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Sanremo 2019 Pace Matteo Salvini Claudio Baglioni

A Sanremo pace fatta tra Salvini e Baglioni

Dopo la querelle tra il direttore artistico del Festival e il vicepremier sui migranti, una telefonata «cordiale» avrebbe archiviato l'incidente. 

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Pace fatta, almeno così pare, tra il ministro dell'Interno Matteo Salvini e il direttore artistico di Sanremo Claudio Baglioni. Dopo la querelle sui migranti, tra i due ci sarebbe stata una telefonata dai toni cordiali che avrebbe archiviato l''incidente". All'origine della polemica, le frasi del conduttore del festival che durante la conferenza stampa di presentazione dell'evento aveva criticato le misure adottate in tema di migranti dall'attuale governo e dai precedenti, ritenute «non all'altezza della situazione». «Se la questione fosse stata presa in considerazione anni fa, non si sarebbe arrivati a questo punto», aveva detto Baglioni, aggiungendo anche che «ci sono milioni di persone in movimento, non si può pensare di risolvere il problema evitando lo sbarco di 40-50 persone, siamo alla farsa». Il ministro non aveva gradito e via Twitter era arrivata la risposta piccata: «Canta che ti passa, lascia che di sicurezza, immigrazione e terrorismo si occupi chi ha il diritto e il dovere di farlo».

L'ATTACCO DI TERESA DE SANTIS

A buttare acqua sul fuoco ci aveva provato l'amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini: «Il Festival è patrimonio degli italiani. Il mio compito, e quello della Rai, è garantirne la qualità e il successo», aveva scritto su Twitter, «stiamo lavorando per far sì che il direttore artistico, in un clima di piena collaborazione, possa realizzare, insieme a RaiUno, un festival in linea con le aspettative del grande appuntamento». Archiviata, dunque, qualunque ipotesi di 'epurazione' del direttore artistico rimbalzata in indiscrezioni di stampa. Epurazione che invece pare avere colpito il comico Saverio Raimondo. Molto meno accomodante nei confronti del Claudio Nazionale era stata la direttrice di RaiUno Teresa De Santis. «Sono solo canzonette, o almeno dovrebbero esserlo», aveva scritto in una lettera indirizzata a Dagospia. «Invece, e non solo per responsabilità di Claudio Baglioni, sono state trasformate nel solito comizio. Mi preme ricordare che RaiUno si chiama rete ammiraglia perché è la rete più importante e produttiva dell'azienda, guai ad attaccarla senza sapere che ci rimette l'intera Rai».

MASSIMO GHINI SI SCHIERA CON L'AMICO BAGLIONI

Il 19 gennaio è entrato nel dibattito attori/politici anche Massimo Ghini. «In questo momento c'è bisogno di fare satira, divertimento, commedia. Su tutto. A Roma c'è un vecchio detto, a chi tocca non si ingrugna. Ora sono al potere le formazioni che ci sono, si devono aspettare anche questo. Vorrei tranquillizzare Salvini quando dice che i cantanti devono cantare e gli attori recitare. Noi stiamo facendo esattamente questo», ha detto l'attore ai microfoni di RadioDue nel corso de I Lunatici, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte. «La politica», ha aggiunto Ghini, «ormai ha capito che qualsiasi argomento serve per dire delle cose che riaccendano le luci sul palco, perché mi sembra che dietro questo non ci sia niente se non la mancanza di argomentazioni e quindi ci si muove sulle dichiarazioni degli altri. Quello che ha detto Baglioni, di cui vanto una vera e lunga amicizia, non è niente di particolare. Adesso diventa tutto eroico o particolare, quello che ha detto sta in una logica di persone che ragionano con una mentalità, se questo suscita delle rimostranze ben venga, significa che la democrazia è viva, la democrazia la si costruisce anche attraverso questo. Dobbiamo restare una democrazia».

FIORELLO DIFENDE BAGLIONI SUI COMPENSI

Ma quella sui migranti non è stata l'unica polemica ad avere infiammato gli animi. Come ogni anno, hanno fatto discutere le indiscrezioni sui compensi del cast. Cifre poi smentite da Viale Mazzini. A prendere le difese di Baglioni è intervenuto, il 18 gennaio, lo showman Fiorello in una storia pubblicata su Instagram. «Perché i giornali e la gente si indignano con i conduttori del Festival di Sanremo Claudio Baglioni, Claudio Bisio e Virginia Raffaele per i compensi? E perché non ci si indigna allo stesso modo verso i delinquenti che rapinano, per quelli che non pagano le tasse (e quindi rubano soldi ai contribuenti) o per i politici che mangiano con le mazzette sulle opere pubbliche?». Fiorello ha tirato in ballo anche il calcio: «Non voglio dire Cristiano Ronaldo, ma perché non leggo articoli del tipo 'ecco il compenso su Zappacosta'?». Parlando a nome dei personaggi di spettacolo, ha spiegato: «A quelli che si indignano, vorrei dire che Baglioni ha una carriera di anni e anni. Tutti i personaggi partono da zero e poi alcuni ce la fanno. Io sono riuscito da solo... Parlo perché c'è stato un momento della mia vita in cui non guadagnavo niente. Ora sì, pago le tasse e mi dovrei vergognare?». C'è una legge di mercato, ha sottolineato il mattatore, «per la quale, se Baglioni porta tantissimi soldi alla Rai, come ha già dimostrato l'anno scorso, guadagna questo».

19 Gennaio Gen 2019 1529 19 gennaio 2019
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