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Italia, consumi in calo del 2,4% dal 2012

A gennaio -0,9% da dicembre.

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Secondo i dati di Confcommercio i consumi sono scesi del 2,4% su base annua a gennaio.

Crollano ancora i consumi italiani. A gennaio il dato è sceso del 2,4% rispetto a un anno prima e dello 0,9% su dicembre.
In termini di media mobile a tre mesi i consumi sono tornati ai livelli di fine 2004. È quanto emerso dall'indicatore dei consumi di Confcommercio, i cui dati sono stati pubblicati il 6 marzo, il giorno dopo l'allarme lanciato da Bankitalia sui redditi troppo bassi per il 65% della famiglie.
SERVIZI: -3,7%. La dinamica tendenziale dell' Indicatore dei consumi Confcommercio di gennaio ha riflesso una diminuzione del 3,7% della domanda relativa ai servizi e del 2% della spesa per i beni.
Relativamente alle singole funzioni di consumo il primo mese dell'anno ha confermato la permanenza di forti elementi di criticità in quasi tutti gli aggregati.
Il dato più negativo è stato ancora quello relativo ai beni e servizi per la mobilità la cui domanda ha registrato, anche a gennaio 2013, una flessione a due cifre (-10,1%).
Riduzioni dei consumi particolarmente significative hanno interessato anche gli alimentari, le bevande e i tabacchi (-3,9%), l'abbigliamento e le calzature (-3,9%), tutti segmenti che hanno scontato dal 2010 un notevole ridimensionamento della domanda.
INCREMENTO PER LE COMUNICAZIONI. In linea con quanto già accaduto nel 2012, solo il complesso dei beni e servizi per le comunicazioni ha mostrato una variazione positiva delle quantità acquistate dalle famiglie (+5,7% rispetto l'analogo mese del 2012).
I dati destagionalizzati hanno mostrato a gennaio una riduzione dello 0,9% rispetto a dicembre. Per intensità questa evidenza è stata piuttosto inconsueta, ha spiegato Confcommercio, dal momento che negli ultimi 36 mesi le variazioni uguali o peggiori di quella osservata a gennaio sono state soltanto tre.
Nel mese di gennaio, sia i servizi sia i beni hanno mostrato riduzioni di un certo rilievo, pari rispettivamente a -0,7% e -1%.
La tendenza al ridimensionamento della domanda ha interessato, nel primo mese del 2013, tutte le funzioni di spesa (le maggiori contrazioni, pari allo 0,8%, si sono avute per alimentari bevande e tabacchi e per alberghi pasti e consumazioni fuori casa), «a segnalare come il permanere della crisi, che ha già modificato le abitudini di acquisto delle famiglie anche in termini di rapporto qualità/prezzo, stia comportando una riduzione generalizzata della domanda».

Codacons: «Ci stiamo avvicinando alla Grecia»

Carlo Rienzi, presidente del Codacons.

Il crollo dei consumi rappresenta «una sciagura per l'economia nazionale perché le ripercussioni negative si faranno sentire sulle piccole e medie imprese, già in grave difficoltà nel 2012, e sull'occupazione».
È quanto ha affermato il presidente del Codacons Carlo Rienzi commentando i dati diffusi da Confcommercio.
«SI MANGIA MENO». «Il dato più preoccupante è quello relativo alla riduzione dei consumi nel settore alimentare, con acquisti in calo del 3,9%, a dimostrazione che gli italiani non solo tagliano i consumi non indispensabili, ma riducono drasticamente anche quelli primari, ossia mangiano sempre meno», ha spiegato Rienzi.
E il Codacons ha lanciato l'allarme: il crollo dei consumi di gennaio, associato al calo delle vendite record del 2012 (-4%), alle previsioni nere per il 2013 e ai dati estremamente negativi sull'occupazione, specie giovanile, diffusi solo pochi giorni prima, «attestano come l'Italia si stia avvicinando a grandi passi alla situazione critica della Grecia».
TUTELARE IL POTERE D'ACQUISTO. Il prossimo governo, ha chiesto il Codacons, deve inserire la tutela del potere d'acquisto delle famiglie e la ripresa dei consumi come priorità assoluta del proprio programma, varando misure ad hoc già nel primo Consiglio dei ministri.

6 Marzo Mar 2013 0952 06 marzo 2013
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