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Tobin tax, ok di Obama

G20, intesa con Sarkozy sulla tassa globale. Barack dice sì.

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Nicolas Sarkozy, Angela Merkel, Barack Obama e David Cameron prima dell'inizio del vertice G20 a Cannes.

Una tassa sulle transazioni finanziarie: Francia e Stati Uniti sono tornate a parlare al G20 di una misura finora fortemente osteggiata da Washington.
Lo ha annunciato il presidente francese Nicolas Sarkoky al termine del bilaterale con il presidente Usa, Barack Obama, parlando di «un punto in comune». La tassa sulla quale si sono divisi Paesi e istituzioni è tornata così sul tavolo dei Grandi anche se la Casa Bianca, dopo il colloquio Sarkozy-Obama, ha frenato, sottolineando che il presidente americano ha solo detto di «condividere l'obiettivo di assicurare che il settore finanziario contribuisca a risolvere la crisi».
Soggette all'imposta sarebbero tutte le transazioni, in mercati organizzati o fuori borsa, su strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, derivati e prodotti strutturati), ovvero banche, imprese di investimento, assicurazioni, fondi pensione, agenti di borsa, fondi speculativi.
DALLA TASSA, 57 MILIARDI ALL'ANNO. Cittadini e imprese ne sarebbero esenti, visto che non si applica a prestiti ipotecari e bancari, contratti di assicurazione o premi assicurativi e attività finanziarie svolte tipicamente da persone fisiche o piccole imprese.
Per ridurre il rischio di turbative dei mercati e di delocalizzazione, la Commissione europea ha proposto un'aliquota minima per obbligazioni e azioni dello 0,1% e per i derivati dello 0,01%. Gli Stati possono aumentarla, e per chi ne ha già introdotta una qualche forma occorre solo uniformarsi.
L'obiettivo é quello di far pagare al settore della finanza il suo prezzo della crisi. Bruxelles ha calcolato che la tassa sulle transazioni finanziarie potrebbe valere circa 57 miliardi di euro l'anno.

Obama applaude l'Europa: «Fatti importanti passi in avanti»

Barack Obama e Nicolas Sarkozy al G20 di Cannes.

Nel corso della mattinata di giovedì 3 novembre il presidente statunitense ha fatto il punto della situazione prima con Sarkozy, trovando anche il tempo per uno scambio di battute col presidente francese sulla neonata Giulia Sarkozy, e poi con la cancelliera tedesca Angela Merkel.
I leader europei lo hanno aggiornato sull'incontro avuto il 2 novembre con il premier greco George Papandreou prima dell'inizio dei lavori del G20 (leggi quanto costa). Obama si è detto soddisfatto della direzione intrapresa dal Vecchio continente.
Secondo il presidente Usa, «l'Europa ha compiuto importanti passi in avanti per risolvere la crisi finanziaria», ha commentato assicurando l'impegno degli Usa a un lavoro congiunto per rafforzare la crescita globale. «La cosa più importante in questi giorni sarà quella di risolvere la crisi finanziaria qui in Europa».
OMAGGIO ALLA MERKEL. Il piano europeo va attuato «in maniera piena e decisa, non solo per assicurare la stabilità della zona euro ma anche quella del sistema finanziario mondiale», ha dichiarato il presidente Usa al termine dell'incontro con la cancelliera tedesca alla quale ha reso omaggio scongiurando le frequenti critiche per le sue prese di posizione. «Senza la leadership di Angela», ha sottolineato Obama, «non si sarebbero compiuti i progressi fatti al vertice europeo del 27 ottobre».
Le criticità hanno assunto le sembianze di Paesi come Italia e Spagna nell'analisi di Ben Rhodes, vice consigliere alla sicurezza nazionale del presidente Usa. Ecco perché dal G20 devono essere compiuti «passi chiari» per evitare il contagio ai Paesi più esposti e creare una «barriera antincendio».
LA RIPRESA IN SEI PUNTI. Nel primo giorno di incontri, il G20 ha lavorato a un «piano in sei punti per rafforzare le basi della crescita». L'allarme lanciato è quello di una «economia globale entrata in una nuova e difficile fase».
I Paesi del G20 mirano a sostenere la ripresa a breve termine e ricostruire la stabilità del settore finanziario e bancario. «Questo», spiega la bozza, «deve essere adeguatamente capitalizzato e avere sufficiente accesso alla raccolta. Le banche centrali continueranno a fornire la liquidità necessaria ali istituti di credito». I Paesi, quindi, si impegnano a portare avanti un mix di misure di bilancio e monetarie per assicurare la ripresa.

Calderon (Messico): «Lo yuan tra le cause della crisi»

Il presidente messicano, Felipe Calderon, destinato ad assumere la presidenza del G20 dopo la Francia ha criticato la sottovalutazione della moneta cinese, lo yuan, responsabile, a suo parere, dei gravi squilibri economici. «Assistiamo a troppe manipolazioni dei tassi di cambio», ha detto parlando al B20, il Business Forum che si svolge a Cannes parallelamente al G20, «e questo provoca enormi squilibri negli scambi e nell'economia ed è la causa più importante della crisi economia attuale a livello globale».
Sulle correlazioni globali e sugli squilibri economici internazionali si è espresso anche il premier giapponese, Yoshihiko Noda, secondo il quale la priorità è evitare che in Europa si verifichi una «reazione a catena» che avrebbe un impatto negativo sull'economia globale. «Non dobbiamo permettere che il settore finanziario affondi, con l'economia reale che ne soffrirebbe enormemente», sottolineando come sia necessario fare di tutto per «iniettare capitali nel sistema bancario».
CAMERON: «RAFFORZARE FMI». Il premier britannico David Cameron ha rivelato: «Sono qui per appoggiare l'economia britannica. Quando il mondo attraversa una crisi, è giusto pensare di rafforzare l'Fmi», il Fondo Monetario Internazionale. «Nessun governo ha perso soldi prestando soldi all'Fmi», ha aggiunto Cameron. «Non c'è assolutamente nessun rischio per il contribuente britannico di vedere l'Fmi svolgere il proprio ruolo. È la posizione che abbiamo sempre appoggiato».
La Russia si è detta «pronta a partecipare ai programmi di supporto finanziario» per l'Eurozona tramite il Fondo Monetario Internazionale. Lo ha detto il presidente russo, Dimitri Medvedev, parlando al B20. Medvedev ha sottolineato che però «la responsabilità è nell'azione dei governi. Occorre verificare de le decisioni prese siano sufficienti per stabilizzare la zona euro».
FIDEL CASTRO ATTACCA IL G20. Fidel Castro, in un articolo pubblicato dalla stampa ufficiale cubana ha definito il G20 di Cannes una riunione «dell'oligarchia multimilionaria». Il lìder maximo accusa i Paesi più ricchi, con gli Stati Uniti in testa, di cercare di «monopolizzare le tecnologie ed i mercati attraverso i brevetti, le banche, i mezzi più moderni e costosi di trasporto, il dominio cibernetico dei processi produttivi complessi, il controllo delle comunicazioni e dei mezzi di informazione di massa, per ingannare il mondo».
E ha poi aggiunto: «Ora che gli abitanti del pianeta sono 7 miliardi, gli stati che partecipano al summit rappresentano solo una ogni sette persone, che a giudicare dalle imponenti proteste in Europa e negli Stati Uniti non sono molto felici, mettendo a rischio la sopravvivenza della nostra specie».

3 Novembre Nov 2011 1905 03 novembre 2011
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