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31 Marzo Mar 2011 1340 31 marzo 2011

Quanto ci costa la Vittoria

Spot emissioni flop: gli sprechi della Brambilla.

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Culturismo, più che turismo. Perché ci vogliono muscoli guizzanti e polmoni ben allenati per stare dietro allo zibaldone di iniziative, al cumulo di intuizioni, alla cascata creativa che fa capo all’ipercinetico ministro Michela Vittoria Brambilla. Eccola spuntare da una parte all’altra dell’Italia e non solo, instancabile come la pallina di un flipper che va a caccia di bonus: alla fiera, alla manifestazione, al convegno, all’inaugurazione, alla ricorrenza, davanti a un microfono, sopra un palco, dietro un cavaliere. Tutto si può dire tranne che difetti di fantasia, che abbia problemi di spazio nel cilindro da cui accende scintille sempre nuove, colpi a effetto per attrarre visitatori stranieri in Italia o far venir voglia agli italiani di riscoprire i loro antichi tesori.
TURISMO IN CALO DELLO 0,8%. Certo, il Paese è un perfetto spot di se stesso, una culla di meraviglie. Ma una spintarella non guasta. E certo, bisogna essere anche onesti, alcune idee proprio non convincono. Circa gli esiti, invece, non c’è margine per le opinioni: mentre la crisi piano piano si dirada, nonostante proclami che raccontano di rose e di fiori, sono le ombre a scavalcare le luci. Dice, impietosa, l’Istat: nel 2010, rispetto al 2009, i viaggi degli italiani sono diminuiti del 12,4%. l’Eurostat, cosa che interessa di più perché mette lo Stivale a confronto con le altre nazioni, registra in Italia un calo dello 0,8%, in controtendenza con l’Ue che segna un incremento del 2,8%.

Lo spot di Berlusconi per promuovere l'Italia

Dentro la brace, senza passare nemmeno dalla padella, ci sono tanti sprechi difficili da mandar giù e che, evidentemente, non hanno reso quanto preventivato. Era diventata una barzelletta nazionale il sito www.italia.it, con Francesco Rutelli che invitava i naviganti a raggiungere il Paese, con un inglese non proprio forbito fatto di please e visit, colmo di pause e punti interrogativi sulla reale utilità del filmato.
Erano costate 45 milioni di euro quelle pagine virtuali e furono chiuse senza gloria e senza rimpianti. Le ha riaperte la salvifica Brambilla, spendendo a quanto pare 8,6 milioni di euro e dimostrando che fare il webmaster, da queste parti, può essere un portentoso antidoto all’indigenza.
IL VIDEO INVITO DEL CAV. Oggi Rutelli è emigrato dal sito, ma digitando l’indirizzo la navigazione si blocca: appare una finestra e compare il sorriso largo di Berlusconi che nella lingua di Dante snocciola numeri e vanti che fanno grande il suolo patrio (guarda il video dello spot del premier). Al di là dell’obiezione ovvia, cioè che cosa mai potrà capire un inglese o un francese incuriosito da questo messaggio alla Stranamore, c’è da dire che il tempismo non è stato esattamente perfetto.
«Proprio in un momento in cui l’immagine del presidente del Consiglio è compromessa, sia in Italia che all'estero, a causa dei festini a luci rosse ad Arcore, è bene pensarci con attenzione se utilizzare o meno il premier Silvio Berlusconi in spot finalizzati alla promozione del turismo italiano. Lo spot pubblicitario della Brambilla è l’ennesimo atto teatrale di un governo ormai alla deriva», ha tuonato il responsabile Turismo dell’Udc Deodato Scanderebech.
UN SITO A COSTO ZERO. Fortuna che - dalle parti del ministero ne hanno fatto motivo di vanto - sia stato realizzato a costo zero. In passato non si era avuto cotanto privilegio: nell’estate 2009, per prevenire l’abbandono degli animali, la Brambilla aveva speso 180 mila euro solo per lo spot, senza contare dunque gli esborsi per manifesti, comunicazione e dintorni.

La mission dell'estate: salvare il turismo a Lampedusa

Gli animali sono un pallino di Maria Vittoria, alla pari del turismo: come non ricordare l’ordinanza che mostrava il disco verde agli amici a quattro zampe nei luoghi aperti al pubblico, uffici inclusi. Come uno scodinzolio o un abbaio in più possa spingere in su le presenze non è dato sapere, di sicuro al ministro non sono simpatici i nitriti del Palio di Siena che, tradizionalmente, catalizzano l’attenzione, attirano curiosi e muovono denaro.
«Se la Catalogna ha rinunciato alla corrida, anche noi possiamo rinunciare a qualche corsa o palio», ha proposto lei, per la gioia di una città che fa di una piazza del Campo stracolma il suo orgoglio maggiore. Insomma, mal di pancia a go go, come nel caso della proposta di un disegno di legge per finanziare - rullo di tamburi - il golf.
SOCIAL CARD SOTTO L'OMBRELLONE. «L’annuncio della Brambilla dimostra, qualora ce ne fosse stato bisogno, che il governo si occupa d’altro rispetto a quelli che sono i bisogni della gente», è stato un commento un po’ populista. Più pratici gli albergatori, che hanno sbottato denunciando per l’ennesima volta di essere stati abbandonati al loro destino. Ma la galleria è piena di capolavori, come l’incentivo per mandare i poveri in vacanza: una specie di social card sotto l’ombrellone. Intanto, per l’estate, il ministro ha già la sua ricetta pronta: salvare la stagione turistica in una Lampedusa prostrata dai continui sbarchi. Magari potrebbe dare lei per prima il buon esempio, visto che l’anno scorso è stata pizzicata sotto le coccole del sole della Costa Azzurra. Forza Italia non c’è più. E allora, Vive la France.

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