«Serve un'altra manovra»

Tremonti: «Quella di Monti ha troppe tasse».

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«È molto probabile che ci sia un'altra manovra. Io penso che non sia giusto farla» (i provvedimenti di Mario Monti: leggi). Lo ha detto, ospite di Lucia Annunziata su Rai3, l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti (il suo ruolo nelle nomine del governo tecnico: leggi).
Tremonti ha aggiunto: «Il giudizio su un governo, in questa fase in Europa, lo danno l'Europa o i mercati». E a suo avviso il giudizio sul governo Monti, dopo la manovra, non è esattamente lusinghiero: «Oggi purtroppo contano molto più i mercati che l'Europa, e non mi risulta che tutti questi effetti sui mercati ci siano stati», ha detto infatti Tremonti.

«Ho in serbo un libro e un programma politico»

L'ex titolare di via XX settembre ha proseguito il suo colloquio televisivo con Lucia Annunziata affermando: «Ho avuto un po' di tempo per finire un libro in uscita a gennaio. Nel libro», i cui proventi dovrebbero finire in beneficenza, «c'è un programma politico. Non è il mio, spero sia quello di altri».
E quanto al momento politico, ha commentato: «Penso che tutto sia in grande movimento. Una fase di grande cambiamento. Non credo che le elezioni possano essere decisive».
«DUE SCHEDE ELETTORALI PER I GIOVANI». Ma Tremonti ha alluso a una riforma del sistema elettorale: «La settimana prossima ho intenzione di presentare una proposta di modifica della Costituzione per dare ai giovani fino a 40 anni due schede, il doppio voto. Non si può restare in un sistema bloccato dalla vecchiaia. Almeno per 10 anni i giovani devo avere due voti invece di uno».
«MARCHIONNE O MONTI? STILI DIVERSI». La decisione da parte dell'economista di indossare un maglione blu in stile Marchionne («Ma io lavoro in proprio», la sua battuta) ha suggerito forse ad Annunziata una domanda in linea con alcune recenti riflessioni del Financial Times: è Marchionne o Monti il vero riformatore del Paese? «Fanno due mestieri diversi», ha detto Tremonti.

«Con Berlusconi ho ottimi rapporti»

«In termini personali e umani sono e sono sempre stati buoni», ha detto l'ex ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, dei rapporti con Silvio Berlusconi: «All'ultimo vertice a Cannes il rapporto non solo personale ma sulla serietà degli impegni si era ristabilito».
Tremonti ha però sottolineato invece che nell'ultima fase del Governo Berlusconi si era aperto un confronto tra «due linee della politica» e ha parlato di una prima fase nella quale «era di tutti la linea del rigore e della serietà», condivisa da presidente del Consiglio e dall'intera maggioranza. E di una seconda fase quando «da maggio in poi, perse le elezioni amministrative» si è diffusa anche la linea che «si potevano rivincere le elezioni riducendo le tasse al buio, ritirando la manovra, mettendo frustate».
«MA SULLA MANOVRA CI DIVIDEMMO». Si diceva, nel racconto di Tremonti: «Ci vuole coraggio e non prudenza. Ma essendo chiaro che la crisi stava diventando sempre più grave ed era forse il momento di mettere ancora più prudenza, e in quel momento di considerare il coraggio come incoscienza».

«Con le tasse, il governo colpisce i deboli»

La manovra «dal lato delle tasse è troppo sbilanciata su Iva, benzina, bolletta, casa, addizionali. Questo vuol dire che colpisce tutti e incide soprattutto dal lato basso invece che dal lato alto», ha detto Tremonti ad Annunziata.
«PATRIMONIALE? NON È IL MASSIMO». La giornalista gli ha allora chiesto se sia contrario a una patrimoniale e l'ex titolare delle Finanze ha risposto: «Come ha detto Monti c'è già da una parte ed e difficile farla dall'altra parte. Ha detto che intende farla e che ci sono due anni per studiarla. Nel frattempo temo che ci siano effetti negativi, come fuga di capitali o altro. Credo che una patrimoniale per finanziare la spesa corrente non sia il massimo, ma non è un problema cosa doveva essere, vediamo cos'è: se lei è un pensionato fa bingo. Si ritrova la bolletta, il pieno di benzina, la casa, il riscaldamento, le addizionali, e tra poco anche l'Iva. Tutto questo per me è eccessivo. Il rigore poteva essere fatto soprattutto riducendo la spesa pubblica come avevamo noi in programma».
Quanto alla questione se avrebbe votato la manovra qualora fosse potuto andare alla Camera, Tremonti l'ha elusa sostenendo che è inutile ragionare sulle ipotesi, ma ha detto anche che non gli sembra contenere elementi di crescita e sviluppo.
«IO AVREI RIDOTTO LA SPESA. LORO AUMENTANO LE IMPOSTE». Anche con il vecchio governo, ha detto Tremonti, «una manovra andava fatta: l'avremmo fatta diversa, per deleghe e non per decreto, riducendo la spesa invece che aumentando le tasse».
Sulle pensioni, invece, l'economista ha dichiarato: «Il sistema delle pensioni italiane era ed è, secondo l'Europa, uno dei più equilibrati e stabili. La grande questione non è quella delle pensioni».
«SI LIBERALIZZI CIÒ CHE NON È VIETATO». Non condivisibile del tutto, parlando di lotta all'evasione, gli è parsa invece l'abrogazione della «norma chiave che prevedeva il coinvolgimento dei comuni, dei governi locali».
E sul fronte delle liberalizzazioni e del sostegno alla crescita, «il mio consiglio», ha detto, «è di non partire dalle norme sulla liberalizzazione settore per settore ma introdurre in costituzione il principio della libertà, introdurre la libertà dall'alto e non dal basso, libertà su tutto ciò che non è vietato».

Bersani replica: «Più dignitoso il silenzio»

«Da parte di Tremonti era più dignitoso il silenzio degli ultimi giorni che le parole del 18 dicembre. Davvero incredibile che chi ci ha portati qui si rimetta a favoleggiare come se nulla fosse».
Questa è stata la rapida risposta del segretario del Partito democratico o Pd Pierluigi Bersani alle opinioni che l'ex ministro ha affidato a microfoni e telecamere di Rai3, mentre all'interno del medesimo schieramento democratico più tagliente è stato il sarcasmo di Sandro GOZI (PD): «SENZA VERGOGNA». Gozi: «Tremonti è senza vergogna», ha detto Gozi, argomentando: «Spiega ora la ricetta per uscire dalla crisi dopo non aver fatto nulla in tre anni da ministro dell'Economia. Assente in Aula il giorno della manovra, pensavamo che si fosse messo in una giusta quarantena politica e parlamentare», ha continuato Gozi.
«Invece il co-responsabile del disastro italiano torna a dare lezioni su come uscire dalla crisi, salvo non avere non averne azzeccata una quando aveva l'incarico di guidare l'economia del nostro paese. Per l'Italia un Monti in Europa vale molto di più di Tre», ha ironizzato Gozi.

Critico anche Bondi: «Non è stato onesto»

Ma a non condividere la linea polemica tremontiana, anche se per motivi diversi, è anche il suo ex collega nel Consiglio dei ministri Sandro Bondi, che ha affermato: «Ho il dovere di dire che le dichiarazioni di Tremonti rilasciate nel corso della trasmissione condotta da Lucia Annunziata non rendono conto in maniera onesta e corretta del confronto che vi è stato sui provvedimenti economici nel corso di tutta la durata del governo Berlusconi».
«SOLO TREMONTI ERA CONTRO IL RIGORE». La motivazione è presto detta: «Solo Tremonti, a quanto mi risulta, ha espresso dei no, immotivati e rivelatisi poi anche sbagliati, nei confronti dell'operato degli altri ministri del Popolo della libertà o Pdl, i quali peraltro hanno sempre agito nel nome del rigore e delle riforme. Allo stesso modo gli stessi esponenti del Pdl, a quanto mi risulta, esprimono nei confronti del governo Monti delle posizioni responsabili e coerenti, a volte critiche ma sempre propositive e costruttive, nell'ambito di una crisi economica molto grave, rispetto alla quale lo stesso Tremonti non può ritenersi estraneo alla stregua di un distaccato commentatore. L'unica differenza con il passato è che oggi la capacità di ascolto e di rispetto per le posizioni di tutti è assai aumentata».

18 Dicembre Dic 2011 1535 18 dicembre 2011
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