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Grattacieli di crisi

La loro costruzione pare preannunciare la recessione.

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La Willis Tower di Chicago, 578 metri.

Da sempre i grattacieli sono il simbolo del progresso, dei passi avanti della tecnica e anche della prosperità economica di una nazione. Dall’Home insurance building di Chicago, ultimato nel 1885 e primo grattacielo della storia, fino al Burj Khalifa di Dubai, inaugurato nel 2010, che con i suoi 828 metri d’altezza è l’edificio più alto del mondo, l’uomo ha trovato nella conquista del cielo, con il ferro e il cemento, uno degli elementi della modernità.
IL PRIMATO ALL'ASIA. Dagli Stati Uniti, per lungo tempo pionieri degli skyscraper, lo scettro è poi passato all’Asia, soprattutto Cina e Paesi del golfo Persico, dove le città continuano a crescere. Soprattutto in altezza.
Eppure i nuovi grattacieli potrebbero non essere un barometro affidabile della salute dell’economia, e trasformarsi nel preludio di una recessione. A questa conclusione è arrivato un rapporto di Barclays Capital, che ha esaminato il caso di 18 edifici con il primato mondiale in altezza collegandoli a 10 diverse recessioni. Gli esperti del centro di ricerca della banca d’investimento non hanno dubbi: ogni costruzione record è stata seguita, nel breve periodo, da una crisi finanziaria.
DALLA WILLIS TOWER ALLE PETRONAS. Il report abbonda di esempi. La Willis tower di Chicago (prima conosciuta come Sears tower), completata nel 1973 e alta 517 metri, è stata fino al 1998 l’edificio più alto del mondo e la sua costruzione ha anticipato di poche settimane la crisi petrolifera dovuta all’interruzione della distribuzione di greggio decisa dai Paesi dell’Opec che, unita a una già fragile economia globale, spinse l’Occidente in recessione.
L’inaugurazione delle Petronas twin towers di Kuala Lumpur, alte 452 metri e completate nel 1998, ha invece segnato di uno dei più gravi crolli delle valute asiatiche.

L'esuberanza e la forza prima della caduta

Il Burj Khalifa di Dubai, 828 metri.

Sostenuti da un boom economico e dalla disponibilità di credito a basso costo, ha spiegato l’autore del rapporto Andrew Laurence, gli imprenditori sono spinti a costruire grattacieli sempre più avveniristici.
Secondo Lawrence anche i grattacieli del Regno Unito, come quelli degli Stati Uniti, dell’Asia e del Medio Oriente rappresentano proprio il modello di esuberanza architettonica che precede una caduta economica.
LA RINCORSA BRITANNICA. Si prenda per esempio il completamento della Tower 42 al numero 25 di Old Street broad, nel cuore del quartiere finanziario di Londra, poco prima della recessione dei primi Anni 80. Con i suoi 196 metri e 47 piani, la Tower 42 è stata più alta della Gran Bretagna fino al 1991, prima che fosse completata la One Canada Square, alta 262 metri per 50 piani, che ha preceduto la crisi finanziaria dei primi Anni 90.
One Canada Square è destinata a perdere il primato entro la fine dell'anno, quando la Shard of glass sarà terminata nella zona di London Bridge.
Con 333 metri e 72 piani la torre Shard è stata a lungo motivo di orgoglio per i londinesi, perché sarà l'edificio più alto dell’Unione europea, ma forse, leggendo il rapporto di Barclays Capital, saranno portati a cambiare idea.
OCCHI PUNTATI SULLA CINA. E se i modelli descritti nella relazione si ripetono negli anni, un po’ come specchio dei cicli economici, già si scommette su Cina e India. «Gli investitori dovrebbero prestare particolare attenzione alla Cina, e alla prossima bolla», è scritto nel rapporto.
È c'è da preoccuparsi, visto che la metà dei 124 grattacieli in costruzione nel mondo si stanno realizzando in Cina, dove questo tipo di edifici aumenterà dell’87%. Mentre in India i grattacieli più alti di 240 metri passeranno da due a 16 nei prossimi cinque anni.
Se la prossima recessione dovesse partire da Cina e India, il rapporto firmato da Andrew Laurence suonerà profetico.

13 Gennaio Gen 2012 0959 13 gennaio 2012
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