2010

L'Economist: «Italia, ora devi cambiare spiaggia»

Il settimanale: «Scioccati da Silvio, Mario Monti delizierebbe i mercati».

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Nel 2010, Silvio Berlusconi perde l'appoggio di Gianfranco Fini. Il presidente della Camera decide di uscire dal Popolo della libertà e fonda il suo gruppo Futuro e libertà. Intanto il Cavaliere si rende protagonista del caso Ruby. La minorenne marocchina Karima El Mahroug fu salvata dal premier grazie a una telefonata: il Cav sostenne che la ragazza fosse la nipote dell'allora presidente egiziano Hosni Mubarak.

Quanto gli mancherà, Silvio: il settimanale britannico The Economist ha fotografato così il cambio al vertice dell'Italia: «Addio Silvio, benvenuto Monti».
Dopo 10 anni di copertine (guarda la fotogallery) il giornale ha dedicato al presidente del Consiglio italiano un eloquente titolo: 'That's All, Folks'. È finita, ragazzi. Ovvero l'espressione-simbolo della sigla di coda dei cartoni animati della Warner Brothers.
L'analisi dedicata all'epopea berlusconiana è stata molto severa.
«SCIOCCATI DAI SUOI COMPORTAMENTI». «L'Economist ha sostenuto da tempo che Berlusconi fosse inadatto a governare», si legge. «Ma persino noi siamo rimasti scioccati nel vedere come, mentre la crisi dell'euro si stava avvicinando all'Italia, egli abbia dedicato il suo tempo alle feste e ai giochi politici e abbia accantonato la necessità di fare le riforme».
E ora? Forse c'è ancora qualche speranza. «Senza Berlusconi», ha scritto l'Economist, «l'Italia ha ancora una possibilità. Il suo debito, benché alto, è stabile. Non ha patito una bolla immobiliare e il conseguente crollo del sistema bancario. Gli italiani sono dei buoni risparmiatori e gli introiti fiscali del governo non dipendono troppo dalla finanza o dalle proprietà. Prima di applicare il pagamento degli interessi, l'Italia può persino godere di un avanzo primario».

Secondo il settimanale la nomina di Mario Monti delizierebbe i mercati

That's all, folks. È finita, ragazzi. Con queste parole, riferimento alla sigla di coda dei cartoni animati della Warner Bros, l'Economist ha fotografato l'uscita di scena di Silvio Berlusconi dedicando alle vicende italiane la copertina del suo numero di metà novembre 2011.
«Senza Silvio Berlusconi l'Italia ha ancora una possibilità», si legge nell'editoriale sulla crisi italiana.

Le buone notizie però sono finite qui. «Nulla ora può evitare una crisi del debito in Italia». Secondo l'Economist i tassi sul denaro che l'Italia prende in prestito resteranno comunque «superiori a prima della crisi».
Per evitare il peggio la Banca centrale europea dovrebbe impegnarsi a proteggere l'Italia e le banche europee senza se e senza ma. «Se la Bce riesce a creare uno spazio d'azione, i politici devono convincere il mondo che le democrazie dell'eurozona hanno la capacità di gestire i loro debiti e attuare le riforme».
«SERVE PERÒ UNA GRANDE MAGGIORANZA». E qui, nel caso dell'Italia, è entrato in gioco Mario Monti. «La sua nomina delizierebbe i mercati», ha suggerito il settimanale.
Che, però, ha sottolineato anche l'importanza di una «grande maggioranza» a suo sostegno in parlamento. «Tale governo provvisorio», è la conclusione, «avrà una parte da giocare nei prossimi mesi. Ma le riforme dovranno essere protratte per anni. E questo richiede, più di ogni altra cosa, legittimità democratica».
«L'ITALIA DEVE SALVARSI». Quindi le elezioni. «Perché l'euro sopravviva serve che l'Italia si salvi». In questo senso la 'promessa' uscita di scena di Berlusconi può offrire agli italiani, secondo l'Economist, la possibilità di lasciarsi alle spalle anni di stagnazione, «sociale, economica e politica».
«È ora di cambiare spiaggia», ha sintetizzato il settimanale.

10 Novembre Nov 2011 2013 10 novembre 2011
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