Guardia Finanza 111111123532

La banda del falso bio

Sequestrate 2.500 tonnellate di prodotti ingannevoli.

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Una mega truffa nel settore dei prodotti alimentari biologici è stata scoperta dalla guardia di finanza di Verona. I militari hanno sequestrato 2.500 tonnellate di prodotti alimentari che venivano spacciati come bio, e scoperto un giro di fatture false per oltre 200 milioni di euro.
Tra la merce sequestrata frumento, soia, favino, farine e frutta fresca. Secondo le indagini, i sette arrestati hanno immesso sul mercato circa 700 mila tonnellate di prodotti non biologici ma venduti come tali, che corrispondono al 10% dell'intero mercato nazionale per un valore di 220 milioni di euro.
SETTE ARRESTI IN CINQUE CITTÀ. Sette le persone finite in manette. Luigi Marinucci, 63 anni, di Angiari (Verona), legale rappresentante della Sunny Land Spa e della Società Agricola Marinucci; Davide Scapini, 43, di Sona (Verona), socio al 49% e direttore commerciale della Sunny Land oltre che rappresentante di altre aziende; Angela Nazaria Siena, 39, di San Severo (Foggia), rappresentante della Bioecoitalia srl e di altre aziende nel settore agricolo-cereale.
Ma anche Andrea Grassi, 45, di Argenta (Ferrara), consulente e rappresentante di aziende agricole; Michele Grossi, 36, di Fano (Pesaro-Urbino), direttore regionale Marche dell'Organismo di Certificazione e controllo di suolo e salute; Stefano Spadini, 46, genovese, residente a Monte Cerignone (Pesaro-Urbino), consulente della Direzione Regionale Marche di Suolo e salute; Caterina Albiero, 47, di Salizzole (Verona), socio accomandatario della Bioagri sas e rappresentante legale de La Spiga srl.
Gli arresti, disposti dal giudice per le indagini preliminari di Verona, sono stati eseguiti nella città veneta e a Ferrara, Pesaro, Urbino e Foggia. L'accusa è di frode in commercio, associazione per delinquere, falso materiale ed emissione di fatture inesistenti.

Morana: «Nessun allarmismo». E Coldiretti chiede più controlli

Tra gli alimenti sequestrati, «in alcuni casi sono state riscontrate presenze di prodotti addirittura banditi dalla Comunità europea, e non adatti neppure per il consumo umano», ha spiegato Biagio Morana, direttore della sede di Verona del Servizio repressione frodi del ministero per le Politiche Agricole.
«Tuttavia, non bisogna fare allarmismi: i livelli riscontrati nelle analisi non devono destare preoccupazione, perché conta la concentrazione di prodotti assunti». I controlli sono stati svolti dal laboratorio di Catania e da altri centri.
Morana ha precisato che «le analisi hanno stabilito che si trattava di cibo non ammesso, o addirittura bandito dal Regolamento Europeo sull'agricoltura biologica 834 del 2007».
UN ITALIANO SU DUE COMPRA BIO. Più della metà metà degli italiani acquista prodotti biologici, un segmento di mercato in continua crescita (+11,5% consumi primo quadrimestre 2011), con un fatturato più che triplicato nell'arco di un decennio (da meno di 1 miliardo nel 2000 a oltre 3 miliardi).
A fronte di questi dati, secondo Coldiretti, diventa sempre più importante «non abbassare la guardia sul fronte dei controlli, anche alla luce di un aumento del 49% delle importazioni nel 2010».
Nonostante la crisi e la generale contrazione dei consumi, il bio ha continuato a espandersi anche nel 2011 (analisi Coldiretti su dati Ismea Ac Nielsen relativi al primo quadrimestre del 2011). Aumenti record si sono registrati in particolare per prodotti come la pasta (+35%), il latte (+ 32%), le mozzarelle (+83%), i cracker (+54%) e i formaggi freschi e spalmabili, addirittura raddoppiati (+101%).
L'Italia, ricorda l'associazione agricola, detiene la leadership europea per numero di operatori certificati (47,663 al 1 gennaio 2011, -1,7%) e per ettari di superficie coltivati secondo il metodo biologico (111.3742 ettari, +0,6%).

6 Dicembre Dic 2011 1351 06 dicembre 2011
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