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12 Gennaio Gen 2012 0902 12 gennaio 2012

La Carlina di ferro

Chi è Cantone, l'agguerrito segretario dei pensionati Cgil.

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Chi la conosce di persona, a Pavia, la definisce «un carro armato sovietico». Energica, schietta, con un modo di fare verace ma in salsa padana, Carla Cantone, segretario generale del Sindacato pensionati italiani, costola della Cgil, ha dato - e si può scommettere darà - filo da torcere al ministro del Welfare Elsa Fornero e a tutta la compagine tecnico-professorale al governo.
«Il vero problema non è dove investire», ha tuonato il 10 gennaio dal salotto di Ballarò di Floris, «ma è la mancanza di soldi da investire, mancano i risparmi e quelli che ci sono già si assottigliano». «La crescita economica del Paese non dipende dall'aumento dell'orario di lavoro», ha aggiunto senza giri di parole, «ma dalla possibilità di salvaguardare i salari». Solo da questo punto è possibile, e doveroso, ripartire.

Laurea in psicopedagogia e l'ingresso nel sindacato

Carla Cantone, segretario generale della Spi Cgil.

Capelli rosso acceso, corti e leggermente cotonati, viso tondo e rassicurante, la Cantone ha il look tipico della sciura della bassa lombarda e i suoi modi di fare semplici e spicci, che restano immutati sia che si trovi davanti a una telecamera della Tivù o nel salotto dell'amica, la trasformano nella Jessica Fletcher del sindacato, la persona a cui tutti si rivolgono per risolvere i problemi quotidiani, sicuri di ottenere il risultato sperato.
Una praticità, la sua, che l'ha spinta, subito dopo la laurea in psicopedagogia, a lavorare al Policlinico di Pavia, impegnandosi contemporaneamente come volontaria nei corsi delle 150 ore dedicati al raggiungimento del diploma degli operai. Nel 1971 si iscrisse alla Cgil entrando nel consiglio dei delegati del San Matteo. Da quel momento le sue battaglie non sono più finite.
LA «CARLINA» DI PAVIA. Se la ricordano ancora la Cantone alla segreteria Cgil di Pavia, dove nel 1977 diventò segretario provinciale per la Funzione pubblica. Appena si fa il suo nome, in sede tutti ancora rispondono «ah, sì la Carlina». Ma anche questo incarico fu solo un passaggio. Nel 1984 arrivò la prima vera sfida. La Fillea di Pavia, il sindacato generale degli edili, la volle come responsabile della contrattazione nel settore cemento, laterizi, lapidei ed edilizia.
Anche qui Cantone lasciò la sua impronta. Parlando in dialetto con i muratori riuscì ad abbattere i muri e i preconcetti. In più il contesto non era certo facile visto che il tema della sicurezza sul lavoro era ancora agli albori.
CHIAMATA DA COFFERATI A ROMA. La 'Carlina' rimase per due anni. Nel 1986, passò dalla provincia alla città. Lasciò Pavia per trasferirisi a Roma, chiamata alla segreteria nazionale della Fillea da Sergio Cofferati dove rimase fino al 2000, anno del suo approdo alla Segreteria nazionale della Cgil.
ALLO SPI DAL 2008. Proprio l’attenzione ai temi del lavoro e della contrattazione le è valso l’ultimo salto di carriera. L’11 giugno 2008 è stata eletta dal Comitato direttivo nazionale segretario generale del Sindacato pensionati italiani.
Come Susanna Camusso, la prima donna della Cgil, Cantone non molla l'osso. «Le priorità di questo Paese devono essere la crescita, lo sviluppo e il lavoro», ha detto in una recente intervista. «Anche per questo diciamo: nessuno tocchi l’articolo 18».
«Il tema prioritario», ha continuato, «non può e non deve essere la cancellazione dei diritti, in un Paese dove ci sono 2 milioni di disoccupati e oltre 5 milioni di persone che vivono in una condizione di precarietà occupazionale». Donna Elsa è avvertita. Visto che «il sindacato dei pensionati non rinuncerà né oggi né domani a rivendicare il diritto a vivere in un Paese migliore, più giusto e più equo».

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