Sfera Ebbasta Canzone Young Signorino

Sfera Ebbasta e Young Signorino sono campioni di vittimismo

Questi ventenni hanno capito una cosa fondamentale: non essendo artisti, ma epifenomeni a scadenza programmata, conviene loro buttarsi nel gossip, nelle parole vane, nel dire e disdire. Finché dura.

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Ma insomma, che diavolo vogliono questi mocciosi? Per la generazione trapper, a corto di contenuti, sembra essere scoccata la fatidica ora X del vittimismo narcisistico: il solito qualunquismo da “c'è di peggio al mondo”, in palese chiave autopubblicitaria che però diventa autoparodistica. C'è questo Sfera Ebbasta che per lanciare la nuova filastrocca evanescente, dopata di autotune, parla di sé in terza persona, come Napoleone o come quelli che si credono Napoleone: e, francamente, non è solo a 40 anni, come diceva Dostoevskji, che uno è responsabile della faccia che si ritrova: già a 20, affiorano sintomi inequivocabili. «Se tuo figlio spaccia è colpa di Sfera Ebbasta non di tutto quello che gli manca non ci penso e faccio oh!¨. Come i bambini di Povia. 'Ndemm, Jonathan Boschetti da Cinisello, che ci avevano già pensato prima, a centinaia, solo con una consistenza diversa: se a difendersi dall'accusa di cattivo esempio era Lou Reed, poteva pure starci, dato l'impatto sulla cultura popolare e sulla società; Jonathan Ebbasta nei panni della minaccia fa un po' ridere, come Pippi Calzelunghe, tanto più che nessuno lo aveva mai sostenuto.

Anzi: dopo la tragedia di Corinaldo, scorrere le cronache per credere, si erano tutti o quasi affannati a precisare che no, il povero Sfera Ebbasta non c'entrava, non era colpa sua, non dipendeva da lui... Con tanto di salti mortali, e pelosi, per distinguere tra concerto e comparsata, per sgravarlo da coincidenze esoteriche: i giornaloni in quei giorni tragici sembravano più che altro uffici stampa del ragazzino trapper, e magari lo erano. Le manfrine dei redazionali mascherati, dei foglietti piovuti dagli uffici stampa e messi in pagina senza andar tanto per il sottile, li conosciamo. Il povero, bistrattato Sfera peraltro, non sarà male ricordarlo, aveva firmato un impegno per un certo orario: lo ha disatteso con estrema disinvoltura, ha lasciato centinaia di ragazzini in esaltata attesa; poi, dopo la strage, sulle cui cause le indagini sembrano ancora arrancare, dopo quei cinque minori e una giovane madre travolti dalla ressa, non aveva trovato di meglio da fare che tatuarsi sei stelle sulla faccia, facendo in modo che tutti lo sapessero.

In occasione della nuova filastrocca Mademoiselle in cui il Boschetti da Cinisello cerca persecutori fantasiosi in modo da tirarsela da vittimone pubblico numero uno

Quindi, il consueto nulla: non una visita ai feriti in ospedale, non una parola se non per protestare la sua estraneità totale, in tutto e per tutto, come per un incidente che non lo riguardava, che era capitato dall'altra parte del mondo. E i giornali, e i siti, e i talk show giù a dargli ragionissima, con argomenti da sofisti del pomeriggio. Così come stanno facendo adesso, in occasione della nuova filastrocca Mademoiselle in cui il Boschetti da Cinisello, avvelenato per aver perso il treno di un talent – perché questo alla fine gl'importa – cerca persecutori fantasiosi in modo da tirarsela da vittimone pubblico numero uno. Uno che all'apice dei testi riesce a scrivere «Quanto sei porca dopo una vodka; sono una merda ragiono col cazzo/oggi ti prendo, domani ti lascio».

YOUNG SIGNORINO E SFERA EBBASTA, "ARTISTI" TRA VIRGOLETTE

Subito a ruota, nella stessa scia, non poteva mancare un altro faro della cultura occidentale al tramonto, Young Signorino, al secolo Paolo Caputo da Cesena. Titoli conosciuti: Mmh ha ha ha e Dolce droga. Argomenta il diciannovenne Young: «Non siamo noi 'artisti' a dare il cattivo esempio. Genitori! Siate meno sui social a fotografare le lasagne». Tutto molto lucido, et pour cause. Signorino, probabilmente senza sapere perché, mette lui e i suoi compari tra virgolette, “artisti” scrive, e, almeno in questo, ci prende. Per il resto, il messaggio è, quasi alla lettera, lo stesso di Sfera, si vede che questi trapper, un po' a corto di parole, se le passano via chat. Signorino, manco a dirlo, ha riscosso l'appoggio dei colleghi, perché l'Italia è una Repubblica fondata sulla famiglia, o meglio sulla colleganza, sulla camarilla, e anche di qualche giornalista di forti illuminazioni.

Da sinistra, Young Signorino e Sfera Ebbasta.

Apprezzabile lo sforzo, ma in fondo evitabile: va precisato, una volta per tutte, che il problema di questi ectoplasmi non è essere esempi buoni o cattivi, è che sono evanescenti, durano quello che durano e, siccome lo sanno, si agitano molto e, mentre balbettano di «dolce droga», cercano complotti immaginari, nemici che non hanno, perché nessuno si prende la briga di prenderli sul serio. Una critica, in verità, lo Sfera l'ha pur ricevuta, è dai parenti dei sei morti alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo. Ma non ha niente a che vedere con la presunta dimensione artistica o coi contenuti della sua letteratura, riguardava il comportamento di totale cinismo, di ostentato disinteresse dopo la tragedia. E, su quello, trapper, groupies ed esegeti, comprensibilmente, girano al largo.

Cari Sfere e Signorini, non contate balle: chi legge deve sapere che barate, nessuno vi ha mai attaccati per quello che dite, anche perché non dite niente

Alla fine, questi ventenni o poco più hanno capito una cosa fondamentale: che non essendo artisti, ma epifenomeni a scadenza programmata, conviene loro buttarsi nel gossip, nel mare di parole vane, nel dire e disdire, nel dire tutto e il contrario di tutto. Finché dura. Non saranno credibili neppure così, però intanto si frigge l'aria e si allunga un po' il tempo di sopravvivenza, si può fare uscire un altra filastrocca e tutti sono contenti. E va benissimo, l'abbiamo capito, siete qua esclusivamente per una ragione: fare soldi per fare soldi per fare soldi. Però non fatela tanto lunga e soprattutto, cari Sfere e Signorini, non contate balle: chi legge deve sapere che barate, nessuno vi ha mai attaccati per quello che dite, anche perché non dite niente. Di avvocati difensori, anche non titolati, a battaglioni schierati, di genitori contro pochi e niente visto che sono quelli che vi portano i loro figli, di serietà residua da parte vostra ancora meno. Diciamo che, nella totale inconsistenza del vostro essere “artisti”, potete anche farvela finita col vittimismo strategico, ebbasta così?

14 Marzo Mar 2019 1729 14 marzo 2019
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