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CRISI
2 Maggio Mag 2012 1959 02 maggio 2012

Wind Jet, a terra 504 dipendenti

Acquistata da Alitalia ricorre alla mobilità.

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Voli a basso costo che fruttano piogge di milioni di euro? Mica tanto. Deve ricredersi chi ha visto nell’acquisizione di Wind Jet da parte di Alitalia un personale trionfo di Antonino Pulvirenti, presidente della compagnia aerea siciliana low cost. La realtà è ben diversa: Wind Jet vola più basso che può, lasciando a terra 504 dipendenti (442 a tempo indeterminato, 62 a tempo determinato).
Le perdite economiche dell'azienda (circa 13 milioni di euro tra il 2009 e il 2011) sono così tante che non permettono altra soluzione. Sono state già avviate le procedute di licenziamento, mettendo tutti i lavoratori in mobilità. La speranza è che Alitalia assorba parte dei dipendenti ma l'acquisizione definitiva è condizionata dalla decisione dell'Antitrust. In caso di parere positivo, secondo i sindacati, si potrebbe avviare una trattativa per l'assorbimento del personale della societá aerea siciliana.
NEL 2011 3 MILIONI DI PASSEGGERI. Wind Jet è attualmente la sesta compagnia aerea italiana (6,2% del mercato nazionale) ed è stata capace di far volare nel 2011 circa 3 milioni di passeggeri coi suoi 12 airbus. Da quando è stata fondata da Pulvirenti, nel 2003, ha dimostrato come sotto gli slogan del low cost possa sventolare anche la bandiera italiana.
Dal primo volo, inaugurato il 18 giugno 2003 con rotta Catania-Roma, è stato un crescendo continuo: sono sorte tre sedi operative (Catania, Palermo e Rimini) e sono stati istituiti voli verso la Russia e l’Est Europa a prezzi più che competitivi consolidando un modello di business basato sul low cost che in Italia era sconosciuto.
TURBOLENZE AZIENDALI. Tuttavia, dal 2009 a oggi la situazione è cambiata radicalmente: dall’aumento del prezzo del carburante (+75%) a una sequela di incidenti che hanno avuto effetti pesantissimi sul bilancio per una cifra che si avvicina ai 30 milioni di euro, il fenomeno Wind Jet ha cominciato a vacillare, subendo più di una turbolenza in volo.
Per Antonino Pulvirenti, che è celebre anche nelle cronache sportive grazie alla presidenza del Catania Calcio, è una grossa battuta d’arresto. Ne risente pesantemente la sua immagine di imprenditore siciliano che «si è fatto da solo». Partito da una Standa a Belpasso, paesino in provincia di Catania, è arrivato a creare e controllare un impero che va dai voli low cost agli hotel di lusso.
PULVIRENTI, DAL CALCIO AI CIELI. Eletto nel 2006 imprenditore dell’anno in Sicilia dalla rivista Capital, Pulvirenti ha un raggio d’azione molto vasto: se i campi di calcio e i voli low cost hanno fatto circolare il suo nome con più insistenza e visibilità, non si devono dimenticare gli altri business che il presidente del Catania calcio controlla.
L’imprenditore catanese, che a febbraio ha festeggiato i suoi 50 anni, detiene Meridi, un gruppo tanto vasto quanto articolato che gestisce diverse attività tramite l’holding Finaria: si va da Fortè, una catena di 85 supermercati molto attiva soprattutto in Sicilia e Calabria, a Platinum resort & hotels, una serie di alberghi di lusso che a Taormina ha i suoi due fiori all’occhiello, passando per Sorsy e morsy, la prima catena di ristorazione che è riuscita ad abbinare la cultura del fast food alla cucina siciliana.
Sempre sotto il controllo di Meridi, ci sono Logene, una società che opera nel campo della logistica, AZ Arancia Biorossa, attiva nel settore agrumicolo, e l’Etna Golf Resort che si trova a Castiglione di Sicilia in provincia di Catania.

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