle mimose all'hashtag (Antonio Tombolini editore), che nel 2016 in Italia sono state uccise 149 donne – tre su quattro in casa, più del doppio degli uomini. Il #MeToo urge, sopratutto fuori da Hollywood.

6) John Steinbeck – Diario russo. Con fotografie di Robert Capa

Trent'anni fa cadeva la piramide dei soviet e iniziava il processo di dissoluzione dell'Urss, epicentro del sisma che scatenò anche in Cina le rivolte di piazza Tienanmen e, sempre nel 1989, la caduta del Muro di Berlino. Sarebbe finita, da lì a breve, anche la Guerra fredda che per quasi mezzo secolo aveva opposto Est e Ovest: per raccontare l'apice dello stalinismo Bompiani ha riproposto nel 2018 il reportage culturale Diario russo del 1948, del Nobel John Steinbeck e del genio della fotografia Robert Capa, storie e istantanee d'eccezione tra Stalingrado, Mosca e le le vecchie Repubbliche dell'Urss.

7) Pietro Gelli e Filippo Poletti – Dizionario dell'opera 2019

Dalla seconda edizione del 2007 (la prima è del 1996), è arrivato nelle librerie il terzo Dizionario dell'opera 2019 di Baldini + Castoldi, un gioiello da riporre sugli scaffali e consultare sempre prima di andare a teatro. Il Mereghetti della musica classica (a proposito, come ogni anno è uscito anche il dizionario dei film) viene aggiornato ogni 10 anni ed è unico in Italia del genere, per completezza e accuratezza: oltre 1000 titoli per più di quattro secoli di musica. Genesi, storia, rappresentazioni e critiche delle opere passate alla storia, dentro ci sono anche le biografie dei compositori.

8) Antonello Sacchetti – Iran 1979

La rivoluzione è un termine abusato nel ricostruire i fatti recenti. L'11 febbraio del 2019 ricorrono i 40 anni dall'ultima vera rivoluzione compiuta e sono anche i 30 dalla morte del suo fomentatore e architetto, l'ayatollah Khomeini. L'Iran appare una terra distante, né le nuove generazioni hanno memoria dello spartiacque che dal 1979 avrebbe ridefinito, fino ai giorni odierni, il Medio Oriente. In Iran, 1979 di Infinito edizioni, Antonello Sacchetti ripercorre con testimonianze inedite la caduta dello scià e la fondazione di una repubblica islamica mai davvero capita dall'Occidente.

9) Vittorio Strada – Il dovere di uccidere

Scomparso nel 2018, per il grande filologo e slavista Vittorio Strada è nella Russia di fine '800 che vanno individuate le radici del terrorismo: un fenomeno drammatico, che nel Secolo breve si sarebbe manifestato sotto nuove forme e nel terzo millennio sotto altre ancora. Ne Il dovere di uccidere (Marsilio, 2018) si ricostruiscono le psicologie e le motivazioni, dense di richiami a I demoni di Dostoevskij, dei primi terroristi spuntati in Russia a partire dal 1862, durante una stagione violenta che prese l'«idealizzazione del terrore giacobino come modello dell’azione rivoluzionaria».

10) Yuval Noah Harari – 21 lezioni per il XXI secolo

Chi non è in cerca un po' di chiarezza, nelle turbolenze di questi anni? Globalizzazione, fake news, migrazioni, destre estreme ed estremismi religiosi, cambiamenti climatici, rivoluzione tecnologica: nemmeno lo storico israeliano Yuval Noah Harari può conoscere il futuro, ma almeno riesce a smontare le menzogne ed è capace di grandi visioni d'insieme. In 21 lezioni per il XXI secolo, edito da Bompiani, l'autore del successo editoriale di Homo sapiens: breve storia dell'umanità non ha risposte, ma spinge a molte riflessioni.

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