Lavoro, solo per figli di

Da Giovanni Monti a Luigi Passera: le carriere assicurate.

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Li hanno bollati come «mammoni» incapaci di abbandonare la famiglia. «Sfigati» che non riescono a laurearsi prima dei 30 anni. O bamboccioni col pallino del posto fisso, liquidato addirittura come «monotono».
Verso i giovani italiani, politici e ministri non si sono di certo mostrati clementi. Peccato che la predica non fosse rivolta ai loro pargoli. Perché, a ben guardare, i curricula di alcuni figli illustri abbassano decisamente la media della disoccupazione italiana.
I BUONI GENI DI SILVIA. Silvia Deaglio, figlia del ministro del Welfare Elsa Fornero e dell’economista e giornalista Mario Deaglio, 37 anni, insegna Medicina all’università da quando ne aveva 30 ed è da poco associata a quella di Torino, dove insegnano mamma e papà, con sei anni di anticipo rispetto alla media di accesso a tale ruolo.
Magari è solo frutto di una buona eredità genetica ma lei, a 24 anni, mentre molti suoi coetanei lottavano per un 18 e i più fortunati si addentravano nella giungla di stage, ha ottenuto un incarico presso il Beth Israel Deaconess Medical Center di Harvard.
E il suo percorso smentisce anche un altro luogo comune, quello che l'Italia sia solo un Paese per vecchi. Perché nel 2010, quando era agli inizi della carriera accademica, Silvia è stata nominata capo unità di ricerca allo Hugef, finanziato dalla Compagnia di San Paolo, di cui all'epoca era vicepresidente mamma Elsa Fornero, che evidentemente crede molto nei giovani, anche se li spinge a non farsi illusioni.

Da Monti a Cancellieri jr, un percorso «monotono»

Di posti fissi ne ha girati tanti Giovanni Monti, 39 anni, figlio del premier. Forse, proprio vedendo il figlio agitarsi così tanto da una (prestigiosa) scrivania all’altra il padre si sarà sentito in diritto di offrire il prezioso consiglio ai tanti giovani che non capiscono la «monotonia» di un contratto a tempo indeterminato.
GIOVANNI, RAGAZZO PRODIGIO. Nel 2009, il giovane rampollo era entrato negli uffici di Collecchio della Parmalat, dove è stato chiamato direttamente dall’alto commissario straordinario Enrico Bondi, per occuparsi di business development. Percorso di studi perfetto, tra laurea in discipline economiche e sociali alla Bocconi, dove il papà è stato presidente, e master alla Columbia University.
Un ragazzo prodigio, perché non molto dopo i 20 anni era già associato alla banca d’affari Goldman Sachs dove, caso vuole, Monti senior ricopriva il ruolo apicale di international advisor. Ha poi svolto consulenze per la Bain & Company ed è stato assunto prima da Citigroup e, poi, da Morgan Stanley. A Natale è scoppiato il giallo sul licenziamento del giovane manager da parte di Parmalat-Lactalis. L’azienda ha smentito limitandosi a dichiarare che Monti jr aveva dato le dimissioni.
PIERGIORGIO, DA UNICREDIT A SAI. Un altro che di posti ne ha girati tanti è Piergiorgio Peluso, figlio di Annamaria Cancellieri, ex prefetto e ministro degli Interni. Nato a Roma nel 1968, è laureato alla Bocconi, anche lui in Scienze economiche e sociali. Da lì è stato difficile davvero stargli dietro.
A 24 anni (fatidica età) ha cominciato a lavorare nella contabilità dell'Arthur Andersen. Poi è arrivato il posto in Mediobanca, dove ha ricoperto il ruolo di senior financial analyst, ma la sua crescita esponenziale l'ha portato anche a ricoprire ruoli di responsabilità in Aeroporti di Roma, Gemina, Credit Suisse First Boston, Capitalia e Unicredit, per approdare alla scrivania di direttore generale presso Fondiaria Sai.
Chissà se il compenso di 500 mila euro all’anno lo convincerà a fermarsi.

Da Costanza Profumo a Luigi Passera, una carriera internazionale

Un curriculum di tutto rispetto può vantarlo anche Costanza Profumo, figlia di Francesco, ministro dell'Istruzione, università e ricerca. Si è laureata in Architettura nel 2008 al Politecnico di Torino, università di cui era rettore il padre e, dopo alcuni stage, è volata a New York, dove ha guadagnato un posto nello studio di Daniel Libeskind, l'architetto chiamato a riportare in vita il cratere di Ground Zero.
Anche i figli di Corrado Passera, ministro dello Sviluppo, non se la passano male. In particolare Luigi e Sofia, nati dal primo matrimonio, sembrano avviati a un futuro brillante.
Il primo soprattutto, anche lui bocconiano, che ha completato gli studi all'ateneo di Hong Kong e alla Fudan University. Dopo uno stage alla Piaggio in Vietnam, ha cominciato la carriera nella multinazionale chimica Procter & Gamble.
La seconda - più giovane - è ancora agli esordi nel lavoro: si è laureata in Medicina a Roma e sta preparando l'esame di Stato in pediatria.
GNUDI NELLO STUDIO DI FAMIGLIA. È stata inserita direttamente nello studio di commercialisti di famiglia, dopo un master in Olanda, Maria Maddalena, una delle tre figlie dell’ex presidente dell’Enel, Piero Gnudi, attuale ministro del Turismo.
La seconda, Elisabetta, è entrata a Nomisma, società di consulenza fondata nel 1981 da un gruppo di economisti, tra cui Romano Prodi. La terza, Elsa, lavora in campo pubblicitario.
Lavora nello studio di famiglia anche Eleonora, 35 anni, figlia del ministro della Giustizia Paola Severino e dell'avvocato Paolo di Benedetto.
Carlo Clini, figlio del ministro dell’Ambiente Corrado, si è trasferito invece a Bruxelles dove coordina alcuni progetti per la Regione Veneto.
MICHELA CATRICALÀ, UNICA PRECARIA. L'unica precaria, tra i figli del governo, è Michela Catricalà, 26 anni, figlia del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio.
Dopo la laurea è entrata in Terna come impiegata di non elevato livello e con contratti a termine. La sola, a quanto pare, a non sentirsi monotona.

8 Febbraio Feb 2012 1405 08 febbraio 2012
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