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finanza
15 Marzo Mar 2011 1520 15 marzo 2011

Tremonti bond alla cassa

Prima Bpm. Poi Mps e Credito Valtellinese.

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di Edoardo Blosi

Sono stati i primi a chiedere i soldi, e adesso sono i primi a restituirli. Banco Popolare ha perfezionato il rimborso dei Tremonti bond, i titoli obbligazionari emessi il 31 luglio del 2009 a favore del ministero dell'Economia e delle Finanze. Si tratta di un “tesoretto” da 1,45 miliardi di euro che, durante la fase più acuta della crisi economica e finanziaria, ha permesso all'istituto di mantenere aperti i rubinetti del credito per i risparmiatori privati e le piccole e medie imprese (Pmi).
IN ATTESA DI RIMBORSO 2,6 MILIARDI. Anche se la crisi non è del tutto alle spalle, il Banco Popolare ha deciso dunque di voltar pagina, rimborsando interamente le obbligazioni (più circa 86 milioni di interessi a saldo), attingendo alle risorse ottenute con l'aumento di capitale da 1,9 miliardi, effettuato tra il 2010 e il 2011.
Adesso, la comunità finanziaria aspetta di vedere come si comporteranno gli altri tre istituti che, circa un anno e mezzo fa, hanno utilizzato “il salvagente” dei Tremonti bond. Sono il Monte dei paschi di Siena, che ne ha emessi per un valore di 1,9 miliardi di euro, la Banca popolare di Milano, esposta per 500 milioni, e il Credito valtellinese, per una cifra di 200 milioni. Totale: circa di 2,6 miliardi di euro, che sono ancora in attesa di rimborso.

Il caso Monte dei paschi di Siena

L'operazione più importante sarà indubbiamente quella del Monte dei Paschi di Siena. Di sicuro, l'istituto toscano rimborserà i Tremonti bond prima della scadenza naturale del 2013.
La data esatta dell'operazione e le sue modalità, però, rimangono ancora top secret. Il 18 febbraio scorso, il presidente Giuseppe Mussari ha negato di avere già in cantiere un aumento di capitale per la restituzione dei titoli, sottolineando che qualsiasi decisione in proposito sarà presa prima dell'estate.
L'EVENTUALITÁ DI RICAPITALIZZARE. Per gli analisti di Barclays Capital, non è detto però che la ricapitalizzazione sia una tappa obbligata. Secondo degli esperti della casa d'affari (che il 1 primo marzo hanno rilasciato una raccomandazione di acquisto sulle azioni Mps) l'istituto toscano potrebbe trovare altrove le risorse necessarie a rimborsare i titoli, per esempio vendendo una parte del patrimonio immobiliare, oppure dismettendo le partecipazioni nella Banca popolare di Spoleto e nella controllata Consum.it (società attiva nel credito al consumo), che vale almeno 750 milioni di euro. Di parere contrario sono però altri analisti, come quelli di Nomura, che si attendono da parte di Mps un aumento di capitale nell'ordine di 1 miliardo di euro.

L'incognita della Banca popolare di Milano

In una situazione analoga si trova la Banca popolare di Milano (Bpm). Anche per l'istituto meneghino, il presidente Massimo Ponzellini ha negato che vi sia in agenda una imminente ricapitalizzazione. Di fatto, però, l'aumento di capitale è stato già messo in conto da non pochi analisti come quelli di Intermonte, che ritengono possibile un'operazione da circa 500 milioni di euro, proprio con l'obiettivo di rimborsare i Tremonti bond. Per il Credito valtellinese, invece, l'appuntamento è rimandato al 2012. Il piano strategico della banca, infatti, ha messo in cantiere nel prossimo anno la restituzione dei 200 milioni di euro di obbligazioni. Non è previsto, almeno per adesso, un aumento di capitale giacché l'istituto dovrebbe ottenere una nuova dotazione di risorse per oltre 400 milioni di euro, grazie alla trasformazione in titoli azionari dei propri bond convertibili emessi negli anni passati.
QUASI 227 MILIONI ALLO STATO. Intanto, è ancora presto per tirare definitivamente le somme dei benefici portati in dote dai Tremonti Bond. Nel caso del Banco popolare, i vertici dell'istituto si dichiarano comunque soddisfatti: grazie all'emissione dei titoli obbligazionari a favore del ministero dell'Economia, la banca è infatti riuscita ad aumentare i propri impieghi alle famiglie e alle piccole imprese di circa il 7% nel 2010 e di una quota tra il 5 e il 9% nel 2009. Per quanto riguarda l'intero sistema creditizio, l'ultimo bilancio disponibile risale al luglio scorso ed è stato esposto di recente dal ministero in una relazione parlamentare. Grazie ai Tremonti bond, lo Stato ha incassato dalle banche quasi 227 milioni di euro d'interessi, mentre le linee di prestito alle piccole e medie imprese sono aumentati in totale del 7%, per una cifra di oltre 10 miliardi di euro.

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