Grigio fumo

«Confindustria chieda dimissioni al Cav»

Bersani all'attacco. Brunetta: «No ai panettoni di Stato».

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Non è grigio solo il fumo del celeberrimo sigaro di Pierluigi Bersani, leader dell'opposizione, ma anche i suoi capelli, che in seguito appariranno più scuri. Gli uomini italiani però hanno molti timori, come mostra il sondaggio del sociologo Enrico Finzi, secondo cui il 79 per cento degli uomini italiani teme che la colorazione sia riconoscibile dalla gente e il 61 per cento che i capelli colorati diano un effetto non naturale.

Continua a far discutere la presa di posizione da parte del numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia, sugli industriali «mai così soli». E da maggioranza e opposizione giungono reazioni opposte.
BRUNETTA: «SI CHIAMA MERCATO». Il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, è partito da un approccio teorico: «Il concetto di solitudine non si configura con le logiche dell'economia», ha sottolineato, «si possono chiedere buone norme per il sistema, anche qualche aiuto a sostegno dell'export, poi però le imprese devono fare da sole, perché questo si chiama mercato».
Cosa dovevamo fare, si è chiesto Brunetta, «tornare al passato, ai panettoni di Stato? Alla logica degli incentivi, come quando i profitti della Fiat li prendeva Agnelli e le perdite Pantalone?».
Parole di pietra anche sulla vicenda Parmalat: «il governo avrebbe anche fatto a meno del provvedimento» antiscalata, ha commentato, se fossero scesi in campo «gli amici imprenditoriamici della Marcegaglia» e se ci fosse stata simmetria con la Francia.
BERSANI: «HA DESCRITTO LA REALTÀ». Di tutt'altro tenore l'intervento, in una intervista a Repubblica, del segretario del Pd, Pierluigi Bersani. «Emma Marcegaglia ha descritto la realtà», ha affermato Bersani, «Ma deve fare ancora un passo avanti perché non si può non vedere che l'ostacolo che impedisce di cambiare rotta è questo presidente del Consiglio, avvitato sui suoi problemi».
RIMUOVERE BERLUSCONI. Bersani ha poi auspicato la richiesta da parte di Confindustria della «rimozione» del «problema», ovvero di Silvio Berlusconi. Il leader del Partito Democratico ha respinto l'«accusa» rivolta a un'opposizione che «non incalza» il governo sui temi economici: «Quale altra forza di opposizione in Europa ha presentato il suo programma di riforme, esattamente quello che Bruxelles chiede ai governi. Sono 90 pagine, siamo pronti a discuterne anche con gli industriali».
Bersani si è anche detto «contrario» alla «nebulosità» della costituzione di un fondo per salvare l'italianità delle imprese considerate strategiche, «all'idea che c'é un fondo e che a decidere che farne sarà il ministro dell'Economia». Piuttosto,ad esempio su Parmalat, servirebbe «cercare un contrappeso nazionale ai francesi, ma soprattutto serve un piano industriale».

La replica di Marcegaglia

A streggo giro la replica di Marcegaglia alle parole di Bersani: «Non spetta a Confindustria fare valutazioni di questo tipo». A margine dell'inaugurazione del Salone del mobile a Milano, il numero uno degli industriali ha poi aggiunto che «Il nostro compito è richiamare sui temi della crescita della competitività».
«NON CHIEDIAMO AIUTI ALLO STATO». E ancora, sulla scia delle provocazioni di Brunetta: «Quando noi diciamo che siamo soli non chiediamo aiuti dallo Stato, tutt'altro. Noi ci siamo schierati a favore di una minore presenza dello Stato in economia». «Chiediamo solo», ha ribadito, «che ci siano scelte su fisco, innovazione, burocrazia, ricerca che sono poi le cose che ci permettono di essere produttivi».
Sempre in merito al governo, alla domanda se avesse sentito Berlusconi in questi giorni, ha spiegato che lo vedrà il 13 aprile «perché insieme annunciamo questo tema sulle reti d'impresa».

12 Aprile Apr 2011 1057 12 aprile 2011
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