Jussie Smollett Empire Aggressione Razzista

L'aggressione razzista inventata da Jussie Smollett per soldi

L'attore della serie tv Empire ha messo in scena un attacco da parte di militanti della destra sostenitori di Trump. Ma era tutta una macchinazione per guadagnare di più. Ora rischia tre anni di galera

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L'attore e cantante Jussie Smollett - alias Jamal Lyon nella serie Tv Usa di Fox Empire, trasmessa anche in Italia - ha inscenato un'aggressione omofoba e razzista con il solo scopo di far crescere il suo cachet. La messa in scena, che alla fine è stata confessata dallo stesso Smollett, 37 anni, indigna l'America per il cinismo con cui l'attore ha sfruttato un problema reale negli Stati Uniti per un tornaconto personale. Si è arrabbiato molto anche il presidente Usa Donald Trump visto che Smollett aveva detto che l'aggressione sarebbe stata compiuta da persone che inneggiavano al "Make America Great Again", ovvero lo slogan della sua campagna elettorale. «Che hai da dire su MAGA e su decine di milioni di americani che hai insultato con i tuoi commenti pericolosi e razzisti?» ha scritto su Twitter il loquace presidente.

Ora Smollett, messo agli arresti, dovrà rendere conto del suo inqualificabile comportamento davanti alla giustizia, per aver orchestrato un falso attacco per il quale ha pagato ben 3.500 dollari ai due complici che lo hanno aiutato, i fratelli Ola e Abel Osundairo. Il movente del cinico piano non è politico, ma banalmente una questione di soldi. Secondo quanto spiegano gli investigatori, l'attore non era soddisfatto del suo stipendio. «Smollett - ha commentato il capo della polizia di Chicago Eddie Johnson - si è approfittato del dolore e della rabbia per il fenomeno del razzismo per provare a promuovere la sua carriera». Ha aggiunto anche che questa trovata pubblicitaria lascia Chicago (dove tra le altre cose viene girata la serie tv Empire) con una cicatrice che non merita. Parole durissime, dunque, che probabilmente porranno fine alla carriera di Smollett.

SMOLLETT ADESSO RISCHIA FINO A TRE ANNI DI PRIGIONE

La notizia dell'aggressione nei suoi confronti aveva suscitato immediatamente shock e rabbia nell'opinione pubblica, soprattutto all'interno della comunità Lgbt. Ma anche nel mondo politico e dello spettacolo. Dalla parte di Smollett, tra le tante personalità, si erano schierate anche la candidata democratica alla presidenza Kamala Harris e la star televisiva e icona della comunità Lgbt Ellen DeGeneres. Lo stesso Trump, quando si diffuse la notizia dell'aggressione, aveva commentato: «Non c'è nulla di peggio». Smollett deve rispondere per ora di falsa testimonianza, un'accusa che potrebbe costargli fino a tre anni di prigione.

UNA BUGIA CHE HA RETTO MENO DI UN MESE

L'intera vicenda era cominciata il 22 gennaio scorso, quando l'attore denunciò di aver ricevuto una lettera indirizzata agli studi di produzione della serie tv e con il mittente MAGA in rosso. All'interno c'era scritto «Morirai, nero», e il contenuto era una polvere bianca che la polizia stabilì essere un antidolorifico. Il 29 gennaio Smollett denunciò quindi di essere stato aggredito da due uomini che urlavano «Questo è il paese MAGA». E che poi lo avrebbero colpito e lasciato con un cappio intorno al collo. A febbraio, dopo che la polizia aveva cominciato a diffondere le immagini prese dalle telecamere di sorveglianza di due sospetti, gli agenti chiesero a Smollett di consegnare i tabulati telefonici. Il 14 febbraio i due sospettati furono interrogati, uno di loro aveva fatto la comparsa in Empire. A quel punto si comincia a pensare che l'attacco possa essere fasullo. Il 16 febbraio Smollett da vittima è diventato a sua volta un sospettato. Il 20 febbraio l'attore viene formalmente accusato e nelle scorse ore si è consegnato alle autorità.

21 Febbraio Feb 2019 2019 21 febbraio 2019
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