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L'OPINIONE
17 Febbraio Feb 2012 1233 17 febbraio 2012

Prodi in Cina: «L'euro rimane e si rafforza»

Per l'ex presidente, l'Ue ha iniziato a uscire dalla recessione.

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Romano Prodi.

Romano Prodi, in visita a Pechino, ha dato un'immagine ottimista della recessione dell'Eurozona e della crisi dell'euro.
Secondo l'ex presidente della Commissione Europea, infatti, la moneta unica è destinata a restare attiva e non solo: per l'Ue ha previsto l'uscita dalla crisi, addirittura rafforzata dalla recessione.
Il tutto, secondo Prodi, grazie anche agli aiuti della Cina, che sono stati confermati il 16 febbraio dallo stesso presidente Hu Jintao al presidente dell'Unione Europea Herman a Van Rompuy.
PRODI: «L'ITALIA HA UN GOVERNO CREDIBILE». Romano Prodi ha parlato il 17 febbraio di fronte a una platea di studenti e professori della China-Euro business international school di Pechino, sottolineando anche che l'Italia ha finalmente un «governo credibile che ha riportato il deficit sotto controllo».
Nell'escludere qualsiasi possibilità di default, l'ex premier ha elogiato il ruolo della Cina che deve «agire con intelligenza». «Per qualche anno» ha affermato, «non ci sarà una riforma sostanziale del sistema monetario internazionale» data la condizione di generale debolezza dell'economia internazionale e dei timori degli Usa.
Secondo Prodi: «La Cina è pronta a diversificare le sue riserve ma ha bisogno di decisioni europee a lungo termine, come la riforma del Trattato. Ma l' idea che venga su un cavallo bianco a salvare l'euro è assolutamente ingenua».
L'EURO HA IMBOCCATO LA VIA GIUSTA PER RAFFORZARSI. Tornando a esprimersi sull'euro, l'ex presidente del Consiglio italiano ha sottolineato che la moneta «ha funzionato bene fino a due anni fa» ma poi ha subito gli effetti della recessioni finanziaria internazionale e di quella della Grecia.
Le prospettive che ha esposto di fronte alla platea cinese sono state però positive: «si è imboccata la via giusta» secondo l'ex premier, soprattutto grazie al compromesso tra Germania e la Francia e con il nuovo ruolo che ha assunto la Banca centrale europea.
«Nessuno ha interesse ad una sparizione dell' euro» ha concluso Prodi, «la Germania perché l' euro le ha fruttato un surplus senza precedenti, i Paesi del sud Europa perché sarebbero travolti da un' inflazione terribile e gli Usa perché sono ancora loro in una situazione incerta e in un anno elettorale».

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