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Formazione, porte aperte a Berlino

Corsi professionali e opportunità di lavoro in Germania per i giovani dell'Ue. L'agenzia federale del lavoro firma la dichiarazione di intenti.

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da Berlino

A margine della prima Conferenza giovanile europea l'Agenzia federale del lavoro ha firmato una dichiarazione di intenti per aprire corsi di formazione per i giovani dell'Ue in Germania.

Berlino apre le porte ai giovani europei che vogliono intraprendere corsi di formazione in Germania e assicurarsi la prospettiva di trovare un posto di lavoro in quello che oggi è il Paese europeo meno colpito dalla crisi. È il succo di una dichiarazione d'intenti firmata a margine della prima Conferenza giovanile europea svoltasi a Berlino dall'Agenzia federale del lavoro (Bundesagentur für Arbeit, Ba), dall'associazione degli imprenditori tedeschi e da diverse organizzazioni del lavoro europee: «Lo scopo è di permettere ai giovani provenienti dall'Unione Europea di completare corsi di formazione in Germania ma anche di consentire a forza lavoro già qualificata di trovare con più facilità un posto nel nostro Paese», ha detto il presidente dell'Agenzia federale del lavoro Raimund Becker, «da una maggiore mobilità giovanile continentale possiamo avvantaggiarci tutti: un mercato del lavoro e della formazione europeo rafforza lo spazio economico continentale nella competizione globale».
GIOVANI LIBERI DI SCEGLIERE DOVE LAVORARE. L'accordo non è in realtà privo di rischi per i Paesi economicamente più deboli. Da un lato sarà possibile allentare in casa la pressione di una disoccupazione socialmente ingestibile, dall'altro il rischio di veder svanire manodopera giovane e qualificata non può che accentuare l'impoverimento umano e culturale, dopo che già la cosiddetta fuga dei cervelli ha drenato forza lavoro manuale e intellettuale di qualità. Becker ha tranquillizzato: «Alla fine del periodo di formazione, i giovani saranno liberi di scegliere dove trovarsi un posto di lavoro, se rimanere qui in Germania o ritornare nei propri Paesi».
IMMIGRAZIONE GIOVANILE MASSICCIA. Per Berlino si tratta però anche di dare una regolamentazione a un fenomeno che, negli ultimi anni, è divenuto travolgente: pur senza promesse di corsi di formazione, sono ormai migliaia i giovani europei che sono emigrati in Germania alla ricerca di quelle opportunità di lavoro sfumate. Da soli o, nei casi di minorenni, assieme alle proprie famiglie: «Arrivano da Paesi aggrediti dalla recente crisi economica, come Grecia, Spagna, Italia e Portogallo, o da nuovi Paesi membri dell'Ue, Bulgaria e Romania, nei quali i salari sono da sempre spesso al di sotto della soglia di sopravvivenza», ha confermato lo Spiegel.

In Germani nel 2012 il 78% di greci in più e il 53% in più di spagnoli

La massiccia immigrazione di giovani da tutta Europa sta mettendo in crisi il sistema scolastico tedesco.

Un afflusso che sta mettendo in difficoltà il sistema scolastico tedesco: «Le scuole hanno registrato in tutto il Paese un forte aumento di studenti provenienti dai Paesi dell'Europa meridionale e orientale», ha proseguito il magazine, «e sebbene il numero di bambini e giovani stranieri non sia registrato separatamente nelle statistiche del ministero dell'Istruzione, la tendenza si riflette nei dati forniti dagli uffici di immigrazione». Nei primi sei mesi del 2012 sono arrivati in Germania molti più giovani dai Paesi europei in crisi rispetto all'anno precedente: in particolare il 78% in più di greci, il 53% in più di spagnoli. Spesso si tratta di persone in possesso di qualifiche lavorative elevate, di accademici, studenti ma anche di famiglie i cui genitori hanno perduto il lavoro in patria e si sono spostate in Germania nella speranza di ricominciare una vita.
IL FRENO DELLA LINGUA. Il problema di base è quello della conoscenza della lingua: senza una buona padronanza del tedesco è praticamente impossibile riqualificarsi per un lavoro o trovarne uno adeguato alle proprie competenze o integrarsi nel tessuto sociale del nuovo Paese. «La maggior parte dei nuovi arrivati non ha alcuna conoscenza del tedesco», ha raccontato lo Spiegel, «e solo a pochi riesce il salto nelle scuole ordinarie tedesche dopo pochi mesi. Per gli altri l'attesa dura anche anni. Sono insufficienti i corsi di lingua propedeutici all'ingresso nelle scuole, mancano docenti adatti all'insegnamento del tedesco per stranieri e i finanziamenti per pagare il loro onorario sono insufficienti».
Da qualche tempo il governo tedesco ha cominciato ad affrontare i problemi della nuova immigrazione, consapevole che il fenomeno rappresenti anche un'opportunità per un'economia affamata di forza lavoro qualificata.
DIFFERENZE DA LAND A LAND. La condizione è peraltro differente da Land a Land: migliore al Sud, in Baviera e Baden-Württemberg, dove peraltro si concentra la maggiore immigrazione proveniente dal Sud Europa, più difficile al Nord, specie a Berlino, dove invece prevale il flusso est-europeo e dalla Bulgaria. «Un ulteriore aspetto che complica la situazione è che in molti casi ci si trova di fronte a persone che emigrano per una seconda volta», ha detto Michaela Menichetti, delegata per le questioni di immigrazione nell'ufficio scolastico di Reutlingen, una città di oltre 100 mila abitanti a nord di Stoccarda, «e che devono ricominciare di nuovo dall'inizio. Abbiamo scolari turchi arrivati dalla Bulgaria, russi provenienti dal Portogallo o greci emigrati dalla Russia. Per il sistema scolastico è una sfida enorme».

30 Gennaio Gen 2013 1000 30 gennaio 2013
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