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Soldi: tu muori, io guadagno

I tedeschi investono su anziani malati. Ma i profitti languono.

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Il boarding della Deutsche Bank a una conferenza. Al centro, il presidente uscente Josef Ackermann.

Per chi, anche da vecchio, ha un rapporto disincantato con la morte, scommettere sui malati attempati può essere un business, in tempi di crisi. Morire si muore sempre, magari anche prima, senza le cure garantite dalle assicurazioni mediche: un po' come succede agli anziani americani ridotti sul lastrico.
Così, nel 2007, l'«affare bomba» proposto da Deutsche Bank ai risparmiatori tedeschi era investire sui cosiddetti 'bond morte'. I consulenti delle filiali spronavano i clienti a far fruttare i propri soldi nei cosiddetti fondi Kompass Life 1 e 2 dell'istituto, che speculavano su pacchetti di assicurazioni di fine vita, affidate da migliaia di americani alla gestione di hedge fund e banche private. Il guadagno del risparmiatore era legato a doppio filo alla vita dei sottoscrittori della polizza vita. Prima moriva più incassava. Ma gli investimenti non sempre sono andati a buon fine.
IL FONDO DB KOMPASS LIFE 3. A 72 anni suonati, persino il medico di base aveva invitato Andreas (il nome è di fantasia), tedesco cardiopatico, a seguire i consigli del consulente: «Da ora in poi, morire, anche per te, è normale».
Invece, il caso vuole che Andreas e la moglie siano ancora vivi. Così come parecchi degli anziani americani sui quali la coppia aveva investito i suoi risparmi. Così, negli anni, i loro 16 mila euro vincolati nel Db Kompass Life hanno maturato interessi risibili.
Ma c'è a chi, in Germania, è andata ancora peggio. Con le assicurazioni sul fine vita di Deutsche Bank qualcuno ci ha rimesso l'osso del collo: gli sconosciuti pazienti che, negli Usa, sarebbero dovuti morire a giorni, respirano ancora. E, anziché desistere dall'offrire dubbie speculazioni Oltreoceano, con il fondo Kompass Life 3 l'istituto di Francoforte ha fatto danni ancora maggiori. Proponendo ai correntisti di scommettere direttamente sulla vita e sulla morte di un gruppo di (presunti) malati terminali.

I bond morte sui 500 anziani americani

Una filiale della Deutsche Bank.

Così, nel 2010, la Deutsche Bank si è spinta anora più in là. Invece di limitarsi a rilevare le assicurazioni della terza età, la banca ha lanciato uno spregiudicato investimento: scommettere senza intermediari sulla salute di «500 cittadini Usa dai 72 agli 85 anni», contattati regolarmente da una società di monitoraggio americana, incaricata dalla banca tedesca.
Via l'ingombro delle assicurazioni, nell'ultimo “gioco” si punta direttamente sulle condizioni fisiche del panel d'interessati.
SI PUNTA SUI “MALATI TERMINALI”. Se questi vivono al massimo 12 mesi oltre le previsioni mediche, i rendimenti schizzano al 6%. Se, viceversa, dopo 38 mesi non sono ancora morti si perde la metà dei soldi versati. Se il decesso avviene tra i 12 e i 38 mesi, gli investitori tornano più o meno in pari.
Chi siano, nel dettaglio, questi americani terminali su cui circa 10 mila piccoli risparmiatori tedeschi hanno scommesso 700 milioni di euro, non è dato saperlo per motivi di privacy. Si sa solo in che Stato americano abitano e che le previsioni dell'istituto di Francoforte si basano su alcune tabelle di mortalità, stilate con complessi calcoli statistici.
IL RICHIAMO A DEUTSCHE BANK. Contattata da Lettera43.it, Deutsche Bank ha preferito non rispondere: «Non possiamo esprimerci su dati che interessano i nostri clienti», hanno replicato dalla sede centrale.
Il momento, in effetti, è delicato come non mai. A febbraio, lo scandalo sui bond morte è esploso dopo che, oltre al solito lamentarsi dei risparmiatori, in Germania ha fatto la voce grossa la Bankverband, l'Associazione che difende gli interessi delle banche tedesche, denunciando il Db Kompass Life 3 come un fondo che «lede il principio inviolabile della dignità umana».

Zero profitti: i risparmiatori contro Deutsche Bank

Josef Ackermann, presidente della Deutsche Bank.

Cinicamente parlando, però, oltre alle fondamenta dell'etica i bond morte hanno scosso le tasche degli investitori.
Proprio come i vecchi titolari delle assicurazioni - sui quali molti istituti finanziari, non solo la Deutsche Bank, speculano da tempo -, infatti, neanche i 500 moribondi oggetto di scommesse muoiono mai. E i profitti scarseggiano.
È inoltre curioso che, nel Db Kompass Life 3, i risparmiatori siano legati non a compagnie d'assicurazione ma alla medesima Deutsche Bank. È l'istituto di Francoforte che ha selezionato il panel e stilato le classifiche di mortalità. Ed è la Deutsche Bank che, in sintesi, per far vincere i suoi correntisti, dovrebbe rimetterci parte dei soldi: possibile?
I RISPARMIATORI FANNO CAUSA A DB. Puzza abbastanza a centinaia di piccoli risparmiatori che, sul piede di guerra, hanno fatto causa alla banca. Come i 200 mila titolari dei Db Kompass Life 1 e 2, gli investitori del terzo pacchetto si sentono truffati.
All'avvocato Tilman Langer, i suoi 30 assistiti hanno raccontato di aver ricevuto dai consulenti informazioni vaghe, al momento dell'investimento, e di non essere mai stati consapevoli della natura del fondo. La Deutsche Bank, viceversa, ha dichiarato di aver illustrato a tutti, sin dall'inizio, i rischi e le chance dell'occasione.
DEUTSCHE BANK IN CONFLITTO D'INTERESSI. Come che sia, il problema, ha spiegato a Lettera43.it Langer, «non è solo etico, ma giuridico. Le tabelle dell'istituto non sono chiare, i soggetti interessati vivono chiaramente più a lungo. E vengono pagati, per essere controllati regolarmente».
A monte, poi, c'è il palese conflitto d'interessi tra la banca e i suoi investitori: «È davvero difficile che, per i risparmiatori, si riveli un buon affare». Al richiamo verbale della Bankverband, infine, non seguirà alcun blocco delle scommesse, né un rimborso delle perdite subite. Un risarcimento, ha concluso Langer, «ci sarà solo se, in sede legale, la Deutsche Bank perderà le cause in corso. Al più presto, non prima della fine del 2012».

21 Febbraio Feb 2012 0930 21 febbraio 2012
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