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Crisi, la Cina smentisce l'acquisto di Btp italiani

Scopo della missione era valutare possibili investimenti industriali.

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La Cina il 13 settembre ha ribadito «la sua piena fiducia nell'economia europea e nell'euro» aggiungendo che «l'Europa continuerà ad essere uno dei maggiori mercati per gli investimenti stranieri della Cina». Ma ha poi smentito di essere interessata all'acquisto di titoli di Stato italiani. Come confermato anche dal premier Silvio Berlusconi, l'interesse sarebbe solo per possibili investimenti industriali. La delegazione cinese, composta da una ventina di persone e dall'ambasciatore cinese in Italia, aveva incontrato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti come sorta di introduzione alla Cassa Depositi e Prestiti, con la quale sarebbero stati avviati contatti per studiare iniziative di equity comuni, non ancora definite, e che potrebbero riguardare il pacchetto di 5-6 tipologie fondi attualmente gestiti da Cdp, con diverse finalità.
SVILUPPARE IL COMMERCIO. La portavoce del ministero degli esteri cinese Jiang Yu ha detto che per risolvere correttamente i problemi del debito sovrano europeo, è «di vitale importanza mantenere stabile lo sviluppo mondiale della finanze e del commercio, così come l'economia globale». «Noi», ha continuato la Jiang che non ha risposto sulla questione italiana, «sosteniamo gli sforzi dei paesi europei a risolvere la crisi del debito e crediamo che essi rafforzeranno il coordinamento e prenderanno misure per indirizzare nel giusto modo le questioni relative».
COOPERAZIONE CON L'EUROPA. Per la portavoce, Pechino spera di espandere la cooperazione con i paesi dell'Unione europea nelle aree del commercio, investimenti e finanza, per affrontare insieme le sfide. Il governo cinese ha chiesto a quelli europei di prendere tutte le misure concrete per assicurare gli investimenti di Pechino in Europa.
ESPERTI DIVISI. L'ipotesi di un eventuale acquisto di Btp italiani ha diviso gli economisti e gli esperti cinesi. Secondo Fan Gang, ex-consulente della Peoples Bank of China, la banca centrale di Pechino, la Cina «deve considerare» quest'ipotesi. Infatti «un investimento in questo tipo di titoli ha attualmente un alto valore relativo, può comportare dei rischi, ma se il prezzo è veramente basso, dobbiamo considerarlo».
RISCHIO TROPPO ALTO. Ye Tan, un professore di economia e commentatore per alcuni giornali, sostiene che se la Cina decidesse un investimento di questo tipo «non sarebbe una sorpresa». «Ma», ha proseguito, «il momento non è favorevole perché il rischio è troppo alto. L' evoluzione della crisi europea non è ancora chiara, è troppo presto per dire che la situazione non peggiorerà. Ritengo che una scelta migliore potrebbe essere quella di investire nelle infrastrutture o nella cooperazione industriale».
Wu Xiaoling, vicepresidente del Comitato per la finanza e l'economia dell'Assemblea Nazionale del Popolo, il Parlamento cinese, ritiene che «aiutare l'Italia sarebbe positivo per la Cina e per il mondo. L'Italia deve risolvere i suoi problemi, ma il mondo deve concedere all'Italia tempo e fiducia».

13 Settembre Set 2011 2030 13 settembre 2011
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