Esodati, sindacati in piazza

In 25 mila contro il governo, schermaglie Cgil-Inps. La diretta.

  • ...
Esodati, un manifestante a Roma.

Uniti in piazza contro un governo «irrispettoso delle migliaia di persone senza stipendio e senza pensione».
Il 13 aprile Cgil, Cisl e Uil hanno riempito le strade di Roma di manifestanti (25 mila secondo il Sindaco Gianni Alemanno) contro la gestione, ritenuta inadeguata, della questione esodati. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata il 12 aprile, con le stime al ribasso rese note dal ministero del Lavoro: «Gli esodati sono 65 mila, la copertura economica c'è». Indignata la reazione di Susanna Camusso (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil).
Per la prima, il governo «fa un gioco di prestigio»; per il secondo, «mette la testa sotto la sabbia»; per il terzo, «prende in giro, sono numeri buoni per il lotto».
PARTITO IL CORTEO DA PIAZZA DELLA REPUBBLICA. I leader sindacali hanno ricordato come le stime dell'Inps (130 mila, il doppio) siano ben diverse da quelle sbandierate dal ministro Elsa Fornero. Quindi, hanno chiamato a raccolta gli scontenti, pronti a manifestare contro questo «gioco dei numeretti».
Il corteo è partito intorno alle ore 10 da Piazza della Repubblica alla volta di Piazza Santissimi Apostoli: lì, sul palco, sono intervenuti Camusso, Bonanni e Angeletti. Cosa chiedono i sindacati? «Chi entro il 2011 ha fatto accordi per andare in pensione con le vecchie regole ci deve poter andare», ha riassunto il segretario della Uil.
DI PIETRO: «FROTTOLE DEGNE DI BERLUSCONI». In piazza anche Antonio Di Pietro. Il leader dell'Italia dei valori (Idv) si è schierato al fianco dei manifestanti: «Sugli esodati sembra di riascoltare le frottole di Berlusconi», ha dichiarato. «Comportandosi alla stessa maniera, ma con sobrietà, il ministro Fornero sostiene che sono solo 65 mila e che ci sono le risorse necessarie. Resta il fatto che non sappiamo come sono stati contati né dove il governo prenderà i soldi».
Di Pietro ha rivelato di aver «proposto al parlamento l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e la rinuncia all'ultima rata dei rimborsi pari a 164 milioni di euro. Quei soldi potrebbero essere dati al ministro Fornero proprio per provvedere alle emergenze sociali. Se ciò non dovesse accadere, l'Idv è pronta a consegnare la sua quota al ministro del Lavoro tramite un assegno circolare».
IN PIAZZA SABINA GUZZANTI, ALIAS MARCEGAGLIA. Tra i partecipanti al corteo s'è vista anche Sabina Guzzanti nei panni della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, in giacca rosa, pantaloni neri e collana di perle.
Tra i tanti striscioni presenti (guarda la photogallery), la maggioranza ha preso di mira le lacrime del ministro Fornero («Elsa non piangere ci pensiamo già noi e siamo tanti esodati e mobilitati») e i conti del presidente del Consiglio («La matematica di Mario: esodati + mobilitati = truffati»).

Alemanno contro i manifestanti, segui il live blogging

15.30 - LANDINI: «GLI ESODATI SONO PERSONE, NON NUMERI». Maurizio Landini, numero uno della Fiom, ha messo in chiaro che quella dei cosiddetti esodati non è una questione di numeri ma un problema di persone che avevano sottoscritto accordi volontari verso la pensione e ai quali ora il governo deve garantire questi accordi.

14.00 - ALEMANNO: «LA MANIFESTAZIONE È UNO SFREGIO A ROMA». Duro il commento del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, alla manifestazione che ha invaso le strade della città: «Rispetto il diritto a manifestare ma si poteva fare una iniziativa statica, in una piazza adeguata e con un numero di persone di giusta valutazione, invece è stata fatta una cosa a sfregio di Roma. I romani hanno subito un altro blocco del traffico che si poteva evitare».

13.30 - INPS: «NESSUNA CONTRADDIZIONE COI DATI DEL GOVERNO». Mentre i leader sindacali parlavano a Roma, è arrivata una nota ufficiale dell'Inps che ha voluto chiarire le ragioni della discrepanza tra le proprie stime (130 mila esodati) e quelle del ministero del Lavoro (65 mila): «Non c'é alcuna contraddizione. Il numero (reso noto dall'Inps) si riferiva alla stima delle platee dei potenziali lavoratori coinvolti nei prossimi quattro anni, in procedure di mobilità, in esodi individuali incentivati ed alle altre categorie previste. Il numero emerso dal tavolo tecnico si riferisce invece alla fotografia dei destinatari degli interventi stabiliti dal legislatore e comprende tutti i lavoratori che ad oggi risultano già cessati ed estromessi dai processi produttivi per effetto di procedure di mobilità o per dimissioni individuali al 31 dicembre 2011 sulla base di accordi individuali o collettivi».

13.17 - BONELLI (VERDI): «UN GOVERNO DISUMANO». Così il presidente dei Verdi Angelo Bonelli: «Sulla vicenda degli esodati il governo si sta comportando in modo disumano. Non si può giocare con la vita delle persone e con la disperazione di chi, non per sua colpa, è rimasto senza lavoro e senza pensione come se fossero solo dei numeri: si tratta di persone che non possono essere abbandonate».

13.15 - ANGELETTI INVOCA UNA SOLUZIONE COMUNE. Luigi Angeletti: «Non vorremmo dover dare una lezione a un governo di professori su cosa è uno Stato di diritto. Ci deve essere una soluzione per tutti». Secondo il segretario Uil, chiunque ha fatto un accordo per l'uscita dal lavoro verso la pensione sulla base delle regole vigenti al momento dell'intesa deve avere riconosciuto questo diritto «qualunque sia il loro numero».

12.56 - BONANNI: «5 MILIARDI NON BASTERANNO». Per Bonanni le risorse necessarie per sostenere i cosiddetti esodati «sono maggiori rispetto ai 5 miliardi stabiliti tre mesi fa». Bonanni, a questo scopo, ha invitato a prendere «una parte, anche minima» dei «140 miliardi di euro che la riforma delle pensioni porterà nelle casse dello Stato».

12.53 - BONANNI: «DA FORNERO MESSAGGIO VERGOGNOSO». Secondo il leader della Cisl il ministero del Lavoro «si deve mettere d'accordo con un'istituzione pubblica come l'Inps che dice che gli esodati sono il doppio, altrimenti ci dà un messaggio vergognoso di assoluta incertezza».

12.50 - BONANNI: «MI ASPETTO A BREVE UN INCONTRO RISOLUTORE». Dopo Camusso, parola a Raffaele Bonanni: «Fornero tolga la testa dalla sabbia, incontri i sindacati, stabilisca i criteri» per disciplinare le sorti di coloro che sono usciti dal lavoro nel quadro di leggi vigenti. A riguardo Bonanni ha aggiunto: «Ci aspettiamo nelle prossime ore un incontro risolutore».

12.45 - CAMUSSO: «CIFRE FALSE, VOGLIONO BOICOTTARCI». Ancora Susanna Camusso: «Vorremmo sapere quando si aprirà un confronto e ci verranno dati i numeri veri e non falsi, nel tentativo maldestro di far fallire le manifestazioni».

12.30 - IDV: «IL GOVERNO NASCONDE GLI ESODATI SOTTO IL TAPPETO». Felice Belisario (Idv): «I conti non tornano e cercare, come sta facendo il governo, di nascondere il fenomeno esodati sotto il tappeto provocherà solo una forte tensione sociale. Il governo sta facendo grandi pasticci perché vuole risparmiare, perché è inadeguato a risolvere i problemi del Paese o perché è costretto a nascondere la verità. Qualunque sia il motivo è meglio per tutti andare a votare».

12.20 - CAMUSSO: «NUMERI CONFERMATI? PRESIDENTE INPS SI DIMETTA». La leader della Cgil, quindi è tornata sulla polemica dei numeri: «Se il governo confermasse nei prossimi giorni che gli esodati sono 65 mila, allora non resta altro che chiedere le dimissioni del presidente dell'Inps». Secondo Camusso infatti non si può affidare un istituto così importante a chi «non ha il coraggio» di dare i numeri reali.

12.18 - CAMUSSO: «SENZA UNA SOLUZIONE, ALTRE MANIFESTAZIONI». Salita sul palco adibito ad hoc per la manifestazione, Susanna Camusso ha dichiarato: «O il governo troverà una soluzione previdenziale per tutte le categorie degli esodati o i sindacati proseguiranno la mobilitazione».

12.06 - UILM: «TANTI BUONI MOTIVI PER ESSERE IN PIAZZA». Il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, ha dichiarato: «Pensioni, esodati, pressione fiscale, necessità di decontribuzione dei premi di produttività: tanti buoni motivi per scendere in piazza con i sindacati confederali».

11.36 - CICCHITTO: «EQUITÀ ELEMENTARE MA ESSENZIALE». Non ha partecipato alla manifestazione, ma anche Fabrizio Cicchitto ha voluto dir la sua sulla questione degli esodati. Il capogruppo Pdl alla Camera li ha definiti «lavoratori lasciati in mezzo al guado, senza più posto di lavoro e senza i requisiti per la pensione. Il governo in primis, ma anche le forze politiche sia di centrodestra che di centrosinistra devono adoperarsi per risolvere il problema. Si tratta infatti di assicurare un'equità per molti aspetti elementare, ma essenziale».

13 Aprile Apr 2012 1105 13 aprile 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso