Financial Times.

Debito, Italia chiama Cina

Colloquio tra Tremonti e gli investitori di Pechino sui Btp.

  • ...

L'Italia guarda alla Cina e si augura che Pechino possa attivare significativi acquisti di bond e investimenti in società strategiche. A confermare l'indiscrezione, anticipata dal Financial Times, il ministero del Tesoro italiano che ha spiegato che il 6 settembre scorso Giulio Tremonti ha incontrato una delegazione di investitori cinesi, tra cui Luo Jiwei, presidente di China Investment Corp (Cic), uno dei maggiori fondi sovrani al mondo e la Safe, che gestiscono assieme i 3.200 miliardi di dollari di riserve valutarie estere cinesi.
Via XX settembre non ha però specificato il tema dei colloqui, svelati dal Ft, secondo cui l'incontro ha riguardato l'acquisto di titoli pubblici da parte di Pechino (leggi l'editoriale).
FT: IL 4% DEL DEBITO ITALIANO È CINESE. La visita dei cinesi era stata anticipata da un vertice infomale in Asia tra alcuni rappresentanti romani e i vertici del fondo Cic e la State administration of foreign exchange (Safe), che gestisce le riserve estere cinesi.
Cic uno dei maggiori fondi sovrani del mondo, è stato creato nel 2007 con un capitale di 200 miliardi di dollari e asset per 410 miliardi di dollari.
Secondo il quotidiano britannico, il 4% dei 1.900 miliardi di dollari di debito italiano è nelle mani della Cina. «La crisi», ha infatti scritto il Ft, «ha spinto l'Italia a considerare la possibile vendita di quote strategiche in Enel ed Eni».

L'accordo italo cinese spinge Wall Street

Vittorio Grilli, attuale direttore generale del Tesoro.

La notizia dell'incontro tra il Tesoro italiano e Cic, anticipata dal Financial Times, ha intanto permesso un recupero dell'euro contro il dollaro, salito a quota 1,3660, negli scambi a Wall Street. Il Dow Jones ha chiuso le contrattazioni del 12 settembre salendo di 0,63%, a 11.060,97 punti. Il Nasdaq è avanzato dell'1,1%, a 2.495,09 punti. Lo S&P 500 ha messo a segno un progresso di 0,7%, a 1.162,27 punti.
La possibilità di un investimento cinese, è scritto sul quotidiano economico, «arriva in un momento critico per l'Italia, con i mercati che chiedono rendimenti sempre più alti per acquistarne il debito, che è previsto salire quest'anno al 120% del Pil, risultando in Eurolandia secondo solo alla Grecia».
I TIMORI DI TREMONTI. Tremonti aveva espresso in diverse occasioni i suoi timori di una eventuale colonizzazione cinese dell'Europa, ma «è costretto a cercare nuove alternative» con la crisi del debito e il monito della Banca centrale europea (Bce) che ha avvertito che non può continuare ad acquistare bond in modo indefinito.
Gli analisti si mostrano cauti sull'esito delle negoziazioni con la Cina: «Nonostante le numerose espressioni di fiducia di Pechino su Grecia e Portogallo, gli acquisti di bond dei Paesi periferici di Euolandia sono stati limitati», hanno rivelato al Ft. La Cina, oltre a controllare il 4% del debito pubblico italiano, è il maggior creditore estero americano (1.000 miliardi di dollari).
AI CINESI SI OFFRE ENI ED ENEL. La nuova offerta dei rappresentanti del governo italiani prevede, oltre ai titoli di Stato, anche quote di azionariato delle maggiori società del Paese, come Eni ed Enel.
Un ulteriore passo dei cinesi nel debito italiano darebbe una boccata di ossigeno ai mercati e allo spread che lo scorso lunedì 12 settembre ha sfondato i 400 punti.

13 Settembre Set 2011 0700 13 settembre 2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso