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L'ACCUSA
27 Gennaio Gen 2013 1511 27 gennaio 2013

Mps, Giannino contro le Fondazioni

Il leader Fid: «Lascino le banche».

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Il leader di Fermare il declino, Oscar Giannino.

Dai cosiddetti inciuci post-voto a Silvio Berlusconi, da Antonio Ingroia allo scandalo Monte Paschi. Oscar Giannino, leader di Fare per fermare il declino (Fid), non ha risparmiato nessuno (leggi le reazioni della politica e gli attacchi al Pd). Il giornalista, a L'Aquila per una tappa del suo tour elettorale, si è detto sicuro circa l'esistenza di un patto tra Mario Monti e Pier Luigi Bersani. Anche se, ha fatto notare, «i consiglieri di Monti lo stanno spingendo in una campagna elettorale in cui quel patto si sta tendendo come una corda che si sfilaccia giorno dopo giorno».
LO SCANDALO MPS. Una situazione delicata, a cui si è aggiunta la bufera di Monte Paschi. «Sbagliano in maniera feroce quelli che dicono che la vicenda del Mps non è una questione politica e che non riguarda il Pd», ha sottilineato Giannino. Che si è anche augurato che la vicenda influisca nella campagna elettorale, «perché il problema è generale e non dovrebbe riguardare solo il Pd».
FONDAZIONI NEL MIRINO. Nel mirino del leader di Fid ci sono le Fondazioni. «I signori delle fondazioni che hanno avuto un grande atteggiamento di riverenza da parte dei politici, Buzzetti, per dirne uno, sono tutti espressioni della politica. Nella mia città, Torino, attualmente il presidente della compagnia San Paolo è l'ex sindaco Chiamparino. Quindi, questa storia per cui le fondazioni non sono la politica è una pietosa palla».
Giannino ha quindi invitato a cambiare marcia, invitando le fondazioni a lasciare il controllo delle banche. Il risultato di questa mala gestione è che il Financial Times, «cioè l'Europa e i mercati europei di nuovo cominciano a sospettare del nostro sistema bancario».
IL NODO DELLE BANCHE. Un sistema che è in difficoltà, e come ha ricordato il candidato premier, «ha una sofferenza che va verso i 150 miliardi, cioè 10 punti di Pil. E questo significa solo una cosa: lo spread sui titoli tedeschi, ma siccome le banche hanno poco patrimonio, i soldi per le imprese e per le famiglie non ci saranno neanche quest'anno e l'anno prossimo».
Giannino, elogiando Renzi ha poi affermato: «Avrebbe avuto un allineamento di alleati con cui cambire queste elezioni», e non ha risparmiato Berlusconi: «Non avrà più titoli per rappresentare l'Italia in Europa e nel mondo».

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