Commissario Maigret Georges Simenon Montalbano

Il commissario Maigret era di destra o di sinistra?

Nel 2019 si celebra il novantennale del primo romanzo di Simenon. E si ripropone il vecchio confronto con l'elitario e razionale Sherlock Holmes. Ma le apparenze ingannano.

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Celebrazioni di lusso in Francia per i 90 anni del commissario Maigret. Si va dalle edizioni Omnibus che ripubblicano in 30 mila copie Tout Maigret ai 10 volumi illustrati da Loustal, fino al regista Patrice Leconte che questo autunno dirigerà Daniel Auteuil in un film ispirato al romanzo Maigret e la giovane morta. E così viene da ripetere la battuta del giornalista Pierre Assouline: «Dell'opera di Simenon non si butta via niente».

Si tratta di una grande festa che merita però almeno tre puntualizzazioni. Primo: va ricordato che il commisario era sì francese, ma il suo autore era belga. Ma questo lo sanno in realtà più o meno tutti. In qualche modo, il successo di Georges Simenon echeggia quello di grandi fumetti associati alla lingua francese ma in realtà nati in Belgio, da Tintin a Lucky Luke passando per i Puffi. In pratica, solo Asterix è francese doc. Anche se in senso lato, visto che i suoi autori erano un figlio di ebrei polacchi cresciuto in Argentina e un figlio di immigrati friulani.

Gino Cervi, indimenticabile Maigret.
dalla rete

IL PRIMO ROMANZO E LA PRIMA PUBBLICAZIONE

Seconda puntualizzazione: 90 anni a settembre, ma ci dobbiamo fidare di Simenon che ha sempre raccontato di aver scritto la prima storia del commissario - Pietr-le-Letton (Pietro il lettone) - nel 1929. In realtà, dal punto di vista editoriale il novantennale andrebbe piuttosto celebrato nel febbraio del 2021 ricordando l'uscita di Monsieur Gallet, décédé e di Le pendu de Saint-Pholien peraltro scritti tra l'estate e l'autunno del 1930. Pietr-le-Letton fu solo la quarta storia a essere pubblicata, preceduta anche da Le charretier de La Providence.

IL CONFRONTO TRA MAIGRET E SHERLOCK HOLMES

Ma c'è pure un terzo punto che in realtà era stato già affrontato nel 2012 da Luc Boltanski, grande sociologo francese, nel suo libro Enigmes et complots: un enquête à propos d'enquête. Vale però la pena di rispolverarlo in occasione di questo anniversario in cui immancabilmente sarà riproposto lo stereotipo di Maigret “detective di sinistra”, in contrapposizione a Sherlock Holmes detective di destra”.

Maigret interpretato dall'attore britannico Rowan Atkinson.

LE AFFINITÀ ELETTIVE CON MONTALBANO

L'immagine di commissario progressista ha ispirato anche il nostro Salvo Montalbano, non a caso creato nel 1994 da Andrea Camilleri che tra 1964 e 1972 come delegato alla produzione aveva curato la trasposizione Rai della serie tivù di Maigret con Gino Cervi. Boltanski però spiegava che non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze. Sherlock Holmes può sembrare più a destra, ma in realtà è di sinistra. Maigret, il contrario.

LA NASCITA DEL GIALLO E DELLO STATO MODERNO

L'analisi parte dall’Auguste Dupin di Edgar Allan Poe. Il romanzo giallo nasce proprio nella prima metà dell’800 contestualmente all'affermazione del moderno Stato nazionale: un “progetto demiurgico” che si scontra con una molteplicità di resistenze e in cui la struttura del potere diventa più pluralista. Nasce così una mitologia del complotto, attorno alla domanda: chi comanda davvero? Chi è capace di decifrare cosa si nasconde davvero dietro le apparenze è il nuovo eroe. Ma c’è anche un’altra tensione: legalità versus struttura di classe. Mentre il poliziotto alla Maigret lavora per i ceti subalterni, l’alta società rivendica la libertà di lavare i panni sporchi in famiglia con il detective privato.

Georges Simenon creatore del commissario Maigret.

DA LUPIN A PADRE BROWN, GLI ANTI-SHERLOCK

Sherlock Holmes, infatti, è al servizio dei ricchi. Egocentrico, perfettamente inserito in una società misogina e ineguale, è frequentatore di club riservati dove passa il tempo a fumare la pipa e bere whisky. Anche Maigret fuma la pipa, ma è di estrazione e gusti popolari, è modesto, e le sue indagini spostano l’attenzione dal delitto all’essere umano. La domanda a cui cerca di rispondere non è tanto «chi è stato», ma «perché lo ha fatto». Oltre a Maigret, peraltro, ci sono altri anti-Sherlock Holmes. Da un lato Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo simbolo della fantasia creativa francese contro l'arida razionalità anglosassone, dall'altro Padre Brown di Gilbert Keith Chesterton, anche lui più preoccupato dell'autore del delitto che del delitto stesso. Non a caso Antonio Gramsci lo aveva interpretato come contestazione cattolica al razionalismo protestante. In realtà Arthur Conan Doyle era nato cattolico ma aveva successivamente virato verso lo spiritismo, mentre Chesterton nato protestante si era convertito al cattolicesimo.

LA DISTANZA TRA LE RIVOLUZIONI ANGLOSASSONI E QUELLA FRANCESE

Osservava però Boltanski che lo Stato difeso da Holmes, per quanto elitario e conservatore, era comunque uno Stato di diritto. Privacy e habeas corpus erano sacri; la polizia non si azzardava a toccare i detenuti. Al contrario, Maigret disprezza la stampa; fa interrogatori quanto meno muscolari; e non concepisce la distinzione tra privato e pubblico. «Il vichysmo di Maigret è, come tutta la sua persona, modesto, e in qualche modo naturale». Vichysmo, cioè fascismo alla francese. Insomma, prima di Conan Doyle e di Simenon vengono Edmund Burke, Henri-Benjamin Constant e Alexis de Tocqueville. Per non parlare della grande differenza tra le rivoluzioni anglosassoni che cercano di estendere i privilegi e quella francese che invece i privilegi li distrugge rendendo però tutti egualmente impotenti di fronte allo Stato. Qui Boltonski si ferma. ma per un italiano il seguito del percorso è quasi scontato. Non è forse Montalbano il classico esempio di un poliziotto col cuore a sinistra, sempre vicino a immigrati e emarginati, ma dai metodi che più a destra non si potrebbe?

28 Aprile Apr 2019 1500 28 aprile 2019
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