Pagelle Masterchef 8 Finale

Le pagelle della finale di Masterchef 8

Brava Valeria, ma a cucinare si impara lavorando. Non in tivù. Tra i giudici Locatelli si conferma il più attento. Heinz Beck puntiglioso e preciso come sempre. I voti. 

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Masterchef è finito, andate in pace. Valeria vince l'ottava edizione del programma, 100 mila euro di premio e la possibilità di scrivere il suo primo libro di ricette.

Prima di proseguire con l'ultima puntata del talent culinario però è necessario puntualizzare alcuni concetti:

1. La cucina vera non è Masterchef (nel dubbio, meglio ribadirlo).
2. Non si impara a cucinare in televisione, ma nelle cucine dei ristoranti, delle trattorie e delle osterie.
3. Ebbene sì, non esistono solo gli stellati, ma anche ristoranti non stellati, trattorie, osterie.
4. In cucina ci si fa il mazzo tanto, tutti i giorni. Come in quasi tutti i lavori.
5. Non è un'aria, né un'accozzaglia di ingredienti pregiati o esotici a rendere buono un piatto.
6. Un piatto che non rispetta la materia prima non è creativo. È un piatto non riuscito.

Valeria, Gloria e Gilberto: i tre finalisti di Masterchef 8.

La puntata parte in sordina con una mistery piuttosto banale che consiste nell'immaginare e creare la prima ricetta da inserire nel proprio potenziale libro da vincitore. Gilberto, con il piatto “Capesante, dashi, aria di mela verde e zenzero”, è ritenuto il migliore. Nell'invention test ha il vantaggio di scegliere per sé e per gli altri concorrenti il piatto da replicare: si tratta di quattro ricette dello chef tristellato Heinz Beck. Considerando il livello dei piatti e la mancanza di passaggi scritti da poter leggere, la prova è insidiosa. I concorrenti hanno la possibilità di assaggiare il piatto e di interpellare lo chef una volta. Esce Alessandro, che nei tortellini ripieni di pollo e coniglio con infuso di camomilla e carote cade sull'infuso, troppo amaro.

IN CUCINA STUPIRE NON SIGNIFICA CENTRARE L'OBIETTIVO

I tre finalisti sono: Valeria, Gilberto e Gloria. Devono pensare, creare e servire ai quattro giudici un intero menù degustazione che racconti chi sono, da dove arrivano e dove vogliono arrivare. Valeria opta per piatti dall'identità siciliana, ma spinge sull'innovazione, Gloria propone un menù ispirato interamente al bosco della Carnia e Gilberto un viaggio dal Mediterraneo al Pacifico. Una sfida prevedibile, che però mette in luce le idee, la fantasia, la costruzione del piatto, la lucidità di organizzare l'intera linea, la gestione del tempo, il rispetto per la materia prima, la capacità di scegliere cotture adeguate, la pulizia della postazione, il recupero per eventuali imprevisti: elementi fondamentali per lavorare in una cucina. La sfida prosegue a colpi di piatti che vogliono stupire, ma non centrano l'obiettivo, nonostante l'utilizzo di ingredienti altisonanti, di spume e di presentazioni a effetto. Con delle eccezioni: il baccalà pil pil con tuorlo d'uovo di Gilberto; gli spaghetti con ricci, spuma di cocco e alghe e la guancia brasata con gambero crudo di Valeria, il dolce con spuma di fieno, granita di abete e salsa ai lamponi di Gloria.

I quattro giudici di Masterchef 8: Antonino Canavacciuolo, Giorgio Locatelli, Joe Bastianich e Bruno Barbieri.

ANTONINO CANNAVACCIUOLO: 7-. Durante questa edizione di Masterchef non ha lasciato particolarmente il segno. Concordiamo con lui sul tartufo (che va protetto) e sul cervo finale di Gloria che poteva essere arricchito da un frutto.

GIORGIO LOCATELLI: 7 e ½. È il giudice che abbiamo apprezzato di più in questa edizione e anche nella finale ha tenuto viva la puntata con interventi abbastanza puntuali.

JOE BASTIANICH: 6 e ½. Non si è fatto particolarmente sentire in questa edizione e ogni tanto ha fatto delle uscite un po' troppo “americaniste” sul provincialismo italiano che a volte ci stavano, altre un po' meno.

BRUNO BARBIERI: 6 e ½. Durante questa edizione siamo stati piuttosto in linea con i suoi giudizi, ma dovrebbe uscire un po' di più dal suo ruolo di chef e intervenire con commenti acidi e divertenti (vedi peperone di Guido).

HEINZ BECK: 7 e ½. È un perfezionista e lo dimostrano i suoi piatti, da cui traspare un'attenzione minuziosa verso i particolari. È bravo a indirizzare i concorrenti nella giusta direzione della ricetta, è autorevole, ma pacato e rispettoso del loro lavoro.

GILBERTO: 7. È talmente assatanato di vittoria che riesce a tagliarsi per ben due volte durante la prova finale. È arrogante e troppo aggressivo in cucina, ma nel menù degustazione azzecca almeno tre piatti.

VALERIA: 7 e ½. Nella preparazione del menù degustazione spinge l'acceleratore e realizza alcuni piatti di spessore come gli spaghetti ricci, spuma di cocco e alghe e la guancia brasata con gambero crudo. Azzarda e funziona. Da buona prima della classe, per presentare un piatto in più, serve il piccione anche con una cottura sbagliata. Poteva evitare.

GLORIA: 6 e ½. È lucida nell'invention test, riesce a cavarsela bene con la ricetta più difficile di Heinz Beck. Nel menù degustazione della finale ci aspettavamo un po' di più. Si riprende con il dolce, ma è troppo tardi.

5 Aprile Apr 2019 0919 05 aprile 2019
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