Istanbul 110805192507
AFFARI
13 Settembre Set 2012 2117 13 settembre 2012

Turchia, l'Eldorado delle imprese italiane

È il nostro quarto partner commerciale.

  • ...
Un'immagine di Istanbul.

La Turchia è una vera e propria Eldorado per le aziende italiane. Dopo il cosiddetto surriscaldamento 'cinese' dell'economia turca degli ultimi anni (l'8,5% di crescita nel 2011), ora il Pil di Ankara, rallentato dalla crisi europea, cresce 'solo' del 2,9% secondo i dati dell'ultimo trimestre.
Ma il Paese della Mezzaluna rimane ancora un indiscussa meta privilegiata per le ditte italiane, sempre più numerose a scommettere sul mercato turco.
La conferma dell'importanza della Turchia per le società della Penisola è venuta dal consulto promosso a Istanbul dall'ambasciatore Gianpaolo Scarante con i rappresentanti delle 936 società italiane che operano nel Paese, a margine della missione nella megalopoli del Bosforo del sindaco di Torino ed ex-ministro del commercio estero Piero Fassino.
17ESIMA ECONOMIA MONDIALE. Le imprese italiane nel 2002 erano solo 220: ma oggi il Paese dopo 10 anni di boom economico è la 17esima economia mondiale, e punta al 'top ten' per il 2023, nel centenario della repubblica moderna fondata sulle rovine dell'impero ottomano da Ataturk.
QUARTO PARTNER COMMERCIALE. A due ore di volo dall'Italia, la Turchia ne è oggi il quarto partner commerciale, ed è trainata oltre che dalla tradizionale grande imprenditoria 'europea' di Istanbul (40% dell'economia) dal fenomeno nuovo delle dinamiche 'tigri dell'Anatolia', uno stuolo di Pmi che si ispirano alle colleghe del nord-est italiano.
Potenza emergente mondiale accanto a Cina, Brasile e India, la Turchia ha enormi programmi di sviluppo per i prossimi 10 anni, da centinaia di miliardi.

Joint venture con ditte turche per aeroporti, stazioni e autostrade

Piero Fassino, sindaco di Torino.

Le italiane lavorano per ritagliarsi la parte del leone. Costruiscono, in joint venture con ditte turche, porti, stazioni, aeroporti (la gara per il terzo di Istanbul è prevista per fine anno), migliaia di chilometri di autostrade (Astaldi realizzerà il Terzo Ponte sul Bosforo) e linee ferroviarie. Sono in lizza su tutti i grandi appalti, dagli aerei militari alle centrali nucleari. Le grandi società in Turchia già da decenni come Fiat, Eni o Ferrero, raccolgono ora i frutti di investimenti antichi.
IL SUCCESSO DI BLUESTREMA. Come con Bluestrema, il gasdotto costruito dall'Eni fra Russia e Turchia 10 anni fa, che ora consente alla società italiana - ha spiegato il dirigente Eni Luigi Barceris - di controllare un terzo del mercato turco, in fortissima espansione. Assieme ai partner turchi le italiane si lanciano all'assalto dei mercati di Asia Centrale, Medio Oriente ed Europa dell'Est.
Sempre più numerose nell' arrembaggio al mercato turco le società italiane fanno sistema, come consigliato da Fassino. Per le società italiane che la crisi costringe a 'uscire' la Turchia è il Paese da considerare, per Nicola Longo Dente, di Unicredit, la banca italiana più forte sul mercato turco.
NUOVO MERCATO DEL RESTAURO. E ora per l'Impresa Italia si apre in Turchia anche il nuovo grande mercato del restauro, avverte Scarante. Il governo ha varato un piano nazionale per la distruzione delle case a rischio sismico e il restauro di quelle con valenza culturale-architettonica, che riguarda oltre un terzo degli edifici del Paese.
Un business che peserà decine di miliardi nei prossimi anni. Solo a Istanbul il compito, e l'investimento, sono enormi. Per l'Italia, superpotenza del restauro, sottolinea Scarante, può essere una miniera di lavoro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso