Sciopero 110630161536

Cameron delude il pubblico

24 arresti fra i gli scioperanti a Londra.

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da Londra

Un fiume di persone il 30 giugno è tornato a invadere le vie di Londra, ma stavolta non c'era nessun matrimonio o compleanno da celebrare. L'entusiasmo del royal wedding è svanito da tempo e due mesi dopo quel bagno di buoni sentimenti il popolo inglese è tornato in strada per alzare la propria voce contro il governo di David Cameron.
L'atmosfera è quella di un tuffo nel passato, quando l'Inghilterra riscoprì la militanza per scioperare contro l'allora governo conservatore di Margaret Thatcher. Oggi al potere ci sono altri, ma la rabbia che serpeggia nei cortei è la stessa.

24 arresti fra i manifestanti

A dimostrarlo è anche il fatto che 24 manifestanti sono stati arrestati nell'area di Whitehall, nel centro della Capitale.
Secondo SkyNews, 24 manifestanti che partecipavano al corteo dei dipendenti del pubblico impiego anti-austerity sono stati portati al commissariato dopo episodi di scontri isolati nel quartiere dove hanno sede i ministeri.

L'85% delle scuole di Inghilterra e Galles sono rimaste chiuse

Il maxi sciopero dei dipendenti pubblici inglesi contro l'austerity di Cameron.

Circa 750 mila lavoratori del pubblico impiego hanno infatti incrociato le braccia in Gran Bretagna per protestare contro la riforma delle pensioni proposta dal governo conservatore. A Westminster e di fronte a Downing Street, il centro del potere politico del Regno Unito, le organizzazioni sindacali si sono compattate in quella che loro stesse hanno definito «la più grande protesta dei lavoratori che si sia mai vista nel Regno Unito dallo sciopero generale del 1926».
CAOS A HEATHROW. L'intero settore pubblico del Paese si è fermato, specialmente quello dell'istruzione: 600 mila insegnanti hanno incrociato le braccia e l'85% delle scuole sono rimaste chiuse in Inghilterra (dove le lezioni non hanno avuto luogo in ben 11 mila istituti) e Galles. Ma non solo: molti altri addetti al pubblico impiego - dalle guardie costiere al personale carcerario - sono confluiti nel cuore nel cuore della capitale, per sfogare la propria rabbia. E il 90% dei poliziotti addetti ai call center, stando a quanto dichiarato da Scotland Yard, ha aderito alla manifestazione.
Serrande abbassate anche per uffici di collocamento e tribunali. Migliaia di viaggiatori sono rimasti bloccati a Heathrow, visto che i dipendenti della Uk Border Agency, l'agenzia che si occupa dei controlli immigrazione alle frontiere, hanno deciso di scendere in piazza.

In piazza contro i tagli: 81 miliardi di sterline entro il 2015

I cortei nel cuore di Londra.

Il destinatario delle proteste è chiaro: il governo conservatore di David Cameron, reo di aver annunciato tagli per 81 miliardi di sterline entro il 2015 e una riforma delle pensioni che non va giù ai dipendenti pubblici. .
I manifestanti non ne vogliono sapere di una manovra che prevede il congelamento dei loro stipendi, l'allungamento dell'età lavorativa e oltre 330 mila licenziamenti.
LA LOTTA PER LE PENSIONI. Come Jo Habib, insegnante 52enne della Pimlico School, che si è sfogata con Lettera43.it: «Il governo dovrebbe tagliare le pensioni dei parlamentari, non quelle della gente comune». Marciava al fianco di tante colleghe ugualmente arrabbiate. Con una voce sola hanno concluso: «Questo è solo l’inizio della nostra protesta, continueremo anche nei prossimi mesi. Vogliamo una vita dignitosa dopo il lavoro e possiamo averla solo con delle pensioni oneste».
A soffrire per le misure di austerity di Cameron sono anche coloro che sui banchi ci vanno ancora, o ci devono mandare i propri figli. Le tasse universitarie sono aumentate di 3 mila sterline in un colpo solo, spingendo le rette fino a 9 mila pound all’anno: un livello insostenibile per la classe media in difficoltà.
LA PROTESTA NELLE UNIVERSITÀ. Lo sanno bene anche i professori. Patrick Ainley, docente alla Greenwich University, si è lasciato andare: «Dovremmo fare fronte comune, noi e gli studenti. Unire questa protesta alla loro». È il famoso patto generazionale: «Anche se io sono anziano, sono qui per il futuro dei miei giovani colleghi».
La vera partita si gioca però lontano dai riflettori. I rappresentanti sindacali che hanno chiamato la gente alla mobilitazione sono consapevoli che dovranno trattare con il governo con cui da settimane cercano un accordo.

30 Giugno Giu 2011 1506 30 giugno 2011
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