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Borse, spread fuori controllo

Btp-Bund a quota 442 punti. Piazza Affari sprofonda a -6,8%.

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Milano, Piazza Affari.

Dopo il lunedì nerissimo, un primo novembre di passione. Piazza Affari ha chiuso le contrattazioni a -6,8%, attestandosi a 14.928,24 punti base e bruciando in una sola giornata ben 22 miliardi di euro di capitalizzazione. La Borsa milanese aveva fatto peggio solo in tre occasioni: il 6 ottobre 2008 (-8,24%), l'11 settembre 2001 (-7,57%) e il 10 ottobre 2008 (-7,14%).
Martedì 1 novembre, Piazza Affari è stata la peggiore nel Vecchio continente insieme ad Atene (-6,92%). Proprio dalla Grecia è partita la tempesta, con la decisione di George Papandreou di rinviare unilateralmente l'applicazione dell'accordo Unione europea (Ue) e di demandare la scelta a un referendum popolare.
L'Italia, nell'occhio del ciclone, è stata la prima a essere trascinata a fondo. A picco i bancari, ancora una volta messi sotto pressione dall'esplosione del differenziale tra Btp e Bund tedeschi. Intesa SanPaolo ha perso il 15,8% a 1,08 euro, Unicredit il 12,44% a 0,74, Monte dei Paschi il 10,2% a quota 0,30.
FITCH SPAVENTA I MERCATI. Lo spread fra il Btp e il Bund tedesco è schizzato immediatamente a 440 punti rispetto ai 407 punti della chiusura del 31 ottobre per poi attestarsi in una forchetta tra i 432 e i 435 punti base. La corsa è stata frenata solo da un intervento della Bce (nel primo giorno di mandato di Mario Draghi come presidente) sui titoli del Tesoro. Un tentativo reso vano dal comunicato dell'agenzia di rating Fitch, che ha definito il referendum greco una «minaccia per la stabilità dell'Eurozona», dando per certa, nel caso di vittoria del no, la fuoriuscita di Atene dall'euro.
LO SPREAD SFONDA QUOTA 450 PUNTI. Lo spread ha così sfondato quota 450 e ha continuato la sua corsa inesorabile fino a 455 punti, macinando record su record minuto dopo minuto. Il differenziale ha chiuso a quota 442. Cifre che, secondo alcuni calcoli, significano un aumento pari a circa 4-5 miliardi di euro l'anno della spesa per interessi.
Il rendimento del Btp decennale è volato dal 6,29% al 6,33% in meno di 20 minuti, avvicinandosi pericolosamente a quella soglia del 6,5%-7% ritenuta da tutti gli analisti il punto di non ritorno. Nel momento in cui Grecia, Irlanda e Portogallo hanno oltrepassato questo confine, sono stati costretti a chiedere un salvataggio esterno.
RECORD PER I BUONI A DUE E CINQUE ANNI. Non solo, sotto pressione sono finiti anche i titoli del Tesoro a due e a cinque anni, che hanno segnato nuovi record storici. Il rendimento del biennale è schizzato al 5,67% sul mercato secondario, mentre quello del quinquennale al 6,28%.
In quest'ultimo caso lo spread col Bund a cinque anni si è allargato a 532 punti base. E i credit default swap sull'Italia, i contratti derivati con cui ci si protegge dal rischio default, sono volati al record storico di 491 punti sulla piattaforma Cma. Mentre il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani ha rassicurato sulla sostenibilità del debito e Palazzo Chigi smentiva le indiscrezioni su un'intesa per ricevere aiuti dalla Russia di Vladimir Putin.

La febbre greca contagia banche e assicurazioni. Wall Street in difficoltà

Non solo Piazza Affari: tutti i listini europei hanno seguito a ruota e hanno segnato ribassi anche superiori ai tre punti percentuali sui timori per la situazione del debito pubblico dell'Eurozona, in testa Parigi e Francoforte.
A pesare è da una una parte la decisione di Papandreou di rinviare unilateralmente la procedura della realizzazione dell'accordo, annunciando lo svolgimento del referendum, dall'altra l'aumento dei tassi d'interesse dei titoli di Stato italiani, che hanno ribaltato ogni elemento di stabilità.
FRANCIA E GERMANIA A PICCO. Dopo un avvio pesante, nella capitale francese l'indice Cac40 ha ceduto il 5,38% a 3.068,33 punti e il Dax di Francoforte il 5% a 5.834,51.
A metà giornata, l'Europa è sprofondata: Parigi e Francoforte crollate a -5%. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse del Vecchio continente: Londra -2,46%, Parigi -5,38%, Francoforte -5%, Amsterdam -3,76%.
Male anche Wall Street: al gong di chiusura nelle piazze europee, il Dow Jones cedeva il 2,14%, lo S&P 500 il 2,51% e il Nasdaq Composite il 2,46%..
SPREAD PARIGI-BERLINO A 121 PUNTI. L'annuncio choc del premier greco ha fatto impennare gli spread di tutti i Paesi meridionali dell'Eurozona. Oltre all'Italia, infatti, è volato il differenziale di rendimento tra i Bonos spagnoli e il Bund fino a toccare i 384 punti base. Lo spread del Portogallo è balzato a 996 punti; anche la Francia è stata trascinata nel calderone con lo spread Parigi-Berlino che si è allargato a 121 punti, con il rendimento del decennale francese raggiunge il 3,02%.
DEXIA A -15%, SOCIÉTÉ GÉNÉRALE -14,3%. In picchiata le banche e le assicurazioni europee. Dexia ha ceduto il 15,2%, Societé Generale il 14,3%,, Alpha Bank il 12,5%, Bank of Ireland l'11,2%, Credit Agricole l'11,35%, Banco Comercial Portuguese l'11,6%, Unicredit il 10,6%, National Bank of Greece il 10,5%, Bnp Paribas il 10,3%.
Tra gli assicurativi sono crollati Ing Group (-11,6%), Axa (-11,3%) e Allianz (-8,7%). I timori di una nuova recessione hanno colpito anche le auto, unico settore che, insieme a banche e assicurazioni, ha ceduto più del 6%. Renault ha perso il 7,8%, Peugeot il 6,9%, Daimler il 6,9%, Porsche il 6,5%.

1 Novembre Nov 2011 0958 01 novembre 2011
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