Canzoni Festa Mamma

Le canzoni sulla mamma

Dagli emigranti ai soldati della Grande Guerra fino a Claudio Villa e Bennato. In occasione della Festa della mamma, i titoli più noti. 

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«Mamma mia dammi 100 lire», cantavano gli emigranti. «Ho lasciato la mamma mia/ l’ho lasciata per fare il soldà», si lamentavano i combattenti della Grande Guerra. «O cara mamma/ vienimi incontra», invocavano pure le mondine. «Mamma ritorno ancor nella casetta/ sulla montagna che mi fu natale», era una canzone con cui il fascismo propagandava la conquista dell’Etiopia. Insomma, che siamo un popolo di mammoni lo attesta anche la storia della canzone italiana. Era però una mamma percepita come soggetto cui chiedere aiuto, più che da omaggiare e ringraziare. Dobbiamo aspettare il 1940 per sentire un cantante rivolgersi alla mamma non per lamentarsi ma per dirle che «è tanto felice» quando ritorna da lei: «La mia canzone ti dice/ che è il più bel giorno per me». Scritta da Cesare Andrea Bixio, discendente del generale garibaldino, e Bixio Cherubini anch'egli discendente da garibaldini, Mamma era in realtà la colonna sonora del film omonimo. Ma mentre la pellicola cadde nel dimenticatoio, la canzone, in origine interpretata da Beniamino Gigli, divenne invece un evergreen. Interpretata tra l’altro da Claudio Villa, Luciano Tajoli, Nunzio Gallo, Luciano Pavarotti e Connie Francis.

Claudio Villa è famoso anche per l’interpretazione di Tutte le mamme, che è un altro must del filone. Vincitrice del Festival di Sanremo del 1954, era però in origine interpretata da Giorgio Consolini e Gino Latilla. «Son tutte belle le mamme del mondo/ quando un bambino si stringon al cuor/ son le bellezze di un bene profondo/ fatto di sogni rinunce e d'amor»: versi che sono il ringraziamento a una donna che cresce un figlio che poi andrà lontano.

LA NINNA NANNA DEL CHICCO DI CAFFÈ

Nella Ninna nanna del chicco di caffè presentata allo Zecchino d’oro del 1970, un bimbo consola la mamma stanca. «Dormono le case/ dorme la città/ solo un orologio suona e fa tic tac/ anche la formica si riposa ormai,/ ma tu sei la mamma e non dormi mai/ Ninna nanna mamma/ insalata non ce n'è;/ sette le scodelle sulla tavola del re./ Ninna nanna mamma/ ce n'è una anche per te/ dentro cosa c'è/ solo un chicco di caffè».

DALLA MAMMA ANNI 50 DI BENNATO A JOVANOTTI

Viva la mamma gridava Edoardo Bennato nel 1989. Il mondo stava cambiando e la genitrice era vista forse un po’ troppo come testimone del passato. «Viva la mamma/ Affezionata a quella gonna un po' lunga/ Così elegantemente anni cinquanta/ Sempre così sincera». È un momento di esultanza storica e ottimismo, e nel 1990 Jovanotti dice Ciao Mamma solo per farle sapere come si diverte. Toni decisamente diversi quelli usati solo due anni dopo, nel 1992, a Sanremo da Luca Barbarossa nella sua Portami a ballare. «Parlami di te/ di quello che facevi/ se era proprio questa/ la vita che volevi/ di come ti vestivi/ di come ti pettinavi/ se avevo un posto già/ in fondo ai tuoi pensieri». Ma i genitori vanno ringraziati tutti e due, diceva Cesare Cremonini nel 2002 in PadreMadre «Padre, occhi gialli e stanchi,/ Cerca ancora coi tuoi proverbi a illuminarmi/ Madre, butta I panni,/ E prova ancora, se ne hai voglia a coccolarmi,/ Perché mi manchi,/ E se son stato così lontano è stato solo per salvarmi!».

12 Maggio Mag 2019 1206 12 maggio 2019
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