Concerto Primo Maggio 2019 Roma Immagini

I momenti salienti del concerto del primo maggio 2019

La pioggia non ha risparmiato piazza San Giovanni. Ambra ha indossato una maglietta con le sigle sindacali. Tra gli artisti Gallagher non ha deluso. Sul palco anche Ilaria Cucchi.

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La pioggia non ha risparmiato il tradizionale Concertone del primo maggio, promosso a Roma dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. Nonostante gli scongiuri di Ambra a inizio maratona e la maglietta di Lodo Guenzi che chiedeva «meno rovesci, più diritti». Ma le migliaia di persone che hanno affollato piazza San Giovanni (niente numeri ufficiali dagli organizzatori) non si sono tirate indietro e hanno continuato a ballare e cantare sotto un mare di ombrelli colorati per chiedere «diritti, lavoro, Europa, Stato Sociale», lo slogan che ha accompagnato la manifestazione 2019.

Alle 15 in punto, sulle note di Centro di gravità permanente di Franco Battiato, ha preso il via il concerto. «Omaggio a un artista che si è speso per questo palco e non solo», ha detto Ambra, che dopo le polemiche sul maglione griffato indossato nel 2018 stavolta ha deciso di sfoggiare una maglia con impresse le sigle dei sindacati. «Oggi su questo palco c'è la nuova musica popolare italiana, quella che riempie le classifiche e i palasport», ha detto invece Lodo, che con Ambra ha invitato ad ascoltare i testi delle canzoni «perché le parole sono importanti».

GALLAGHER MEZZ'ORA SUL PALCO

Sul palco sono saliti prima i giovani: Fulminacci, Izi, La Rappresentante di Lista, La Municipal, Rancore. Poi è toccato a Ex-Otago, reduci dal festival di Sanremo, Anastasio, vincitore dell'ultimo X-Factor, Zen Circus, Ghemon. Sull'esibizione di Omar Pedrini la diretta è sfumata. Alle 20 è arrivato il turno di Noel Gallagher, unico artista internazionale. Quasi mezz'ora sul palco con i suoi High Flying Birds, il gruppo di alternative rock inglese che ha fondato nel 2010. L'ex Oasis era molto atteso dalla piazza e non ha deluso. Dopo aver intonato i brani del nuovo ciclo Fort Knox, Holy mountain e It's a beautiful world, ha fatto impazzire la piazza con la hit degli Oasis Wonderwall e a seguire Stop cying your heart out. Prima di salutare si è esibito nel classico dei Beatles All you need is love. A chiudere Carl Brave, Manuel Agnelli, Daniele Silvestri, Achille Lauro, Gazzelle, Subsonica, Ghali, Motta e Negrita.

AMBRA CONTRO GLI SGRAVI FISCALI PER L'ASSUNZIONE DELLE DONNE

Dal palco Ambra ha attaccato la proposta di sgravi fiscali per l'assunzione di donne nel 2019 e nel 2020, parafrasando un celebre slogan femminista: «Lo sgravio è mio e lo gestisco io». «Ma se ti assumo», ha detto il suo compagno di conduzione Lodo Guenzi, «ci guadagniamo tutti e due». «No, ci guadagni solo tu», la replica secca di Ambra.

ZINGARETTI E LA SINTONIA CON ULTIMO

Anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ha voluto partecipare al Concertone. E si è lasciato andare a qualche confidenza: «In questo momento c'è una canzone che sento molto in sintonia con me e la ascolto tutti i giorni: Fateme canta' di Ultimo. Lo stesso messaggio in cui mi riconosco: fateci combattere, fateci essere noi stessi. La stessa passione l'ho riscontrata nella canzone de Lo Stato Sociale Una vita in vacanza: prendeva per il culo l'ossessione dell'apparite contro la necessità di essere delle persone. È importante che la cultura possa esprimere anche ribellione rispetto a certi modelli di società che ci vogliono imporre».

ILARIA CUCCHI: «LA MIA BATTAGLIA NON È STATA VANA»

Attorno alle 21.30 sul palco è salita Ilaria Cucchi e il pubblico ha urlato: «Stefano, Stefano!». La sorella del giovane romano, morto nel 2009 dopo essere stato pestato dai carabinieri, ha detto: «Stefano è morto come ultimo tra gli ultimi. Essere qui e sentire urlare il suo nome mi fa sentire che la battaglia di questi anni non è stata vana. I diritti umani non sono mai e per nessun motivo sacrificabili. Forse abbiamo aperto un varco, forse oggi abbiamo dimostrato che non bisogna smettere di crederci, di indignarsi, che non bisogna cedere al pregiudizio e voltarsi dall'altra parte. Oggi la legge è uguale per tutti». Sullo schermo è apparsa anche la foto di Ilaria in lacrime, dopo la sentenza che assolveva tutti gli indagati per la morte di Stefano: «Non era la nostra sconfitta, ma era la giustizia ad ammettere il suo fallimento».

1 Maggio Mag 2019 1748 01 maggio 2019
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