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CREDITORI INTERNAZIONALI
8 Marzo Mar 2012 1754 08 marzo 2012

Grecia, swap centrato: 75%

Raggiunto il tetto di adesioni: ok al taglio del 53% del debito.

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La cancelliera tedesca Angela Merkel con il premier greco Lucas Papademos.

La cancelliera Angela Merkel aveva ostentato ottimismo, alla fine ha avuto ragione.
Lo swap dei titoli greci è riuscito: secondo quanto reso noto dal governo di Atene, la partecipazione dei creditori privati all'operazione di scambio ha superato il 75% (secondo fonti ben informate è stato sfondato l'80%).
Secondo l'Unione europea era sufficiente raggiungere una soglia del 66% per evitare il default, ma Atene pretendeva un'adesione pari ai tre quarti dei creditori. Le operazioni si sono concluse alle 21 di giovedì 8 marzo, a mercati finanziari chiusi.
IL BRINDISI DOPO IL MARTEDÌ NERO. Tuttavia le Borse del Vecchio continente, che per la paura ellenica avevano bruciato 188 miliardi di euro nell'ultimo martedì nero, hanno cavalcato con ottimismo le indiscrezioni positive che trapelavano dagli ambienti finanziari: Piazza Affari ha chiuso in positivo (Ftse Mib: +1,62%) e lo spread Btp-Bund è sceso ai minimi da settembre 2011.
TAGLIO DEL 53,5% DEL VALORE NOMINALE. Alla ristrutturazione del debito, che prevede un taglio del 53,5% del valore nominale di titoli in portafoglio e il loro scambio (swap) con titoli a più lunga scadenza, hanno aderito i detentori di almeno 155 miliardi di euro. Una quota pari per l'appunto al 75% dei 206 complessivi che rientrano nel programma di concambio concordato tra Atene e l'Istituto di Finanza Internazionale (o Iif, l'insieme dei creditori internazionali).
VIA LIBERA AGLI AIUTI PER 130 MILIARDI. Secondo uno studio dello stesso Iif, il default della Grecia sarebbe costato all'economia globale oltre 1.000 miliardi di euro. Ora l'obiettivo diventa rendere più sostenibili i conti pubblici greci facendo scendere entro il 2020 il rapporto debito-Pil dall'attuale 160% al 120,5%. Per farlo, si aspetta il via libera definitivo dell'Eurogruppo al secondo pacchetto di aiuti da 130 miliardi di euro. Tutto è pronto perché i ministri delle Finanze dei 17 Paesi di Eurolandia possano dare luce verde.

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