La Casa Di Jack Lars Von Trier Scene 2

Trailer e recensione de La casa di Jack

Violenza e riflessione sull'indifferenza nei confronti del prossimo. L'ultimo film del regista danese con Matt Dillon, Uma Thurman e Bruno Ganz però è più provocazione che altro. 

  • ...

Lars von Trier torna nei cinema con La Casa di Jack, al centro delle polemiche a causa dei contenuti estremi, ormai marchio di fabbrica del regista, che hanno spinto molti spettatori ad allontanarsi dalla sala già durante le proiezioni al Festival di Cannes 2018. Entrambe le versioni distribuite in Italia - doppiata e censurata o in lingua originale e senza alcun taglio - sono vietate ai minori di 18 anni. Chi sceglie di vederlo deve quindi essere pronto a scene veramente dure e volutamente sopra le righe, in un crescendo che porta a un epilogo più "artistico", con riferimenti alla Divina Commedia. Al centro della trama c'è Jack (Matt Dillon), un ingegnere fallito che convive con il desiderio inarrestabile di uccidere. La sua "carriera" di serial killer viene ripercorsa attraverso cinque episodi in cui l'uomo si rivela completamente privo di empatia e al tempo stesso un lucido pianificatore dell'orrore. Nel cast anche Uma Thurman e lo scomparso Bruno Ganz nei panni di Virgilio.

LARS VON TRIER, PROVOCAZIONE SENZA ARTE

Lars von Trier non delude sicuramente le aspettative dei fan ma conferma nei detrattori la convinzione che la sua sia una provocazione solo a fini scandalistici e non animata da una reale esigenza artistica. Nonostante gli eccessi e l'escalation di violenza, il film rischia di scivolare nel dimenticatoio. E si esce dalla sala con la sensazione netta che l'opera sia sfuggita a ogni controllo, anche a quello dello stesso regista.

Regia: Lars von Trier; genere: drammatico (Danimarca, Francia, Germania, Svezia 2018); attori: Matt Dillon, Bruno Ganz, Uma Thurman, Siobhan Fallon Hogan, Sofie Gråbøl, Riley Keough.

LA CASA DI JACK IN PILLOLE

TI PIACERÀ SE: ami le opere di von Trier e ne apprezzi la capacità di spingersi oltre i limiti.

DEVI EVITARLO SE: non sopporti un alto contenuto di violenza, misoginia, follia e sangue.

CON CHI VEDERLO: con persone che hanno opinioni diverse nei confronti del regista, per confrontarsi e riflettere.

PERCHÉ VEDERLO: per la capacità di criticare la società contemporanea e la sua mancanza di empatia nei confronti del prossimo.

LA SCENA PIÙ FORTE: L'uso macabro e ripugnante di un cadavere da parte di Jack.

LA FRASE CULT: «Alcuni affermano che le atrocità che compiamo nella nostra immaginazione sono desideri nascosti che non possiamo realizzare nella nostra società civilizzata, quindi li esprimiamo attraverso la nostra arte. Non sono d'accordo. Io credo che l'inferno e il paradiso siano la stessa cosa. L'anima appartiene al paradiso e il corpo all'inferno».

1. L'ACCOGLIENZA A CANNES

Già alla prima proiezione dell'anteprima della Casa di Jack al Festival di Cannes, un centinaio di persone avevano lasciato la sala prima della fine del film. Gli spettatori sono stati davvero infastiditi dalla violenza nei confronti di bambini e donne. Chi invece era rimasto in sala ha offerto al regista una standing ovation.

2. LE DICHIARAZIONI CHOC

Per scrivere la sceneggiatura de La casa di Jack, von Trier si è ispirato ai romanzi scritti da Patricia Highsmith. Il regista, come sua abitudine, ha fatto discutere per alcune sue dichiarazioni. «Ho un po' di conoscenze riguardanti gli psicopatici», ha detto. «Io non ho mai ucciso nessuno, se lo facessi la vittima sarebbe probabilmente un giornalista».

3. IL DESIDERIO DI ESSERE ODIATO

Il regista ha detto di non essere in nessun modo preoccupato dall'accoglienza negativa ricevuta dal film, spiegando che piacere a tutti sarebbe un segnale di fallimento. Lars von Trier ha aggiunto che considererebbe un problema l'eventuale popolarità della sua opera e di non essere convinto che il lungometraggio sia stato odiato abbastanza dal pubblico.

La casa di Jack di Lars von Trier racconta la discesa all'inferno di un ingegnere fallito. Nel cast oltre a Matt Dillon, Uma Thurman e Bruno Ganz.

4. UMA THURMAN, ATTRICE ABITUATA AGLI ECCESSI

Uma Thurman, già protagonista di Nymphomaniac, ha detto di essere consapevole della difficoltà di lavorare con Lars von Trier anche a causa del suo contorto senso dell'umorismo. L'attrice apprezza però l'anima e la passione con cui pensa e realizza le sue opere. La star ha anche sottolineato di non avere paura delle persone complesse e imprevedibili e di essere preparata a gestirle durante le riprese.

5. LA CONTROVERSA DISTRIBUZIONE IN ITALIA

Videa ha scelto di distribuire in Italia il film in due versioni vietate ai minori: quella italiana è priva delle scene più cruente, mentre quella in inglese sottotitolata è integrale. Sandro Parenzo, presidente della società, ha rivelato che nonostante si occupi della distribuzione del film del regista da decenni, recentemente lo detesta come persona a causa delle sue dichiarazioni choccanti e del suo antisemitismo. «Con questo spirito distribuisco oggi il suo ultimo film, per raccontare ancora una volta quanta distanza una società civile sappia porre tra uno scellerato autore e la sua opera», ha aggiunto Parenzo. «Perché nella Casa di Jack c’è più cinema, più delirante passione che nel 90% dei film che normalmente escono. Nonostante il detestabile Lars, divorato dai suoi demoni, che mai incontrerò».

3 Marzo Mar 2019 1600 03 marzo 2019
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso