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13 Aprile Apr 2013 1530 13 aprile 2013

Sanità, 4,4 miliardi di euro spesi in ticket

Negli ospedali aumento del 13%. Sborsati da 1,3 a 1,5 miliardi.

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Pazienti in fila allo sportello per pagare il Ticket.

Gli italiani hanno sborsato nel 2012 di tasca propria circa 4,4 miliardi di euro di ticket tra farmaci, visite, esami e accessi al Pronto Soccorso. Secondo il preconsuntivo 2012, in ambulatori e ospedali pubblici l'aumento è stato del 13%, passando da 1,3 a 1,5 miliardi pagati dai cittadini.
FARMACI: 2 MLD DI EURO. Per i farmaci i cittadini hanno pagato poco più di 2 miliardi di euro (la spesa out of pocket è variata di poco rispetto al 2011 mentre la spesa per il Servizio sanitario nazionale (Ssn) è calata di quasi 1 miliardo per effetto della spinta ai generici e per gli sconti applicati dalle farmacie) mentre per visite ed esami in strutture private ma convenzionate con il Ssn i ticket sono costati agli italiani 755 milioni di euro.
INSOSTENIBILI ALTRI 2 MLD. Altri 2 miliardi di ticket, che entrano in vigore dal primo gennaio 2014, «sono insostenibili per i cittadini e per il Servizio sanitario», ha detto il ministro della Salute Renato Balduzzi, commentando i dati del 2012. La manovra sui ticket sarà «una delle prime decisioni che attenderà il nuovo governo».
Sulla specialistica ha pesato anche il 'superticket' da 10 euro reintrodotto da metà 2011. Negli anni precedenti era 'coperto' dallo Stato con 836 milioni di euro.
Nelle casse pubbliche, come si legge nel preconsuntivo 2012, sono entrati lo scorso anno 166 milioni di euro in più rispetto al 2011 (in cui la misura è stata in vigore da metà anno) dalle strutture pubbliche e 103 milioni dagli ambulatori privati accreditati.
Ma, si fa notare, sul dato complessivo pesano da un lato le misure alternative messe in campo da alcune Regioni al posto del 'superticket' sulla specialistica, dall'altro il dato non calcolabile (che si traduce in un risparmio per le casse pubbliche) della 'fuga' dei pazienti verso il privato puro, visto che, soprattutto nelle Regioni in cui già si erano introdotte misure aggiuntive di compartecipazione da parte dei cittadini, la spesa per visite ed esami è uguale, se non minore, nel privato-privato rispetto alla struttura pubblica, e con liste di attesa molto inferiori. Il 'superticket' da 10 euro su visite e analisi era nato con la finanziaria 2007 e proposto dall'allora governo Prodi (ministro della Salute Livia Turco) insieme al ticket da 25 euro sui codici bianchi del Pronto Soccorso (che oggi non applica solo la Basilicata). Fino a metà 2011 questa quota fissa aggiuntiva non era mai stata applicata perché i governi che si sono succeduti hanno trovato il modo di finanziarli con risorse pubbliche. Dall'ultima manovra estiva targata Tremonti, invece, sono diventati operativi

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