Scene Il Corriere The Mule
Cultura e Spettacolo
10 Febbraio Feb 2019 1623 10 febbraio 2019

Trailer e recensione de Il Corriere-The Mule

Il film di e con Clint Eastwood ripercorre la vita di Earl Stone, un anziano al soldo del cartello di Sinaloa. Una pellicola cruda che fa riflettere sui valori della vita. 

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Clint Eastwood è nuovamente impegnato nella doppia veste di attore e regista in Il Corriere – The Mule, un film ispirato a una storia vera: un uomo ormai anziano che ha compiuto tanti, forse troppi errori nella sua vita è costretto ad affrontare le conseguenze delle sue azioni. Earl Stone è un floricoltore dell'Illinois che ha sacrificato la famiglia per il lavoro, facendo soffrire la moglie e la figlia (interpretate da Dianne Wiest e Alison Eastwood). L'uomo deve però fare i conti con la crisi economica e così accetta di lavorare per un gruppo di narcotrafficanti messicani trasportando da El Paso a Chicago carichi di cocaina. Earl non si ferma però alle prime "missioni" accettate per sostenere economicamente l'amata nipote Ginny (Taissa Farmiga), e la sua attività criminale potrebbe avere delle ripercussioni drammatiche sulla sua esistenza.

La locandina di The Mule, l'ultimo film di e con Clint Eastwood.

EASTWOOD METTE IN SCENA UN ANTI-EROE

Eastwood trova la sua carta vincente nella scelta di non rendere il protagonista un eroe, sottolineandone in modo quasi impietoso i comportamenti negativi e il fisico in declino. Il regista, alle prese con una sceneggiatura che non dipinge gli agenti federali - Laurence Fishburne, Michael Peña già visto in Narcos Messico, e Bradley Cooper - una reale minaccia, preferisce concentrarsi sulle emozioni, enfatizzando la consapevolezza tardiva di Earl e il suo tentativo di essere perdonato da chi ama. La regia, come le altre opere di Eastwood, è quindi asciutta e sfrutta l'esperienza del cast per sostenere una narrazione forse fin troppo semplice e prevedibile. Le battute che non nascondono l'approccio razzista di Earl a messicani e afroamericani risultano quasi sgradevoli, pur essendo utili a tratteggiare l'ambiente in cui vive un uomo già indurito dalla vita e da un passato nell'esercito. Il film non si inserisce tra i migliori di Eastwood, tuttavia suscita una riflessione malinconica sul prezzo da pagare per ogni scelta compiuta.

Regia: Clint Eastwood; genere: drammatico (USA, 2018); attori: Clint Eastwood, Bradley Cooper, Michael Pena, Laurence Fishburne, Dianne Wiest, Andy Garcia, Taissa Farmiga, Alison Eastwood, Dianne Wiest.

IL CORRIERE-THE MULE IN PILLOLE

TI PIACERÀ SE: ami Clint Eastwood come attore e regista e apprezzi le storie che affrontano senza filtri la vita quotidiana.

DEVI EVITARLO SE: non sopporti le battute spigolose e razziste.

CON CHI VEDERLO: con la famiglia, per riflettere sui legami che la tengono unita.

PERCHÉ VEDERLO: per riflettere su come ogni singola scelta abbia delle conseguenze anche sulle persone che amiamo.

LA SCENA MEMORABILE: Earl deve decidere se continuare la sua attività o rimanere accanto alla moglie malata.

LA FRASE CULT: «Pensavo fosse più importante essere qualcuno da un'altra parte, invece del fallimento che ero a casa mia».

1. LA VERA STORIA DEL CORRIERE LEO SHARP

La storia è ispirata alla vita di Leo Sharp, un veterano della Seconda Guerra mondiale diventato uno dei corrieri più attivi al servizio del cartello di Sinaloa.

2. L'ALLARGIA DI CLINT ALLA MONOTONIA

Clint Eastwood a maggio festeggia il suo 89esimo compleanno e non sembra avere alcuna intenzione di andare in pensione. Il Corriere è stato girato in estate, dopo alcuni mesi di preparazione, e il montaggio è terminato all'inizio di novembre 2018. La star del resto è nota per lavorare velocemente e ama un aspetto in particolare della sua professione: «Ha degli alti e bassi, ma non c'è molta monotonia. Penso che molte persone si allontanino da questo mestiere proprio quando diventa monotono». Eastwood ha quindi ribadito che continua a imparare cose nuove: «Interpretare i problemi di qualcuno che non sei tu, o rappresentare le sue avventure, ti fa pensare a come ti comporteresti nella vita reale o cosa proveresti in quelle situazioni».

3. LA CANZONE ISPIRATA ALLE PAROLE DEL REGISTA

Della colonna sonora fa parte Don't Let the Old Man In di Toby Keith. Il cantautore ha raccontato che per scriverla si è ispirato a una chiacchierata avuta con Eastwood. Alla domanda di Keith su cosa gli desse la spinta per continuare a lavorare, Eastwood ha risposto: «Mi sveglio ogni giorno e non lascio entrare l'anziano». Il cantante è rimasto colpito da quelle parole e una volta tornato a casa ha scritto una canzone, inviandogliela e ottenendo una reazione entusiastica. Eastwood ha quindi deciso di utilizzarla per Il Corriere - The Mule perché la considerava perfetta per la storia.

4. UNA NUOVA COLLABORAZIONE CON BRADLEY COOPER

Clint Eastwood collabora nuovamente con Bradley Cooper dopo l'esperienza di American Sniper. L'attore, grande fan di Eastwood, ha svelato che proprio durante la promozione di quel film ebbe l'idea di realizzare un remake di A Star Is Born.

5. IL RAPPORTO PADRE-FIGLIA DAL SET ALLA REALTÀ

Alison Eastwood, la figlia del regista e della prima moglie Maggie Johnson, si è detta sorpresa della proposta di recitare nel film Il Corriere, visto che aveva detto addio alla recitazione nel 2014. Il produttore Sam Moore le ha telefonato dicendole che il padre la voleva sul set. A quel punto Alison ha pensato che potesse essere un modo per passare del tempo col padre.

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