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Barclays, la tela dei tassi

I prodotti di massa truccati da Diamond.

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Un gruppo di trader di Barclays.

Potrebbe essere solo l'inizio. Lo scandalo finanziario partito in Gran Bretagna, che ha portato alla decapitazione dei vertici del colosso Barclays, rischia di allargarsi a macchia d'olio su scala internazionale, investendo una mole enorme di capitali finanziari appartenenti a piccoli e grandi risparmiatori.
La manipolazione dei tassi Libor - acronimo di London interbank offered rate, il tasso medio d'interesse a cui le banche si prestano denaro tra loro sul mercato londinese - difficilmente può essere rimasta confinata nei palazzi della City inglese. Così, almeno, sembra provare la dinamica delle investigazioni contro la banca guidata (finora) da Bob Diamond e Marcus Agius. Entrambi dimissionari, insieme al direttore generale Jerry del Missier, anche se Agius continuerà, seppur temporaneamente, a mantenere il comando.
LA SOFFIATA DI CREDIT SUISSE. Tutto è partito da una soffiata degli svizzeri di Credit Suisse, approdata non si sa come alla Securities and exchange commission (Sec) degli Usa, l'autorità di vigilanza bancaria, attraverso cui il Dipartimento di giustizia di Washington ha poi imposto all'istituto britannico una maxi multa di 230 milioni di sterline (286 milioni di euro).
Alla sanzione, si sono aggiunti poi i 60 milioni di sterline della Financial services autority (Fsa) di Londra che, oltretutto, insieme con l'Fbi, starebbe indagando anche su altri istituti inglesi e stranieri tra cui Royal Bank of Scotland (Rbs), Citigroup, Hsbc, Morgan Chase, Lloyd's Banking, Deutsche Bank e Jp Morgan.
COINVOLTE PERSONE COMUNI. Finora, nessuno di questi gruppi è stato incriminato. Il dubbio, però, è che Barclays sia solo «la punta dell'iceberg» di una pratica, abusata dalle banche, per apparire più solide durante la crisi.
Secondo le stime dell'agenzia governativa Usa Commodity futures trading commission (Cftc), questa prassi è stata capace di alterare un mercato globale di 800 mila miliardi di dollari (10 volte il Pil mondiale), tra titoli e prestiti legati ai tassi taroccati.
E di questo hanno fatto le spese anche coloro che non hanno la minima idea di cosa sia il Libor. Ma che semplicemente possiedono un mutuo o hanno comprato una casa a rate.

Truccare i tassi dei mutui per ottenere liquidità facile

Una filiale di Royal Bank fo Scotland.

Non solo. Nel mirino delle manipolazioni dei manager di Barclays, tra l'altro, potrebbe esserci anche l'Euribor, il cugino europeo del Libor, impiegato comunemente per calcolare i tassi d'interesse di molte operazioni finanziarie su tutte le piazze europee.
MANIPOLAZIONE DI MASSA. Entrambi sono tassi variabili interbancari, stabiliti quotidianamente dalle organizzazioni deputate - la British Bankers' Association per il Libor, la Federazione bancaria europea (Ebf) per l'Euribor - come base per il calcolo dei tassi d'interesse su transazioni finanziarie, mutui, future, swap, derivati, carte di credito e finanziamenti vari. Per queto il suo valore incide, alla fine, anche sui costi che sostengono i cittadini comuni.
Se l'ipotesi degli investigatori si rivelasse vera, dal 2005 al 2009 questa tipologia di prodotti sarebbe stata sottoposta con disinvoltura a un'alterazione di massa dei tassi, per far apparire gli istituti finanziari più affidabili e capaci di maggiore solvibilità.
Minori sono i tassi, infatti, maggiore è sempre la facilità di un gruppo di accedere ai prestiti di altre banche. Così si aumenta la liquidità e, di conseguenza, la solvibilità (e la solidità) dell'istituto.
CAPITALI A BASSO COSTO. E così sembra essere avvenuto sul Libor, basato su un panel di 16 banche, che indica anche il costo del denaro per operazioni a breve termine, attraverso il quale gli istituiti di credito, per lo più di notte dopo la chiusura dei mercati, si prestano il denaro tra loro, a un tasso di sconto minore dei prestiti ottenuti dalla Banca centrale europea (Bce).
L'interesse di Barclays alla manipolazione era chiaro: grazie ai tassi calmierati per la banca era più facile reperire capitali a basso costo e dimostrarsi solvibile nel mare magnum della crisi.
Un giochetto provvidenziale negli anni disastrati in cui, a differenza di Lloyd e Rbs, la storica banca privata inglese è riuscita a salvarsi dall'onta della nazionalizzazione forzata.

Per gli inquirenti, anche Diamond sapeva delle manipolazioni

Marcus Agius.

Fondata nel 1690, Barclays nel 2008 bloccò l'ingresso nel proprio azionariato del governo britannico, accettando capitali per oltre 7 miliardi di sterline (circa 9 miliardi di euro) dai fondi sovrani arabi del Qatar e di Abu Dhabi.
Così, mentre gli altri grandi istituti inglesi venivano salvati dallo Stato, la banca privata poteva continuare a testa alta. Tutti i nodi, in compenso, sono poi venuti al pettine.
E, con lo scandalo Libor del 2012, l'immagine (e le finanze) del gruppo sono uscite irrimediabilmente danneggiati.
Dopo la multa e l'avviso dell'inchiesta, il presidente Marcus Agius si è dimesso. Il giorno seguente, dopo aver rinunciato a un super-bonus di 17 milioni di sterline, anche l'amministratore delegato di Barclays Bob Diamond ha lasciato il posto.
IPOTESI CONDIVISA DAI VERTICI. Secondo quanto emergerebbe dalle mail confidenziali e dalle informazioni in possesso della Sec, infatti, sarebbe stato proprio Diamond, in una riunione con i vertici, a «prendere in considerazione» l'ipotesi di truccare i tassi.
In un messaggio del 2006, inoltre, l'impiegato di un'altra banca avrebbe chiesto a un trader di Barclays di provare ad abbassare il tasso, «altrimenti», pare abbia precisato l'operatore, «sono un uomo morto».
Poche ore dopo, per ringraziarlo dell'aiuto, il funzionario avrebbe offerto al suo uomo una bottiglia di champagne Bollinger. Con la prassi illecita di giocare sui tassi d'interesse Libor ed Euribor, ragionano dunque gli investigatori, le banche avrebbero potuto fare un cartello. A danno dei cittadini.
EURIBOR MANIPOLATO. Royal Bank of Scotland ha già licenziato quattro trader scomodi. E, secondo voci insistenti, sarebbe pronta a pagare 150 milioni di sterline di multa. Per la Bbc, «pare assai probabile che altre banche, anche in diverse nazioni, saranno presto costrette a sanzioni per abusi simili a quelli di Barclays».
Indignazione a parte, non è la prima volta che gli istituti di credito sono accusati di barare sugli indici di mercato. Risale al 2011 la perquisizione della Commissione antitrust Ue in alcuni uffici dell'Ebf, per far luce su presunti trucchi dell'Euribor.
Forse, alla fine, si tratta sempre della stessa storia.

3 Luglio Lug 2012 1325 03 luglio 2012
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