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IL MERCATO
5 Aprile Apr 2013 1109 05 aprile 2013

Parigi, il crollo dei prezzi delle case

La crisi ha colpito la compra-vendita di immobili.

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da Parigi

Per il momento, comunque, i prezzi sono scesi solamente dell'1,7% rispetto a quelli del 2011.

Per il momento nessuno osa pronunciare il termine «bolla speculativa», ma i prezzi del mercato immobiliare francese sembrano essere arrivati al capolinea. E per la prima volta da più di 20 anni, la crisi sembra aver toccato anche gli edifici d'epoca e Parigi.
D'altra parte, come ha dovuto ammettere il presidente della camera dei notai parigini, Christian Bénasse, la situazione «non può che riflettere quella dell'economia reale».
UN AGGIUSTAMENTO STRUTTURALE. Insomma, secondo il maitre, staremmo semplicemente assistendo «a un aggiustamento strutturale» che tiene conto della crescita dei Paesi emergenti.
Il volume delle transazioni era in rosso ormai da anni, ma nessuno si aspettava il -44% che ha registrato la Parigi intra-muros.
UN CALO DELL'1,7% RISPETTO AL 2011. Per il momento, comunque, i prezzi sono scesi solamente dell'1,7% rispetto a quelli del 2011. La tendenza al ribasso ha toccato principalmente «i locali di bassa qualità» e solamente le fette di mercato «meno tese», ha spiegato Bruno Delabre, membro del consiglio superiore dei notai francesi, e si continua a registrare una certa asimmetria «tra le metropoli dinamiche e le città che attraversano delle difficoltà economiche».
GIOVANI PENALIZZATI DALLO STOP AI PRESTITI. Non tutta la popolazione, però, sembra soffrire la crisi nella stessa maniera. Mentre, infatti, tra gli acquirenti il numero degli over 60 aumenta del 2,2% nel quarto trimestre 2012, per gli appartamenti e dell'1,3% per quanto riguarda le case, la parte di giovani, penalizzata in particolare dalla fine dei prestiti a tasso zero, indietreggia al 17,7% (-1%).

Gli esperti: un crollo «ancora più accentuato» nel 2013

Nel 2013 gli esperti prevedono un crollo «ancora più accentuato» delle transazioni e una conseguente rivalutazione al ribasso degli immobili a Parigi.

E, in prospettiva, la situazione non sembra voler migliorare. Nel 2013 gli esperti prevedono un crollo «ancora più accentuato» delle transazioni e una conseguente accelerazione al ribasso degli immobili. Secondo i notai, la corsa al ribasso dei prezzi potrebbe presto sfiorare il 4,5% rispetto ai prezzi dell'agosto 2012.
AGGIUSTAMENTO FRA DOMANDA E OFFERTA. Senza misure di sostegno da parte del governo, hanno rivelato i notai francesi, «non assisteremo certo a un crollo», ma a un aggiustamento «spettacolare tra l'offerta e la domanda».
«Alla fine i prezzi stanno scendendo», ha titolato Le Figaro. Anche perché il «blocco del mercato» causato dai proprietari che non erano disposti a vendere per poi trovarsi «a perdere» non poteva durare per sempre.
Tanto che neppure i tassi storicamente bassi del credito immobiliare (-3,07) sono stati sufficienti a rilanciare il mercato nel 2012. Insomma, per l’immobiliare francese non resta che sperare nel riflesso popolare di «investire nella pietra in tempo di crisi economica». Sempre sperando che i futuri acquirenti ritengano i prezzi «sufficientemente ridotti».
LA TASSA SUL VALORE AGGIUNTO DELLE CASE. La crisi economica, comunque, non sarebbe l'unica responsabile. E non è un caso se il crollo delle transazioni coincide «con entrata in vigore della tassa sul valore aggiunto dei beni immobiliari» e con l'uscita di scena della legge Scellier che da cinque anni dopava gli acquisti degli immobili nuovi a forza di aiuti fiscali, ha scritto le Nouvel Observateur.

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