Orbiting Ghosting

Orbiting, il bisogno di spiarsi in Rete

Seguire online un potenziale partner o controllare un ex. Soddisfando voyeurismo, impiccionismo da comari 2.0 o le nostre fantasie. Anche le più inconfessabili. È questa la nuova frontiera del dating. 

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Orbiting. Orbitare. Come i pianeti o i satelliti che girano intorno alla Terra. Ma di astronomico ha poco il termine che ha ricevuto recentemente l’imprimatur del New York Times in quanto fenomeno sociale emergente. L’orbiting si riferisce infatti a una pratica che ha nel web e nei social il luogo eletto; l’ultima evoluzione, ma anche l’ennesima variazione, del dating. Cioè degli incontri casuali online consumati su siti e app d’incontri che sembrano non porre più confini e limiti al desiderio, alla ricerca dell’anima gemella o più spesso dell’avventura di una notte (anche solo fantasticata), del flirt al buio, del sesso puramente virtuale o dello scambio fra sconosciuti di foto osè. Sul dating e le conseguenze sociali delle tecnologie su sentimenti e comportamenti sessuali tornerò in un prossimo articolo. Qui vorrei soffermarmi su un fenomeno che esprime allo stesso tempo la velocità con cui inediti comportamenti entrano nelle nostre abitudini quotidiane e la facilità e immediatezza con cui, nel giro di poco tempo, essi ci paiono parti integranti delle nostre esistenze da sempre. Un fenomeno questo che si inscrive nella società della velocità e dell’istantaneità nella quale viviamo sempre più immersi da un decennio, ma con un’accelerazione crescente di anno in anno.

L'orbiting è la nuova frontiera del dating.

L'ORBITING E LA RICOGNIZIONE DELLE VITE ALTRUI

L’orbiting è l’ultima moda, anche se forse il termine non è giusto, perché l’atto di orbitare disegna un’attitudine destinata a diventare un comportamento diffuso, anche se non per tutti abituale. Ossia una pratica di derivazione e modalità social, dunque inscritta nel nuovo ordine tecnologico, che è pure socio-culturale e valoriale. Visto che senza Facebook, Twitter, Snapchat e le varie app per il dating (da Tinder a Meetic, ovvero da quello più spinto a quello più tradizionale) non sarebbe proprio possibile orbitare, in un tempo in cui i servizi web hanno reso possibile e facile consultare, vedere, sfogliare, come un album sterminato, migliaia di profili, di volti, di dichiarazioni di interessi personali, di attese, di desideri. Insomma infilarsi, anche senza palesarsi e lasciare tracce riconoscibili, nelle vite altrui. Anche di quelli che non si conoscono e con i quali nemmeno si intende entrare in relazione. Ma per i quali si clicca sul tasto “preferiti” o sul “cuoricino”, si posta un “faccino” sorridente oppure si diventa follower. Così, per puro sfizio o capriccio del momento.

TRA VOYEURISMO, FANTASIE E DESIDERI INCONFESSABILI

Perché non c’è nulla di più facile, impermanente e meno impegnativo di un like. Mossi, in questa ondivaga, superficiale e compulsiva navigazione online, da interesse voglioso e pruriginoso, ma anche no. Puro voyeurismo, impiccionismo da comari 2.0. Versione social della curiosità e pettegolezzo da bar o da parrucchiera. Ma anche desiderio di evasione avventurosa, fantasie estreme, possibile coronamento di desideri inconfessati e inconfessabili. Come dire? Ce n’è per tutti e per tutti i gusti. Perché la parola impossibile che già la pubblicità aveva disinnescato sul web è stata abrogata definitivamente. Facile.it è l’equivalente contemporaneo, ancorché molto meno tragico e ben più comico, della scritta concentrazionaria «Il lavoro rende liberi».

DAL GHOSTING AL NETFLIX AND CHILL: I FENOMENI DEGLI ULTIMI ANNI

Ma tornando all’orbiting, in senso stretto, esso può essere considerato l’ultimo precipitato o manifestazione di una fenomenologia comportamentale che negli ultimi sei-sette anni ha visto proporsi il ghosting (ovvero sparire improvvisamente magari dopo mesi che si conversa e ci si scambia messaggi, magari essendosi anche incontrati di persona); il Netflix and chill (invitare un partner per una notte di divertimenti erotici, avendo come sottofondo Netflix, sorta di versione 2.0 della classica collezione di farfalle); il breadcrumbling (letteralmente “briciole di pane”, cioè non tagliare del tutto i legami con il dater, la persona che si è incontrata sul sito di dating, ma farsi vivo ogni tanto, con messaggi flirtanti anche spinti, ma poco impegnativi). Insomma tenere un rapporto a bagnomaria, in ossequio all’assunto che le relazioni sociali sul web sono tiepide.

IL RAPPORTO TRA ORBITANTE E ORBITATO

Tutti questi comportamenti definiscono una socialità fluida e light, ma che può anche essere molto presente e minacciosa perché l’orbitato la sente, anche se l’orbitante si palesa ogni tanto. Con un messaggino whatsapp o un like a una foto Instagram. E può essere uno stalker, un nuovo corteggiatore, l’ex amante o fidanzato che continua a tenere d’occhio l’ex partner, un ammiratore segreto del quale si ha un profilo un po’ nascosto o vago, incompleto o reticente sullo status personale dichiarato. Potenzialmente siamo un po’ tutti orbitanti, visto che possiamo visionare le identità e profili di tutti sui vari social. E sui siti di dating con le foto accedere anche all’elenco dei desideri e delle pratiche sessuali preferite. Con un sentimento che, se vale l’immagine foodporn, oscilla fra anoressia e bulimia. Fra una propensione virtuale, cioè di relazione anche spinta ma che resta a distanza (il sexting come categoria o contenitore di comportamenti/desideri diversi) e un estremo desiderio di incontri dal vivo con sconosciuti, però ben preparati e pianificati. Cioè dopo un orbiting ampio e attento nell’individuare i profili potenzialmente giusti.

I "VANTAGGI" DEL TEMPO ALLUNGATO

I social e i siti di dating hanno infatti due caratteristiche che rendono molto appagante la ricerca di un partner. La distanza e tutto il tempo che serve per modulare le richieste giuste e trovare le risposte adatte. Ciò che dal vivo non è possibile: quando si incontra una persona bisogna rispondere subito e trovare al volo le parole giuste. Il tempo allungato è molto gradito alle persone timide e a quelle che amano offrire un’immagine di sé “aumentata”. E qui ovviamente si nasconde il trucco e spesso l’imbroglio (il catfishing) di chi si spaccia per quel che non è (più giovane o più magro) o addirittura per un altro (magari di sesso diverso dal proprio). Anche se questo, secondo gli psicologi, è proprio ciò che rende estremamente difficile, se non proibitivo, ai bugiardi di trasformare il contatto online in un incontro live. Tuttavia lo spazio e il tempo differiti danno all’orbiting un altro grande plus. Ovvero il fatto che la soddisfazione, ciò che produce dopamina, cioè soddisfa il narcisismo, non sta tanto nel premio, nel risultato, ma nell’attesa di entrambi. La scarica adrenalinica viene da ciò che si immagina sarà o potrà essere se con la persona orbitata si arriverà al dunque.

IL PRIMATO DELLA SCRITTURA E L'ASSENZA DI COMUNICAZIONE NON VERBALE

Nell’orbiting giocano infine altri due importanti fattori. Apparentemente opposti come sentimento, ma in realtà, se non proprio complementari, affini. È infatti la scrittura (testi e immagini) e l’assenza di comunicazione non verbale (la vicinanza fisica, la gestualità, l’odore) il terreno su cui si sviluppa l’osservazione orbitante. Ed è sempre la scrittura, intesa come storytelling, oggi una vera e propria keyword esistenziale, che la fa da grande protagonista. Ognuno infatti sul web può farsi tutte le storie che vuole e crede, anche su persone che nemmeno conosce e forse non conoscerà intimamente mai. Spinto dall’urgenza di raccontare e raccontarsi, ma soprattutto dall’irresistibile voglia di spiare tutto e tutti dal buco del web.

9 Marzo Mar 2019 0900 09 marzo 2019
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