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MILANO
18 Giugno Giu 2011 1500 18 giugno 2011

Gli amici di Porta Nuova

L'unione Catella-Ligresti-Micheli.

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Salvatore Ligresti.

C’è sempre più Salvatore Ligresti nel business della filiale italiana di Hines, colosso texano del real estate, guidata da Manfredi Catella. Hines Italia sgr, infatti, ha affidato a Immobiliare Lombarda, società del gruppo Fondiaria Sai e alla Coima, società della famiglia Catella, i servizi di property e facility management dei complessi immobiliari in corso di realizzazione nell’area di Porta Nuova, a Milano. Il team congiunto gestirà 26 edifici per oltre 450 mila metri quadri, di cui circa 150 mila di residenze, 230 mila di uffici, 52 mila di spazi commerciali ed espositivi, oltre ad aree comuni e parcheggi.
IL RIASSETTO DI HINES E L'ENTRATA DI LIGRESTI. Fornitore di servizi e allo stesso tempo committente. Da settembre 2010, Ligresti infatti risulta anche azionista di Hines con una partecipazione del 18%. Insieme con l'ingegnere, in occasione del riassetto di Hines Italia (che vede in testa Hines Capital e a cascata Hines Italia sgr e Hines Italia, società di sviluppo immobiliare) ha deciso di buttarsi nel mattone anche un altro protagonista della finanza italiana, Francesco Micheli, che ha preso il 5% della società attraverso la Francesco Micheli Associati.
Per la restante parte, l’azionariato di Hines sgr è formato da Catella, a cui fa capo il 10% e da Hines Capital che controlla il 67%. Hines sgr, attraverso i fondi che gestisce (Garibaldi, Varesine, Isola, Mhrec, Oro e Inpgi) e quelli per cui ha aviato la raccolta (Hines Italia value added fund e Hines Italian social fund) conta su un patrimono complessivo di 3 miliardi di asset, il che la rende, di fatto, il secondo operatore del mercato, dopo la Fimit di Massimo Caputi.
Il «modello Catella» prevede che questi fondi siano tra i principali finanziatori dei progetti che Hines Italia sviluppa. Ai tre mega cantieri sorti nell’area (Garibaldi-Varesine-Isola) fanno capo tre omonimi fondi chiusi gestiti da Hines sgr.

La presenza del gruppo americano negli interventi in Italia

Manfredi Catella.

Questo modello, viene replicato anche per tutte le altre iniziative su cui lavora il braccio italiano del gruppo americano. Il recupero delle ex Poste di via Ferrante Aporti, a Milano e l’intervento in Piazza Sturzo a Roma sono sostenuti, fra l’altro, dal fondo Mhrec, entrato nel portafoglio di Hines Italia a marzo 2011, insieme con fondo Oro, dopo l’acquisizione del ramo d’azienda fondi immobiliari di Prima sgr.
La Città del sole, operazione di recupero di 12 mila metri quadri dell’ex deposito Atac vicino alla stazione Tiburtina, nella Capitale, e l’operazione Blocco Est, nelle vicinanze di corso Como a Milano, invece, hanno alle spalle il fondo Inpgi Hines Fund.
Con l’ingresso in Hines sgr, Ligresti ha messo un piede anche nella 'parte bassa' della catena operativa di Hines verso l’Italia che, se percorsa a ritroso, riporta fino all’Hines european development fund, passando per una serie di veicoli lussemburghesi. Qui, Ligresti, è presente da più tempo.
A PORTA NUOVA IL NODO DEI RAPPORTI LIGRESTI-HINES. L’ingegnere, attraverso Milano Assicurazioni, detiene infatti una quota diretta del 29,56% di Isola Sca e il 32% di Garibaldi Sca; mentre, nel 2010, ha dismesso la partecipazione al 10% che possedeva nella ex Var Scs.
Questi sono i veicoli che controllavano le società Caprera, Isola e Varesine e che, dal 2009 a oggi, hanno conferito i progetti immobiliari, riuniti in Porta Nuova, ai fondi chiusi gestiti da Hines Sgr.
Il cantiere di Porta Nuova (290 mila metri quadrati, nell’ambito di un intervento immobiliare che ricongiunge, in un’unica soluzione urbanistica, i quartieri Isola, Varesine e Garibaldi) è il principale crocevia dei rapporti tra Ligresti e Hines. Anche se per risalire all’origine dei loro rapporti bisogna tornare al 2005, quando FonSai ha siglato un accordo strategico con la società guidata da Catella per lo sviluppo della Città della moda nell’area di riqualificazione dell’area urbana Garibaldi-Repubblica.
DUE MENTORI PER CATELLA. Manfredi Catella che, in passato, ha lavorato nei salotti della finanza internazionale (Jp Morgan, Heitman capital e Hsbc) in un’intervista a Il Sole 24 Ore, ha dichiarato che, dopo la scomparsa di suo padre, sono rimasti due mentori nella sua vita: Gerald Hines e Salvatore Ligresti.
Uno è patron del gruppo che la famiglia Catella rappresenta in Italia dal 1999. Il primo progetto di Hines in Italia è infatti stato realizzato in partnership con la Coima dei Catella ed è stato la ristrutturazione di un edificio in via Eginardo a Milano a cui sono seguiti la riqualificazione del complesso di Bergognone 53 e poi il progetto di Garibaldi Repubblica.
Ligresti, invece, in pochi anni è passato dall’essere semplicemente il proprietario di uno dei lotti a cui Hines era interessata per sviluppare i propri progetti a Milano (la Città della moda) a rappresentare uno dei partner più rilevanti del gruppo in Italia, anche se fino a oggi meno identificato rispetto al 42enne Catella, con gli interessi della società texana nella Penisola.

Micheli, il ponte con le banche e le assicurazioni

Francesco Micheli.

I forti rapporti tra Catella e Ligresti aiutano anche a capire come mai il business del mattone sia entrato nel radar degli interessi di Francesco Micheli. Il finanziere di Parma è uno storico consulente della famiglia dell’ingegnere. In particolare questi rapporti si sono cementati nel 2002 quando Micheli, insieme con Jp Morgan chase e Interbanca fu chiamato da Ligresti a rilevare al posto della controllata Sai la quota di controllo di Fondiaria che doveva essere acquisita dalla Montedison. Conquistata la Fondiaria, anche in seguito al riacquisto del pacchetto passato temporaneamente a Micheli, Ligresti ha mantenuto con il finanziere un rapporto fortissimo che adesso si è riflesso anche nell’ingresso in Hines.
Quando a settembre 2010, Catella ha commentato con i giornali l’alleanza con Micheli lo ha definito «una fonte d’ispirazione fondamentale» in particolare per il ruolo che potrà avere «nella collaborazione con primari gruppi bancari, assicurativi e industriali per la strutturazione di operazioni complesse».
MILANO E LA TRASFORMAZIONE AI TEMPI DI PISAPIA. Da un lato c’è la finanza. Dall’altro, invece, la politica. I rapporti di Micheli con i sindaci milanesi Gabriele Albertini e Letizia Moratti sono stati molto buoni. Ma ora che sotto la Madunina il vento è cambiato Micheli potrebbe essere l’uomo perfetto per costruire nuovi ponti con Palazzo Marino.
Dopo il successo elettorale di Giuliano Pisapia al primo turno, Micheli non ha infatti esitato a far sentire la propria vicinanza e il proprio sostegno all’avvocato, rilasciando una significativa intervista al Corriere della sera. Le cronache del post amministrative, tra l’altro, hanno raccontato anche di una cena ristretta, organizzata sempre dal finanziere, per presentare il candidato Pisapia agli immobiliaristi che stanno trasformando lo skyline di Milano. E al party, naturalmente, c’era anche Catella.

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